Il leader della Curva Nord nerazzurra, Franco Caravita, è intervenuto telefonicamente a Sportitalia per raccontare la sua visione sul caldissimo caso Icardi. Dopo le prime parole concesse nella serata di ieri (clicca qui per leggere), il rappresentante del tifo interista più appassionato ha parlato in questi termini: “Icardi resta capitano? Noi siamo contro questa soluzione, ma c’è da valutare anche la posizione della società e capire le motivazioni. Senza o con Icardi, l’Inter deve andare avanti. Se noi siamo un problema, dobbiamo fare valutazioni. Penso che il rapporto con Icardi non si possa ricucire. Siamo ostaggi di questi personaggi milionari e con poca moralità. Per noi Icardi è morto, l’aggravante è averci minacciato senza una motivazione, dicendo falsità. Ci auspichiamo che Icardi ritiri il libro così la faccenda si può chiudere, ma ricucire il rapporto no. Fino all’altro ieri mi salutava, e poi scopro che mi vuole ammazzare. E’ un qualcosa che un uomo non può sopportare, ha commesso un’infamia che – da uomo quale si ritiene – è inaccettabile. Se lui si ritiene un uomo vero ritira il libro dagli scaffali. I soldi non gli mancano, lo può fare benissimo. Ma con la testa che ha credo non lo farà mai”.

“Lo striscione di ieri sera è emblematico: lui dice che porta 100 argentini, quando li porta ce lo dica che siamo lì ad aspettarli. Siamo allibiti perché non aveva senso raccontare la storia con quelle bugie, se avesse raccontato la verità sarebbe stato un qualcosa di risaputo, di già accaduto e già chiuso. Si era ricucito il rapporto dopo quell’episodio. Eravamo in buoni rapporti, come chiedeva lui anche ieri abbiamo dimostrato che fino al 90’ abbiamo fatto il tifo e sostenuto l’Inter. Gli altri ci fischiavano e stavano seduti, noi eravamo gli unici a sostenere l’Inter. Di cosa dovremmo avere colpa? Noi continuiamo a chiederci il perchè di questo atteggiamento, siamo allibiti e non c’è spiegazione. Siamo senza parole dopo quello che è stato scritto su quel libro. Aggressione sotto casa? E’ stato quell’imbecille di Brambati che è un uomo di merda, se vuole glielo dico pure in faccia. Voleva farsi bello in tv e ha raccontato cose assurde, non c’è stata nessuna denuncia né alla digos nè ai carabinieri né ai pompieri. Di cosa parliamo, ancora di falsità? Noi siamo ultras, ma quando facciamo le cose ci mettiamo sempre la faccia, non diciamo menzogne”.

“Icardi il futuro dell’Inter? Queste cose esulano dalla nostra portata, dobbiamo accettare quello che decide la società per il meglio dell’Inter. Noi possiamo pensarla pro o contro, ma le decisioni le prende la società e basta. Possiamo accettarle o meno, ma non c’entriamo noi. Possiamo solo portare il nostro amore incondizionaro in giro per l’Italia e per il mondo, noi siamo tifosi, punto e basta. Queste decisioni le lasciamo alla società. Problemi di leadership in società? Noi capiamo che in questo momento c’è un vuoto societario, il 29 ci sarà un consiglio di amministrazione e si deciderà chi dovrà restare e chi andare via. Dopo questi fatti, chi ha lasciato andare queste cose e causato una rottura del rapporto penso che debba pagare. Chi sbaglia nel lavoro paga, se io sbaglio pago. Le parole di Zanetti ci fanno piacere perché sono date dalla sua esperienza, vissuta prima e adesso nell’Inter. Ha sempre rispettato i tifosi. Anche con lui abbiamo avuto momenti delicati, non ha sempre giocato in squadre vincenti. Ha sempre guardato in faccia la realtà, è sempre stato franco, abbiamo un ottimo rapporto con lui. Non vogliamo uscire con i giocatori o fare la vita con loro, ci basta avere un rapporto chiaro, franco e leale: l’importante è sempre l’Inter. Qui sembra sempre che l’Inter venga in secondo piano. Partita persa per causa nostra? Al 70’ i giocatori non ne avevano più. Le colpe ce le addossiamo, ma non siamo così forti da far perdere una squadra”.

“Come accoglieremo Icardi? Non lo so, vedremo al momento. Lo slogan usato da lui sul post di Instagram? Dice che lui non la lascia mai sola? Se segna, segna per l’Inter. Non lo ringrazieremo, ma segna per l’Inter. Ringrazieremo l’Inter che vince. Non siamo dispiaciuti se gioca e segna, però il distacco è quello. Se lui si considera al di sopra dei tifosi e al di sopra di tutto, affari suoi. Noi c’eravamo, ci siamo e ci saremo sempre, Icardi ci sarà? Boh… Noi siamo l’Inter, non per arroganza , ma perché siamo lì sempre. Io ci sono da 40 anni, ho visto passare 1000 calciatori, 1000 dirigenti, e sono ancora lì. Io amo l’Inter, loro la sfruttano”

(Sportitalia)

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