Un rigore sbagliato perchè si scivola, se capita qualsiasi altro soggetto della serie A oggi nessuno apre bocca. Invece purtroppo, domenica è capitato proprio al nostro Pazzo Pazzini.

I tifosi dell’Inter tirano cuscini. Motivazione della sanzione pecuniaria comminata dal giudice sportivo dopo la gare della 14esima giornata del campionato di Serie A. L’Inter è stata punita con un’ammenda di 7000 euro perché, al 40° del secondo tempo del match casalingo con l’Udinese, alcuni tifosi nerazzurri hanno ‘‘lanciato sul terreno di giuoco due cuscini”. Perplessità è dir poco, cari amici.

Rabbia e sconforto, delusione e nervosimo. Tra noi tifosi davvero a veder tutto ciò si alza bufera. Nessuno fra noi vede più l’Inter che voleva, la nostra amata squadra pronta a lottare per risalire, pronta a riprendersi, con le ugnhie e con i denti i vertici del campionato non c’è più, o forse quest’anno non c’è mai stata. Oggi è impossibile negare che non vi siano i presupposti per risalire, anche i meno esperti ormai se ne sono accorti. Giocatori diversi, che non sono sufficientemente motivati. Oggi notiamo, in più, che qualsiasi sia l’avversario che la nostra squadra si trova davanti, i ragazzi corrono più dei nostri. Sfortuna enorme? Poca motivazione? Io credo che si possa fare una somma di entrambi i fattori nel calderone odierno interista.  

Sembra che qualsiasi cosa non vada bene, Ranieri, mister che doveva venire per rivoltar medaglia di questo pessimo inizio che sta avendo seguito, fa discutere con i suoi cambi, e per di più ci troviamo davanti anche uno Javer Zanetti, pietra migliare e motivazione neroazzurra, che sembra esser diventato come tutti gli altri. Ed una malasorte che ci perseguita a fronte porta, pochi palloni in rete e tanti attaccanti nel pallone. 

Dobbiamo dar la responsabilità di questa sfortuna/periodo difficile alla dirigenza Moratti? Tanti di noi l’hanno fatto e probabilmente continueranno a farlo anche attraverso il nostro forum, ma è corretto? Quale sarà il futuro ora?

A parer mio parlare di retrocessione e un arrendersi ai fatti. Forse ad oggi, parlar di lotta in campionato è davvero un’esagerazione, ma io credo che continuare, con determinazione, la ricerca per capire che cosa realmente è da cambiare per poter risolvere il tutto.         Invocare il passato, parlare di Mourinho, scrivere il falso, come su tanti siti succede, non è quello che all’intera tifoseria serve. Può essere opportuno riflettere mettendoci nei panni della squadra. Gli undici che scendono in campo, come quelli seduti in panchina, hanno una grossa responsabilità sulle spalle; a parer mio, l’odierna tensione che gira attorno alla società, può soltanto far peggiorare il loro stato e far emergere l’insisurezza di tutti nei momenti cruciali. Se ognuno di noi, prova anche un solo momento, a mettersi nei panni quegl’11, vorrebbe proprio nella difficoltà maggiore sentir cantato il suo nome, vorrebbe striscioni ed inni nuovi. Che intendiamo fare?

Un esempio che possa esserlo fino in fondo è stata la retrocessione della Sampdoria. Tutta la stampa italiana parlava di “incubo Blucerchiato”. Io quel giorno mi trovavo di fronte alla televisione, ricordo perfettamente le lacrme del capitano Angelo Palombo sullo schermo, ma la cosa che maggiormente mi ha colpito è stata l’intera tifoseria. Il telecronista parlava di una splendida tifoseria, che mai nella difficoltà più estrema, che attraverso un quasi gol aveva concesso anche una piccola illusione, aveva mai smesso di cantare incitare ed incoraggiare la propria squadra.   

A voi cari lettori la scelta su quale sentenza scegliere e sul giusto comportamento da adottare nei confronti della nostra Inter, che nonostante tutto tanto amiamo e tanto ci ha fatto sognare.