Calciatore fra i più grandi di sempre, geniale allenatore rivoluzionario, padre del calcio moderno, il leggendario Johan Cruijff, venuto a mancare nel marzo di quest’anno , si racconta nella sua autobiografia “Memorie” in uscita il 6 Ottobre, della quale “l‘Equipe” rivela i primi estratti. Di particolare importanza e interesse è il tema Guardiola, toccato approfonditamente dallo stesso Cruijff:” Se non fossi stato a Barcellona, ​​sarebbe stato probabilmente venduto ad un club di seconda divisione, il Barca voleva sbarazzarsi di lui perché lo vedevano magro, poco difensivo, e con scarsa fantasia. Quello che nessuno aveva notato erano le qualità di base e il potenziale elevato: l’ intelligenza nel gioco, la velocità di esecuzione, la tecnica. Ripeto: Se non ci fossi stato io a Barcellona, ​​sarebbe stato probabilmente venduto ad un club di seconda divisione”. Quando a Guardiola è stato offerto di prendere in consegna la prima squadra, l’olandese ha dato il suo assenso affinché diventasse il suo grande erede spirituale: “Volevo soprattutto sottolineare che sarebbe dovuto essere il capo, prendere le decisioni che comportano conseguenze (…) in questo senso io e Pep siamo allineati”.

(Equipe)

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