Non può certo bastare una sola partita e una sola vittoria per consegnare agli annali la crisi nerazzurra, magicamente estinta dopo soli tre giorni di cura Ranieri. E’ anche vero che a Bologna è arrivata la prima vittoria stagionale, la squadra è tornata a segnare dopo l’illusione di Palermo e la difesa ha concesso poco con Julio Cesar costretto ad alzare bandiera bianca solo sul rigore di Diamanti. Il vento è veramente cambiato?

Proviamo ad analizzare il match del Dall’Ara e vediamo se, cosa e come è cambiata l’Inter in così pochi giorni.

OGNUNO AL SUO POSTO, COSI’ DIFFICILE? – Il tecnico romano non possiede certo la bacchetta magica e in tre giorni non ha potuto certamente rivoluzionare il mondo Inter ma ha semplicemente rimesso a posto i pezzi scomposti di un puzzle che meno di un anno fa si era laureato campione del mondo. Ranieri ha restituito la giusta collocazione a ogni interprete nerazzurro e i risultati in campo si sono visti nonostante un avvio ancora un po’ titubante a causa dei fantasmi di Novara. Con la difesa a 4 e la cerniera a centrocampo formata dal duo Zanetti-Cambiasso la squadra si sente più sicura; Lucio è tornato ai livelli che gli competono, così come Chivu che non avrà certo brillato ma non ha neppure raggiunto i livelli sciagurati di quando Gasperini lo schierava nella sua difesa a tre. Nagatomo a destra ha spinto con intelligenza, ma soprattutto ha chiuso una fascia che nelle prime uscite garantiva voragini impressionanti agli avversari. Obi e Coutinho si sono adattati e il nigeriano non ha certo sfigurato, anzi, forse anche perché libero di galoppare a sinistra senza la paura di dover coprire da solo l’intera corsia laterale. Un passo indietro tattico che ha però restituito serenità e convinzione a un gruppo che nelle ultime settimane si era totalmente smarrito tra le lavagne tattiche gasperiniane.

L’ATTACCO E’ TORNATO A SEGNARE – Pazzini si è sbloccato scaraventando in rete tutta la rabbia per le tante panchine ingoiate in questo avvio di stagione. Sarà un caso, ma via Gasperini l’attacco è tornato a girare visto che sotto la gestione del tecnico piemontese il vero potenziale offensivo nerazzurro si era espresso pienamente solo a Palermo. Poi una serie di “cilecche” imbarazzanti. Lo stesso Forlan a Bologna ha mostrato incoraggianti segnali di ripresa dopo gli ultimi passaggi a vuoto. L’uruguaiano si è mosso bene tra le linee, ha colpito un palo e ha avviato con una magia l’azione del primo gol. Un segnale incoraggiante, così come l’ingresso nella ripresa di Milito. Il Principe, oltre al gol, ha confermato di poter tranquillamente convivere con Pazzini dimostrando a Ranieri di poter “galleggiare” come seconda punta alle spalle del Pazzo. Una soluzione da non sottovalutare per il futuro, soprattutto in ottica Champions.

LA FORTUNA SORRIDE SOLO A RANIERI – C’è da dire che questa volta la fortuna non ha girato le spalle all’Inter. Perché è vero che se qualcosa ti può andar male è quasi certo che allora andrà tutto storto. Gasperini ha avuto sicuramente le sue colpe, al pari di società e soprattutto giocatori, ma il tecnico piemontese è stato anche particolarmente sfortunato come confermano le incredibili palle gol divorate nelle sfide con Trabzonspor e Roma. Ecco, ipotizziamo pure che con Gasperini in panchina il tiro di Pazzini sarebbe finito sul palo o sul fondo, mentre Milito quasi sicuramente avrebbe sbagliato il rigore. La fortuna, si sa, nel calcio come nella vita è un fattore fondamentale per raggiungere il successo. E come diceva Napoleone: “Tra un generale bravo e uno fortunato, scelgo sicuramente quello fortunato”.

Interfans.org è la community dei tifosi dell'Inter. Ogni giorno centinaia di neroazzurri si incontrato sul nostro forum e si informano sulle notizie neroazzurre