Una giornata a tinte nerazzurre, fin dal mattino, non poteva che essere coronata dall’ennesima schiacciante vittoria stagionale. Il 5-1¬†all’Udinese √® la cornice con la quale l’Inter mette in vetrina un meraviglioso quadro, sul quale ha cominciato a lavorare nell’estate di due anni fa, quando ad Appiano Gentile √® arrivato un artista della panchina: si chiama¬†Antonio Conte¬†e viene da Lecce. 173 punti conquistati in due stagioni,¬†ben¬†91¬†quelli del campionato attuale, che rimarr√† per sempre inciso nella Storia nerazzurra. Uno Scudetto non √® mai banale, ogni Scudetto √® un racconto, √® passione, √® pura emozione e adrenalina: ma diciamocelo, quelli conquistati dall’Inter rispecchiano – pi√Ļ di quelli di ogni altra squadra – questa definizione. Questo tricolore ha rappresentato uno spartiacque nella storia del calcio italiano, innanzitutto, poich√© sono stati proprio i campioni di oggi – in maglia nerazzurra – ad interrompere nove anni di dominio juventino. Il punteggio totale in classifica, inoltre, colloca l’Inter 2020-21¬†sul secondo gradino delle Inter tricolori: solo quella di Mancini, nel 2006-07, aveva fatto meglio, conquistando sei punti in pi√Ļ e chiudendo a quota 97.

Nell’anno pi√Ļ assurdo a livello sociale – con la pandemia che ci ha privato di tutti quei gesti e quelle abitudini che da millenni caratterizzano l’essere umano – lo sport e il calcio, in particolare, hanno lanciato ancora una volta un messaggio di rinascita, una speranza, uno spensierato appiglio al quale aggrapparsi nei momenti pi√Ļ difficile. Per regalarci un sorriso, se non altro. Per vivere di nuovo, anche per un attimo, un briciolo di serenit√†. L’Inter √® riuscita ad adempiere al suo ruolo sociale prima che sportivo, regalandoci un anno di emozioni e una cavalcata indimenticabile, condensate in uno Scudetto stravinto che ci ha permesso di vivere l’intero mese di maggio in festa. Una festa nerazzurra. Come quella di ieri: l’ultimo “grazie” per l’impresa realizzata, ma si spera anche l’ultimo incontro a distanza fra calciatori e pubblico. La prossima stagione, in questo senso, auspicabilmente ritrover√† il suo protagonista pi√Ļ importante: i tifosi. Per adesso, per√≤, l’Inter si √® accontentata delle possibilit√† che il momento riserva per celebrare un traguardo eccezionale.

Quel momento…

La giornata dell’Inter per eccellenza √® cominciata dalle 9 del mattino, quando √® partito il raduno della¬†Curva Nord¬†nel piazzale di San Siro. Assurdo, permettetecelo, che l’accesso sia stato riservato soltanto a mille spettatori e sia stato permesso alle migliaia di tifosi interisti assieparsi al di fuori del Meazza. Perch√© non farli entrare in uno stadio che, alla voce capienza, recita 80mila? Il distanziamento, all’interno della Scala del Calcio, sarebbe ampiamente garantito. Chiusa parentesi, √® stato ugualmente uno spettacolo. La festa, l’arrivo del pullman, l’entusiasmo di un popolo che aspettava da 11 anni questo giorno. Poi la partita, i 5 gol rifilati all’Udinese ed i cori che si avvertivano distintamente anche all’interno di San Siro: da brividi.

E poi la festa, la nostra festa. Quella che sognavamo. Per un decennio abbiamo guardato le istantanee del Triplete, dei trionfi storici, ed una vocina ripeteva alla nostra coscienza: “Ma quando capiter√† di nuovo?“. Ecco, √® successo. Ed √® bellissimo. Non √® un sogno: Handanovic ha sollevato il trofeo al cielo di San Siro e la festa √® divampata, con le famiglie dei calciatori in campo, abbracci, cori, lacrime. Come quelle di Romelu Lukaku, che subito dopo la premiazione si √® defilato per riservarsi un momento di commozione. Piangi Romelu, piangi. Piangi perch√© noi piangiamo insieme a te, di gioia. Perch√© questo √® un gruppo encomiabile protagonista di un’annata indimenticabile e tu ne hai assunto la leadership. Lautaro Martinez¬†lo ha abbracciato e Big Rom ha pianto sulla sua spalla. Una scena indimenticabile, un momento iconico. Che rispecchiava tutti noi. Grazie alla Lu-La, grazie a questi ragazzi, per averci regalato un sogno e aver fatto la¬†Storia. Adesso questa Inter entra dritta negli annali, meritatamente. Un gruppo serio all’interno del campo, professionalmente ineccepibile, che fuori dal campo sa regalare sorrisi a tutti grazie a personaggi positivi, che sprizzano gioia e felicit√†. Un collettivo degno di entrare a far parte della nostra gloriosa Storia.

Adesso sar√† tempo di stabilire quale sar√† il domani dell’Inter e gi√† nelle prossime 24 ore – probabilmente – si decider√† il futuro di Antonio Conte, che ieri ha parlato solo a Inter TV, lodando ancora una volta i suoi ragazzi e sottolineando l’impresa che hanno compiuto. Alla stampa ha parlato Cristian Stellini, che √® stato sibillino sulla stagione prossima, ribadendo che ogni decisione dipende dai piani societari. Mai come questa volta servirebbe continuit√†, perch√© questa squadra potrebbe vincere ancora. Ma √® intervenuta una maledetta pandemia a scombussolare i piani che sembravano a tutti gli effetti vincenti. Non possiamo che augurarci un punto d’incontro fra le parti, perch√© sarebbe un delitto sportivo smantellare questo gruppo di Uomini. Che comunque vada hanno fatto la Storia. Abbiamo attraversato la rabbia, lo sconforto, la rassegnazione, la delusione, l’amarezza: oggi piangiamo di gioia. Eternamente grazie, Campioni d’Italia.

 

24 anni, laureato in "Scienze della Comunicazione" presso l'Universit√† della Calabria. L'Interismo √® qualcosa che scorre dentro senza freni, in maniera totalmente irrazionale. Condividere questo sentimento √® magnifico, scrivere di Inter ancora di pi√Ļ.