La vita di Antonio Cassano prosegue da esiliato in casa. Impossibile ammirare qualche magia sui campi da calcio, se non fra le mura di Bogliasco, dove comunque non gli è permesso di allenarsi con la squadra. La Sampdoria ha adottato una linea dura nei confronti del 99, ma molti tifosi continuano a rimpiangerlo.

Il Secolo XIX racconta alcuni aneddoti della sua vita da separato in casa: “Antonio Cassano ieri mattina è arrivato a Bogliasco poco prima delle 11. Questa volta non ha trovato nessun tifoso a chiedergli la maglia, ma ha incontrato i ragazzi della Primavera che dopo avere fatto da sparring a Sala e Carbonero stavano rientrando negli spogliatoi del 3 Campanili. «Ciao Antonio come stai?» gli ha chiesto Ibou Balde. «Come sto io… dai, l’importante è che stia bene tu. Ho visto che hai fatto una tripletta al Napoli». Poi un saluto a Tozzo, uno a Krapikas e uno a Dodò, sempre con il sorriso. Prima di entrare al Mugnaini. E vivere un’altra giornata da fuori lista. Stavolta sul campo, tecnica individuale con il pallone, in compagnia dell’onnipresente Pedone.

A fine allenamento Cassano si è imbattuto ancora una volta in Giampaolo. Arrivato da poco al Mugnaini insieme al suo staff per (ri)visionare i video della partita di Cagliari e preparare quelli sul Palermo da mostrare ai blucerchiati in questi giorni. I due si incontrano spesso, perché comunque gli allenamenti da fuori lista di Cassano coincidono con la fine o con l’inizio di quelli della prima squadra. Tra l’allenatore e Fantantonio c’è un buon rapporto. La scelta di escludere l’attaccante dalla rosa è stata esclusivamente di Ferrero e Romei. Lui, Giampaolo, è sempre stato diretto al riguardo: «Finché è stato a mia disposizione, ha sempre fatto quello che gli ho chiesto». Tra i due però non ci sono più stati veri e propri confronti “tecnici”. Anzi, in realtà ce n’è stato solamente uno, prima della partenza per il ritiro di Ponte di Legno. Quel giorno l’allenatore aveva chiaramente detto a Cassano di non considerarlo una prima scelta e il giocatore aveva accettato quelle parole senza muovere obiezioni. Ma con la voglia di fare ricredere sul campo il parere dell’allenatore e di riscalare con impegno e professionalità le gerarchie.

Ogni tanto Cassano buttà lì una battuta di spirito all’allenatore, «Sai come ti divertiresti ad allenarmi… », ma poi finisce tutto lì. Perché l’attaccante sa benissimo che Giampaolo è solo spettatore della situazione kafkiana che si è venuta (e voluta) creare. Ma che ogni eventuale nuova decisione su di lui deve passare esclusivamente dalla volontà di Romei e di Ferrero”.

(Il Secolo XIX)

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