Piero Ausilio, intervistato dal Corriere dello Sport, ha parlato sia del nuovo allenatore de Boer, che di Roberto Mancini: “Cosa mi ha colpito di de Boer? La sua determinazione e caparbietà a entrare nel mondo Inter e nel calcio italiano in generale. Sa cosa è Milano ed è stato un giocatore importante che ha vinto trofei con Barcellona e Ajax. Non è stato sorpreso dalle difficoltà della Serie A e sapeva anche cosa lo aspettava anche se magari non conosceva nei dettagli tutte le squadre avversarie. Nel giro di un mese è stato in grado di sostenere una discussione in italiano, una cosa che in passato altri non sono stati capaci di fare, e a settembre, dopo la sosta, ho visto una squadra con un’idea di gioco.

Perché un allenatore straniero? Non è stata una decisione preparata, ma una cosa accaduta all’improvviso perché Mancini parlava di rinnovo di contratto e non era previsto il suo addio. Ci siamo confrontati con Thohir e il Suning e abbiamo deciso di andare su De Boer: è stato l’unico candidato, l’unico chiamato e contattato.

Se avremo pazienza con lui? A tutti gli allenatori va data fiducia, soprattutto a uno che è arrivato ad agosto. Anche Sarri lo scorso anno inizialmente ha avuto difficoltà, ma la società gli ha concesso il tempo necessario per portare avanti le sue idee e adesso il Napoli ottiene risultati e gioca bene.

Mancini? Non c’era nessuna volontà di chiudere prima il rapporto con Roberto. La separazione non è stata determinata dai risultati ed è stata una sorpresa anche se nel calcio queste cose possono succedere. Rimane un splendido rapporto con un allenatore e una persona che nel corso delle sue due esperienze all’Inter ha fatto cose straordinarie per la crescita del club. Mancini ha messo le basi per preparare un futuro vincente e ora De Boer deve andare avanti su questa strada”

(Corriere dello Sport)

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