Si era parlato di ultima spiaggia, e la sensazione alla vigilia era effettivamente questa. Troppo brutto l’inizio del 2019 nerazzurro che ha scatenato la fibrillazione di un ambiente già di per sè isterico. E allora serviva una reazione d’orgoglio, perchè la situazione anche in classifica da qualche settimana è diventata pericolosa. Troppo alto il rischio di poter rimanere fuori dalla prossima Champions League, traguardo che deve essere l’obiettivo minimo per una squadra come l’Inter. Il primo tempo, però, non dà le risposte sperate: l’approccio è ancora una volta negativo, il Parma comincia meglio sfiorando il gol con Gervinho (traversa). L’Inter, dopo i primi 20 minuti, esce fuori ma si ha l’impressione di una squadra impaurita, tesa, insicura e per nulla consapevole dei propri mezzi. A tratti isterica. La manovra mostra comunque passi in avanti rispetto alle sfide contro Sassuolo, Bologna e Torino, ma negli ultimi 20 metri si fa una fatica immensa non a segnare, ma a calciare in porta: l’idea è che non si sappia come costruire una vera palla gol. Ed infatti, gli unici tentativi nerazzurri sono targati Nainggolan – con un velleitario tiro dalla distanza – e Perisic, che calcia addosso a Sepe.

Il secondo tempo, però, mostra finalmente l’orgoglio che deve contraddistinguere l’Inter e chi l’Inter la rappresenta sul campo. Finalmente si vede la voglia di vincere, la voglia di reagire, la voglia di andare ad interrompere quell’assurdo digiuno dal gol nel 2019. Ci prova Nainggolan, ci prova D’Ambrosio ma il gol è giustamente annullato dal Var, ci prova Icardi. Già, l’argentino, che purtroppo ancora una volta si mette in luce negativamente per una prestazione molto al di sotto dei suoi standard: tante scelte sbagliate, tanti controlli difettosi, e due occasioni che di solito concretizza. Il suo, di digiuno, continua. Alla fine, però, è Lautaro Martinez a trovare la liberatoria rete del vantaggio e a portare i 3 punti a Milano. L’Inter si rialza, risponde alle critiche e respira un po’, proprio nel momento in cui la concorrenza di Milan, Roma, Lazio e Atalanta si fa sempre più serrata.

Rispondono i più criticati

La serata di ieri è importante, perchè vede una risposta da parte dei più criticati, da parte dei giocatori messi maggiormente in discussione. E a ragione, perchè non hanno fatto nulla per non meritarsi le critiche più spietate, c’è da dirlo. Parliamo di Nainggolan e di Perisic in primis, ma anche dello stesso Martinez. Il belga, che vive il momento più difficile della sua carriera complici i primi deludenti mesi in nerazzurro e il rigore sbagliato costato l’eliminazione dalla Coppa Italia, risponde finalmente presente. Si rivede a sprazzi quel giocatore che corre, lotta, fa di tutto per la sua squadra. Può fare meglio, Nainggolan, ma è un ottimo punto di partenza. E l’assist al Toro è un buon biglietto da visita per quello che deve essere un nuovo inizio. Il croato numero 44 pare invece dimenticare i desideri di cessione e decide di fare il professionista, com’è normale che sia: fino a giugno tutti uniti, poi ognuno per la sua strada. Quello sarà il tempo dei bilanci. Perisic è spesso pericoloso sulla fascia, si dà tanto da fare in fase difensiva ed appare molto partecipe alla causa, come quando litiga con D’Aversa nel tentativo di battere velocemente una rimessa laterale. Ma a firmare il gol, importantissimo, è come detto il Toro Martinez. Gli bastano due minuti per sfruttare una gran palla di Nainggolan e battere di potenza Sepe. Proprio Lautaro, criticato per i numerosi errori sotto porta nell’ultimo periodo, risponde a modo suo, con la garra argentina, e riapre le questioni tattiche riguardanti un suo possibile ruolo da titolare fisso. Forse è il momento?

Ritorna l’Europa League 

L’Inter quindi mette nuovamente 5 punti di differenza fra sè e il quinto posto, per ora occupato da Roma e Lazio, in attesa della partita del Milan quarto e dell’Atalanta. Una boccata di ossigeno, si diceva. Ora però ritorna l’Europa League e i nerazzurri sono attesi ai sedicesimi dal Rapid Vienna , compagine austriaca che, come valori, i nerazzurri dovrebbero essere in grado di superare abbastanza agevolmente. Ma con l’Inter, come sappiamo, mai dare nulla per scontato e soprattutto mai sottovalutare nessuno, perchè si rischia il patatrac. Niente cali di concentrazione. Si tratta dell’ultima possibilità stagionale, per l’Inter, di vincere un titolo. I tifosi non pretendono la coppa, ma fare un grande percorso è un obbligo.

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22 anni, laureando in "Scienze della Comunicazione" presso l'Università della Calabria. L'Interismo è qualcosa che scorre dentro senza freni, in maniera totalmente irrazionale. Condividere questo sentimento è magnifico, scrivere di Inter ancora di più.