Le cifre relative alla ripartizioni dei diritti tv nei principali campionati europei sono emblematiche e fanno capire perfettamente il perché la Premier League, in questo momento, sia assolutamente inarrivabile come campionato per tutte le altre leghe europee.

Se i 117 milioni di euro del Liverpool (squadra più pagata in Inghilterra nel 2014), i 115,8 del Manchester City, i 112,9 del Chelsea e i 111,4 dell'Arsenal non sono poi così distanti, per esempio, dai 94 della Juventus, fanno impressione le cifre incamerate dai club di medio-basso livello del campionato inglese.

L'Inter, seconda in Italia dietro la Juventus nel 2014 con 80,4 milioni (il Milan, terzo, è fermo a 77,9, la Roma è a 61,4, il Napoli a 59,8), ha incassato la stessa identica cifra dell'Hull City, meno del Sunderland (86 milioni) o del Crystal Palace (87,8 milioni) attualmente impegnate nella lotta per non retrocedere in Championship.

Impressionante anche il divario con Liga, Bundesliga e Ligue 1. In Spagna, dietro i 140 milioni di Barcellona e Real Madrid, c'è il vuoto assoluto: il Valencia terzo si è fermato nel 2014 a 48 milioni.

In Bundesliga le cifre sono decisamente più contenute. Il Bayern, primo, ha incassato dai diritti tv solo 36,9 milioni, il Borussia Dortmund 35,5. Stesso discorso in Ligue 1, dove il PSG si è portato a casa 44,6 milioni e il Marsiglia 41,8.

Cifre che raccontano di un dominio della Premier (inteso complessivamente come campionato) difficilmente attaccabile in questo momento. L'Italia, comunque, si difende: sono altri i settori dove l'Inter, per esempio, dovrà crescere rapidamente, in primis i cosiddetti incassi da matchday, ovvero i ricavi da stadio, che nel caso dei nerazzurri sono i peggiori nella top 20 europea.

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