Eto’o in prestito dall’Anzhi all’Inter durante la pausa invernale del campionato russo: è questa l’indiscrezione che è venuta fuori ieri.

Una trattativa di mercato complicata, sia per la sua tipologia del tutto particolare (un po’ “Beckham style”, ma neanche tanto) sia perché si tratterebbe di un passo indietro clamoroso a seguito di una cessione sofferta, che ha riempito tutta l’estate del Bel Paese…

Ma il ritorno di Eto’o farebbe bene all’Inter? Proviamo a rispondere a questa domanda con il classico schema del “perché sì” e del “perché no”…

 

SAMUEL ETO’O, PERCHÉ SÌ…

1) Perché è un fuoriclasse… Non si può negare: Eto’o fa la differenza con i suoi gol, a tutte le latitudini. È uno di quei giocatori che vorresti avere sempre a disposizione, anche per 5 minuti o per 3 mesi, perché anche in un lasso di tempo brevissimo può essere decisivo, con un guizzo, una zampata, un colpo dei suoi. Eto’o è Eto’o, non si discute.

2) Perché all’Inter è di casa… A livello di alchimie tattiche ovviamente l’Inter è cambiata, passando da Gasperini a Ranieri, ma questa non è certo una novità nemmeno per Eto’o considerando i 16 mesi nerazzurri del post-Mourinho. Ma ciò che non può cancellare nessun cambio in panchina è l’intuizione, la sensazione di sapere che un compagno farà un certo movimento: quel filo mentale che ad esempio, fa suonare la stessa musica a Eto’o e Sneijder, che potrebbero intendersi anche a occhi chiusi.

3) Per marketing e immagine… Di certo l’interesse mediatico nei confronti dell’Inter, qualora si materializzasse il ritorno di Eto’o, crescerebbe in maniera notevole, sia per la caratura del giocatore sia per la tipologia di accordo che verrebbe a crearsi. Giusto o sbagliato che sia, fruttuoso o meno dal punti di vista sportivo, il solo parlare di un ritorno di Eto’o all’Inter “fa notizia” e “vende”, un po’ come è stato per Beckham.

 

SAMUEL ETO’O, PERCHÉ NO…

1) Perché destabilizza l’ambiente… Riportare Eto’o all’Inter vuol dire anche mandare un messaggio ai giocatori che nell’Inter ci giocano già oggi, ed è un messaggio chiaro: “Per vincere serve Samuel Eto’o”. Che questo sia vero oppure no, ammetterlo rappresenterebbe già una sconfitta per la società nerazzurra, che così non farebbe altro che sottolineare la propria precedente incapacità di trattenere un giocatore fondamentale per la squadra.

2) Perché l’Inter ha troppi attaccanti… Se c’è un reparto che non ha bisogno di puntelli è proprio il reparto offensivo dell’Inter. Pazzini, Forlan, Milito, Zarate, ma anche Castaignos e volendo fare mezzo passo indietro Sneijder ed Alvarez… Insomma, ad Appiano di attaccanti ce ne sono anche troppi e inserire nuovamente Eto’o significherebbe lasciarne in panchina uno in più, con tutti i mugugni che seguono…

3) Perché è un’operazione senza senso… Che la serietà dell’Inter a livello societario sia tornata ai minimi storici è un fatto da quasi un anno (cioè dal benservito a Benitez), ma arrivare a vendere un giocatore e riprenderlo dopo 4 mesi part-time potrebbe rappresentare un nuovo record negativo anche per i nerazzurri: un’operazione di mercato per rattoppare i propri errori, ma solo per 3 mesi, è francamente senza senso.

 

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