L’edizione odierna della Gazzetta dello Sport dedica ampio risalto a Ricky Alvarez. L’ex nerazzurro è ripartito dalla Liguria, dove finalmente sta tornando a sentirsi importante. Le statistiche lo consacrano tra i migliori “dribblatori” d’Europa, salta un uomo ogni 16′:

“Mi piace che i numeri lo dicano, ma non è importante. Nel calcio la cosa più difficile è fare le cose semplici. Prendere palla e puntare un avversario è sempre stato il mio gioco, ora sto lavorando per essere più concreto. Sto bene fisicamente e allora cerco di rendermi utile anche in fase difensiva. Nel calcio di oggi è fondamentale. Non segno da oltre un anno? È vero, ma ho anche giocato poco. È una cosa che devo migliorare, devo imparare a tirare anche se non ho l’occasione perfetta, devo ragionare più come un attaccante. Magari già a Firenze potrei trovare il gol, per dedicarlo al presidente Ferrero, che me lo chiede sempre. Lui è vicino alla squadra, ci porta allegria”.

Eppure il Sunderland sosteneva che lei non fosse più in grado di giocare ad alti livelli. Per questo non ha pagato gli 11 milioni pattuiti con l’Inter. La sentenza arriverà nei prossimi giorni. Lei come vive l’attesa?

«Ora riguarda solo Inter e Sunderland, io per fortuna ho trovato la Samp che mi ha dato la possibilità di ripartire. Sei mesi senza squadra sono stati difficili e in quella situazione, strana, nessuno ha pensato a me. Per fortuna c’erano la mia famiglia e il Velez, che mi ha dato la possibilità di allenarmi. Ho sofferto per inseguire il sogno di essere un calciatore, come dopo ogni infortunio. Tutte cose che ti aiutano a crescere, a me hanno fatto diventare quello che sono, ho imparato ad avere più cura di me stesso. A Genova ho uno staff spettacolare. Loro mi hanno aiutato a capire che cosa devo fare. Io arrivo al campo un’ora e mezza prima e mi preparo per l’allenamento. Poi mi fermo un’altra ora a fare stretching e altri lavori. I problemi per un calciatore arrivano sempre, ma io fino a ora sto davvero bene”.

SCELTA SAMP – “sapevo che Montella ama il bel gioco, offensivo. Volevo tornare in Italia, dove per chi gioca in avanti tutto è più difficile, ma anche più bello. Qui ci sono molti grandi giocatori e una grande attenzione tattica. Magari in Inghilterra ci si allena di più, ma fateci caso: con un allenatore italiano, che ha messo ordine, il Leicester lotta per lo scudetto”. E a proposito di Montella: “Mi voleva già a Firenze? Ne ho sentito parlare molto, ma non ebbi alcuna comunicazione ufficiale sulla trattativa. Lui ci chiede il bel gioco, ci chiede molti passaggi, ma anche di trovare il momento giusto per rischiare la giocata. Mi piace il suo calcio. Poi c’ chi preferirebbe far punti in ogni modo, ma io credo che abbia ragione Montella. Abbiamo una grande squadra, che non dovrebbe trovarsi così in basso in classifica, ma ci siamo e dobbiamo lottare per uscire da questa situazione. Abbiamo conquistato punti importanti con il gioco, altre volte non abbiamo avuto fortuna, ma con quello e con la voglia di arrivare sempre per primi sul pallone faremo bene. Quella è la strada giusta. Il mio futuro? Intanto pensiamo a finire bene la stagione, poi al resto. La mia idea è restare qui, dove sono felice”.

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