Quello di Lautaro Martinez è senza dubbio il nome più gettonato in questa lunga fase calcistica caratterizzata da un grande assente: il campo. Ogni giorno dalla Catalogna arrivano aggiornamenti che accostano sempre di più il nome del Toro a quello del BarcellonaSport Mundo Deportivo, nelle loro analisi, sfoggiano una certezza di fondo e non fanno più di tanto per nasconderla: il numero 10 nerazzurro vuole il Barça, si tratta solo di trovare la quadra a livello economico (possibile inserimento di contropartite), che verrebbe favorita da una esplicita manifestazione – da parte dello stesso Lautaro – di voler lasciare l’Inter per accasarsi in Spagna. La situazione in realtà non è così delineata: indubbio che gli agenti del Toro abbiano avuto dei contatti con il club catalano, così come c’è stata qualche chiacchierata fra gli spagnoli e l’Inter. Tuttavia, se prima della pandemia l’ipotesi che il Barça potesse pagare la clausola da 111 milioni sembrava concreta, la crisi economica che seguirà l’emergenza sanitaria a livello globale si riverserà anche sul calcio e per questo immaginare un colpo così oneroso appare complicato. Inoltre, la situazione di caos societario in casa Barça non aiuta nel mettere in atto previsioni a medio termine. Allo stesso tempo, Lautaro non dà alcun segnale di malcontento e per ora appare lontana quella richiesta ufficiale – tanto desiderata a Barcellona – di lasciare il club nerazzurro.

Tuttavia, Marotta Ausilio non sono due novellini alle prime armi nell’ambiente calcistico, e per questo è scontato che si siano preparati ad ogni scenario, compreso quello che vede Lautaro lontano da Milano. I dirigenti sono consci dell’insidia rappresentata da Messi, fortissima tentazione per tutti ed in particolare per un connazionale di 23 anni che viene continuamente lodato dallo stesso Leo. Per questo, è necessario immaginare un’Inter (anzi, due Inter) con e senza Lautaro, con tutti i risvolti che ne conseguono, sia dal punto di vista delle strategie di mercato che da quello prettamente tattico.

CON IL TORO

Se pensiamo all’Inter 2019-20, molto probabilmente penseremo alla coppia Lautaro-Lukaku. I due, forti di un grande rapporto anche fuori dal campo, hanno stabilito sin da subito un’intesa naturale. Il precoce e duraturo infortunio di Sanchez, un Politano inadeguato e un Esposito troppo giovane per incidere con costanza hanno fatto sì che il 9 e il 10 abbiano disputato quasi tutte le partite della stagione nerazzurra. Insieme hanno segnato 39 dei 74 gol stagionali dell’Inter di Conte, che ha trovato in loro una coppia di riferimento in grado di prendersi sulle spalle l’intera squadra nei momenti di difficoltà e di mantenere l’Inter in vetta alla classifica sino a metà febbraio. Ripartire da loro rappresenterebbe sicuramente un grande vantaggio. Conte più volte ha ripetuto di “invidiare” squadre come Atalanta e Lazio che ormai da anni ruotano attorno allo stesso nucleo di giocatori, che – come si suol dire – “si conoscono a memoria”. Poter tracciare una linea di continuità partendo dalla coppia titolare – specie nel gioco di Conte, basato su una ripetizione quasi ossessiva di schemi che vedono nei due terminali offensivi i principali attori protagonisti – sarebbe importantissimo. Da sempre il tecnico nerazzurro basa le manovre offensive delle sue squadre sfruttando la profondità, e in questo Lautaro e Lukaku sono maestri, ma anche la capacità da parte di uno dei due attaccanti di venire incontro per aiutare il centrocampo. Cosa che il belga e l’argentino fanno a turno ma – in alcuni momenti della partita – anche contemporaneamente, ergendosi a simboli di quello spirito di sacrificio tanto caro a Conte. Confermando la coppia d’attacco, Marotta e Ausilio dovrebbero limitarsi a perfezionare il reparto avanzato, che perderà sicuramente Sanchez (non verrà riscattato) e molto probabilmente Esposito (l’ipotesi prestito si fa sempre più concreta). I nomi caldi, al momento, per aggiungere esperienza e gol, sono quelli di Giroud e Mertens. Non a caso due parametri zero, affari che permetterebbero agli uomini mercato nerazzurri di concentrare il budget su altre zone di campo più lacunose (come gli esterni) e ad almeno un nome a centrocampo. Per questi ruoli, i nomi più gettonati sono quelli dei due giovani talenti della Fiorentina, Castrovilli e Chiesa, ma occhio anche a Tonali, Tolisso, Alonso, Emerson, Cancelo e Semedo (con o senza Lautaro?).

