E venne il giorno del primo goal italiano di Gabriel Barbosa, della prima marcatura in partite che contano di questo giovane ragazzo brasiliano, tanto pagato quanto atteso. Un goal che ha messo a tacere, almeno per qualche ora i tanti maestri della critica che l’avevano bollato in fretta e senza remore come un bidone o al massimo con un personaggio cult da show televisivi che fanno del dileggio il loro ingrediente principale. È stata una rete importante e pesante quella di Gabriel, perché ci ha regalato una vittoria fondamentale per continuare a sperare (seppur in maniera flebile) nel terzo posto, piazzamento che regalerebbe il preliminare di Champions League, ed allo stesso tempo tenere il passo di Lazio ed Atalanta che pure loro come noi stanno marciando a ritmi davvero notevoli. Equilibrio di giudizio però ci impone di evitare scomodi paragoni con uno dei due più forti centravanti che la Serie A abbia mai conosciuto, pure lui 20 anni fa a segno a Bologna contro il Bologna con la nostra amata maglia (n.d.a. all’epoca semplicemente bianca con bande nerazzurre e non dei colori di una celebre bevanda gassata).

Il match contro il Bologna non è stato di certo facile anche perché, si sa, contro di noi i nostri avversari giustamente non si scansano e danno il loro meglio per cercare di arginarci. Così hanno fatto i felsinei che hanno dato prova di buona compattezza di squadra giocando un match gagliardo. Nel primo tempo l’Inter ha avuto un’occasione clamorosa incredibilmente non sfruttata da un evanescente Palacio dopo 10 minuti ma poi ha faticato a creare trame di gioco anche per la mancanza di precisione di tanti suoi elementi (n.d.a. D’Ambrosio nel solo primo tempo ha perso 17 palloni con solo il 55% di precisione nei passaggi) e la scarsa incisività degli uomini deputati alla fase offensiva, in particolare Eder e Palacio hanno vagato per il campo non riuscendo a far nulla di minimamente utile alla squadra. La svolta è arrivata nel secondo tempo con l’ingresso di Banega e Gabigol: i due ragazzi si sono dimostrati subito in giornata, efficaci in copertura e micidiali in fase offensiva con l’argentino autore del filtrante illuminato ed illuminante per D’Ambrosio ed il brasiliano pronto a ribadire in rete il cross del terzino ex Torino.

Bravi dunque i ragazzi e bravo Pioli che ha saputo leggere in maniera impeccabile il match, difendendosi e coprendosi quando c’era da difendersi e prendendosi le responsabilità nel piazzare gli uomini giusti per decidere il match. Unico neo l’ammonizione stupida a Miranda, già diffidato, che costerà all’ex Atletico Madrid il match fondamentale contro la Roma. Rientreranno Icardi e Kondogbia, da valutare saranno Brozovic e Murillo, uscito malconcio dal Dall’Ara. Con il vento tornato nuovamente in poppa, con Zhang Jindong annunciato in tribuna, ci sono tutti gli ingredienti perche questa sfida sia uno dei pochi snodi fondamentali rimasti in questa nostra stagione. Riaprire il discorso si può ma servono i tre punti.