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“Amore è misero se il suo amore è assente”

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In questi giorni si parla molto della possibilità che Icardi possa diventare un calciatore della Juventus a giugno. Sarebbe molto doloroso, a maggior ragione se si pensa che il numero nove nerazzurro aveva assunto le sembianze di una sorta di anticristo gobbo: Già cinque gol nei derby d’italia (eguagliato Mazzola) a cui vanno aggiunti i 3 segnati con la Sampdoria prima di venire all’Inter. Ma per i tifosi interisti non sarebbe una sensazione nuova anzi, leggendo la classifica dei più grandi marcatori della storia nerazzurra scopriamo che Maurito potrebbe diventare addirittura il sesto attaccante a compiere il tradimento definitivo su dieci giocatori presenti:

 

GIUSEPPE MEAZZA (284 gol)

Probabilmente il più grande calciatore della storia nerazzurra. Di lui l’avvocato Prisco diceva «Sono portato a dire che non si è mai visto più nessuno bravo come lui. Il suo modo di saltare gli avversari, portiere compreso, lasciavano senza parole». Viveur scatenato come la grande tradizione interista merita, “Peppìn” è stato perfino uno dei primi player manager del calcio italiano quando, a trentasette anni, tornò all’Inter nella stagione 1946-1947. Arrivava dall’Atalanta, ma dopo essere passato per la Juventus (“Si sta più comodi” disse) e per i cugini che al tempo si chiamavano “Milano” perché suonava più italico. Storia vuole che firmò il contratto in lacrime e che anni dopo da allenatore nei tornei giovanili ai suoi calciatori dirà “Nella mia carriera non ho mai fatto male a nessuno, mai litigato con un compagno. Ma ho una macchia nera sulla coscienza: ho giocato nel Milan. Aiutatemi a cancellare quel tradimento”. In ogni caso stagioni nel declino della sua carriera, sbiadite rispetto alla gloriosa epopea nerazzurra.

SPILLO ALTOBELLI (209 gol)

Anche per il secondo in classifica arriva l’atroce adulterio e forse è il più clamoroso. Consumato dopo undici stagioni con la beneamata (di cui sarà anche capitano), un campionato e due Coppe Italia decide di andare a Torino a seguito di dissapori con Trapattoni, altro ex juventino, tanto per notare l’ironia dei corsi e ricorsi della storia. L’allora presidente Pellegrini concederà la lista gratuita, non voleva intascare nemmeno 100 lire da quell’affare così triste. Siamo interisti d’altronde. Si lascerà andare ad imbarazzanti dichiarazioni sulla grande organizzazione della sua nuova squadra in perfetto stile juventino, ma è un giocatore in declino. Spesso fermato dagli infortuni vedrà la beneamata vincere lo scudetto dei record che sarebbe stato la perfetta conclusione della sua storia in nerazzurra, ricorda con rimpianto ora Spillo.

ROBERTO BONINSEGNA (171 GOL)

Terzo bomber in classifica e terzo tradimento. Dopo sette stagioni in nerazzurro e un campionato vinto le società mettono in atto un scambio clamoroso e l’Inter acquista Anastasi, finito ai margini della sua squadra per questioni disciplinari, per Bonimba più 800 milioni di lire. Leggenda vuole che ci fu Mazzola dietro la sua cessione, ansioso di concludere la sua carriera da seconda punta. La stampa considera la bandiera nerazzurra un bollito, ma alla fine hanno ragione i bianconeri: l’ex attaccante nerazzurro vincerà due campionati e una coppa Uefa a Torino, Anastasi invece falli miseramente segnando la miseria di 7 gol in due campionati in nerazzurro. Dei tanti gol segnati a Torino fra i più dolorosi la doppietta segnata nel derby d’italia nella sua prima stagione in bianconero, vinto 2-0. A settembre ha tristemente dichiarato di “tifare Inter, ma anche un po’ la Juve”.

LUIGI CEVENINI III (158 GOL)

Per arrivare al quarto tradimento bisogna scendere al quinto posto della classifica e trovare Cevenini III. Uno talmente strafottente che entrava in campo con la sigaretta in bocca, uno talmente interista da fare 16 gol nel derby della madonnina indossando scarpini di cuoio di sua produzione. Una di quelle stracittadine la giocò con i suoi quattro fratelli come compagni in campo in nerazzurro (record nel calcio italiano). Risulta tesserato presso i cugini nel corso della prima guerra mondiale, ma non si disputano campionati ufficiali. Ritorna all’Inter nella stagione 19-20 e vince subito il campionato. A 32 anni si trasferisce a Torino dove deve sostituire l’ungherese Hirzer (detto la “gazzella”) che ha dovuto lasciare l’Italia per una norma della Federazione che vieta agli stranieri di prendere parte al nostro campionato e resta per 3 stagioni segnando 22 gol.

BOBO VIERI (123 GOL)

Per il quinto tradimento bisogna arrivare alla posizione numero otto. Eroe di gioventù per tanti interisti della mia età, la percezione della carriera di Bobone in nerazzurro sarebbe stata molto simile a quella dei sopracitati Bonisegna e Altobelli se solo si fosse vinta quella partita il 5 maggio. Un amore durato sei anni a suon di gol e la solita vita privata dissoluta e discussa come per tanti di questa lista. E’ finita a male, con la brutta storia d’intercettazioni e pedinamenti della società, l’infinità causa legale e quel passaggio al Milan più per dispetto che per altro. Ci rimarrà solo sei mesi. In una diretta Instagram durante la partita d’addio a Pirlo si è lamentato di come, per i litigi in tribunale, la sua maglietta con l’iconico 32 non compaia nel corridoio che porta allo spogliatoio insieme a quelle degli altri campioni della storia nerazzurra. Recentemente lo si è visto a San Siro a guardare la beneamata ed è stato coinvolto in un amichevole di Inter Forever dove non ha potuto fare a meno di segnare qualche gol.

Restano puri in quattro: Sandro Mazzola, veleno Lorenzi, Istvàn Nyeres ed Ermanno Aebi. Meno della metà. Una macabra maledizione che sembra nascondersi tra le pieghe delle pagine più gloriose della storia nerazzurra. Come se quel fantasma del tradimento alla Juve fosse sempre lì, come minaccia pronta da sfoderare al momento giusto. Qualcuno potrebbe obiettare che molti dei nomi sopra elencati fanno riferimento a periodi storici in cui le possibilità di trasferimento erano molto limitate. È giusto, ma va aggiunta anche l’altra riflessione che si porta dietro: In questa lista sono presenti solo due giocatori che hanno indossato la maglia nerazzurra negli ultimi trent’anni. Una squadra che sembra avere un problema con la fedeltà o che sembra bruciare il fuoco del sentimento tanto ardentemente da lasciare solo la cenere, perché si sa, nelle passionali storie d’amore si finisce sempre a tirarsi i piatti. Se si è interisti.

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