SENZA IL TORO

In caso di cessione di Lautaro, l’elemento fondamentale sarebbe innanzitutto la natura dell’affare: pagamento di cash oppure inserimento di contropartite tecniche (ovviamente con conguaglio aggiuntivo)? Nel secondo caso, ovviamente l’Inter andrebbe a rinforzare quelle zone di campo che necessitano di nuovi elementi: pensiamo a Semedo e a Vidal. Negli scorsi giorni, nell’ambito dell’affare è stato ipotizzato anche l’inserimento di Antoine GriezmannLe Petit Diable diventerebbe così l’erede di Lautaro. Da un punto di vista anagrafico l’Inter sicuramente ci perderebbe (il Toro ha 6 anni in meno), ed inoltre lo “sviluppo”, la fase, la parabola che i due giocatori attraversano sembra essere molto diversa. Lautaro è appena esploso ma è ancora giovane, ha ancora notevoli margini di miglioramento e può seriamente diventare uno dei migliori giocatori al mondo. Per questo, sarebbe davvero un peccato perderlo. D’altro canto, Griezmann è un fuoriclasse riconosciuto, è stato per anni colonna portante dell’Atletico Madrid di Simeone ed ha preso per mano la Francia conducendola al titolo di campione del mondo. Al Barcellona, tuttavia, ha deluso, dando l’idea di non essersi mai davvero integrato e risultando spesso un corpo estraneo rispetto ad un meccanismo ben oliato e che si fonda principalmente – per quanto riguarda il reparto avanzato – sull’intesa d’annata fra Messi e Suarez. Un’annata negativa, però, non può indurre a conclusioni affrettate, e non è detto che sia cominciata la parabola discendente del giocatore. Integrarsi al Barça in molti casi può risultare molto complicato: per informazioni rivolgersi a Zlatan Ibrahimovic, che più o meno all’età del francese arrivò in Catalogna per poi lasciarla dopo un anno e tornare nella cara e vecchia Italia, dove vincerà lo scudetto (nostro malgrado) da protagonista con il Milan. Con Griezmann l’Inter cambierebbe il suo stile offensivo, cercando meno la profondità ed affidandosi inevitabilmente all’immensa creatività del francese, che rispetto a Lautaro è una seconda punta più pura. Griezmann garantirebbe estro, fantasia e imprevedibilità, caratteristiche fondamentali contro le difese bloccate che in alcuni momenti hanno frenato l’Inter di questa stagione. Tuttavia, l’Inter perderebbe in gol, perché Griezmann ne ha di meno “in canna” rispetto a Lautaro, già a quota 16 stagionali. Gol che invece garantirebbe certamente Timo Werner, altro nome caldo e spendibile in caso di cessione del Toro: il tedesco del Lipsia è già a quota 27 in 36 partite stagionali. Quest’ultimo non garantirebbe solo gol e cinismo, ma anche una corsa forsennata e costante che ben si integrerebbe con la filosofia di Conte, che da sempre apprezza i profili straripanti atleticamente. Gli altri nomi fatti finora sono stati quelli di Osimhen del Lille, 21enne che segna con regolarità in Ligue 1; Jovic del Real Madrid, che non ha rispettato le attese e potrebbe avere voglia di rivalsa tornando ad essere quell’attaccante moderno e completo ammirato all’Eintracht Francoforte; Martial del Manchester United, sul quale però sorgono degli interrogativi sulla capacità di giocare nei due giocatori d’attacco. Già, perché appare scontato che – con o senza il Toro – Conte non abbandonerà il 3-5-2 come modulo di base.

Bilanciando i pro e contro di una possibile cessione di Lautaro, sicuramente la bilancia pende nettamente dalla parte dei contro. Parliamo di un giocatore in costante crescita, che si è ormai adattato alla perfezione al calcio italiano e che è destinato a diventare uno dei migliori in circolazione, per doti tecniche e per mentalità: rabbia, cattiveria, concentrazione, intelligenza, furbizia, classe. Il prototipo del giocatore contiano ma sopratutto del giocatore moderno. Tuttavia, in caso di partenza, Marotta e Ausilio sapranno certamente agire con astuzia, sia in fase remunerativa che in quella di successivo investimento. L’Inter non può dipendere da un solo giocatore e, se la volontà ferma sarà quella di abbandonare il progetto nerazzurro, il giocatore sarà accontentato, venendo però incontro alle richieste economiche dei nerazzurri. Tutto ha un prezzo, nel calcio. D’altronde, l’ultima grande cessione dell’Inter al Barcellona è datata 2009. Non c’è bisogno di aggiungere chi ci guadagnò…

24 anni, laureato in "Scienze della Comunicazione" presso l'Università della Calabria. L'Interismo è qualcosa che scorre dentro senza freni, in maniera totalmente irrazionale. Condividere questo sentimento è magnifico, scrivere di Inter ancora di più.