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Lothar Matthäus

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Penso che all'Inter abbiamo avuto piu' di un trascinatore, intendendo per tale appunto il calciatore forte, esperto, che ha ascendente sugli altri, che ha carisma ecc.... Recentemente Cambiasso e Zanetti. Andando a memoria indietro ricordo Baggio, Passarella, Mattaus appunto, Zamorano, Guarneri. Mario Corso, Suarez .....questo pero' lo puoi dedurre guardando le partite allo stadio, non in TV.

non mi esprimo sugli ultimi 3 nomi che hai fatto e su Passarella, ma gli altri...no dai, non c'entrano nulla con Matthaus...

Cambiasso ok, era un leader, grande personalitá e tutto, ma non era un generale come Matthaus

Zanetti non é mai stato un leader, era capitano per anzianitá e perché era un'immagine pulita, ma doti di leadership non ne ha mai avute

Baggio meno che mai, era proprio l'antileader per eccellenza :D
Grande artista e tutto, ma trascinatore no dai.

Zamorano...si, vero, aveva carica e cazzimma.
Ma a Lothar avrebbe chiesto il permesso anche per andare a pisciare, e se Lothar diceva no, piuttosto se la faceva addosso...con tutto rispetto ed affetto per Bam Bam
 

f-yes93

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non mi esprimo sugli ultimi 3 nomi che hai fatto e su Passarella, ma gli altri...no dai, non c'entrano nulla con Matthaus...

Cambiasso ok, era un leader, grande personalitá e tutto, ma non era un generale come Matthaus

Zanetti non é mai stato un leader, era capitano per anzianitá e perché era un'immagine pulita, ma doti di leadership non ne ha mai avute

Baggio meno che mai, era proprio l'antileader per eccellenza :D
Grande artista e tutto, ma trascinatore no dai.

Zamorano...si, vero, aveva carica e cazzimma.
Ma a Lothar avrebbe chiesto il permesso anche per andare a pisciare, e se Lothar diceva no, piuttosto se la faceva addosso...con tutto rispetto ed affetto per Bam Bam

Concordo. Tutti questi citati non fanno da trascinatori. Infatti molte volte l'inter ha avuto momenti in cui è andata giù di collettivo e non vi era qualcuno che riuscisse a far rigare tutti dritti per il medesimo fine.
Un giocatore con il carattere di Matthaus è fondamentale per guidare anche i compagni talentuosi che hanno lacune psicologiche e momenti di sconforto. Carica il collettivo che può solo far bene.
 

etingo

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Concordo. Tutti questi citati non fanno da trascinatori. Infatti molte volte l'inter ha avuto momenti in cui è andata giù di collettivo e non vi era qualcuno che riuscisse a far rigare tutti dritti per il medesimo fine.
Un giocatore con il carattere di Matthaus è fondamentale per guidare anche i compagni talentuosi che hanno lacune psicologiche e momenti di sconforto. Carica il collettivo che può solo far bene.

:ghigno::giusto perfetto

fosse per me un posto in società lo avrebbe sempre, fa impressione anche ascoltarlo nelle interviste
 
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Mi rimarrá sempre il rammarico che é andato via troppo prematuramente.

Fosse rimasto a vita, quindi fino a 40 anni come ha fatto a Monaco, avremmo certamente vinto un altro scudetto.

Mai visto un giocatore esercitare tanto carisma su un campo da calcio.
Non all'Inter almeno, questo di sicuro.

Direi solo Maradona e Gerrard avevano la stessa aura luminosa di generale-dittatore assoluto in campo.

Potessi clonare qualcuno dalla storia Inter per i giorni nostri, nessun dubbio: Lothar.

Assolutamente verissimo. Quando Lothar si "incaxxava" sul campo sembrava un genitore che prendeva a sberle i ragazzini, ma non solo era carismarico e generale ma poi la squadra la guidava veramente, si caricava sulle spalle veramente la squadra, poi tirava fuori quello anche che non aveva per il resto della partita. E tutti lo seguivano.

Come capacità di condurre la squadra non ho più visto nulla di simile, gerrard effettivamente è un ottimo paragone, maradona in parte.
 

Brasillach

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Penso che all'Inter abbiamo avuto piu' di un trascinatore, intendendo per tale appunto il calciatore forte, esperto, che ha ascendente sugli altri, che ha carisma ecc.... Recentemente Cambiasso e Zanetti. Andando a memoria indietro ricordo Baggio, Passarella, Mattaus appunto, Zamorano, Guarneri. Mario Corso, Suarez .....questo pero' lo puoi dedurre guardando le partite allo stadio, non in TV.

Gli unici che potevano avvicinarsi a lothar sono stati Suarez (un gradino sotto) e Cambiasso (due gradini sotto).
Gli altri stavano veramente indietro.
Un giocatore che non hai citato e che invece ha contato per carisma e come leader nel nostro spogliatoio è stato Veleno Lorenzi (ma qui ci perdiamo nella notte dei tempi).
 

Udeno

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Come capacità di condurre la squadra non ho più visto nulla di simile, gerrard effettivamente è un ottimo paragone, maradona in parte.
Marc, anche Maradona, in tutto e per tutto. Ai Mondiali in Messico, durante Italia-Argentina, prende da parte a brutto muso Bagni, che era diventato isterico per non ricordo quale motivo - rischiava di farsi espellere -, e gli impone di calmarsi (una cosa mai vista, perché l'Argentina si sarebbe giovata dell'allontanamento di Bagni); nel campionato 87-88, girone di ritorno, si carica letteralmente sulle spalle una squadra a pezzi (si arriverà all'ammutinamento contro Bianchi) e la porta comunque a giocarsi fino all'ultimo lo scudetto col Milan di Sacchi; ho negli occhi l'immagine in cui conforta Ferrara in lacrime, che lo abbraccia come e più di un fratello maggiore, dopo la vittoria della coppa UEFA a Stoccarda. Nonostante la sua nota idiosincrasia per gli allenamenti, non c'è stato mai un solo compagno che non gli abbia riconosciuto un carisma superiore. Anzi, uno c'è: Passarella (ma stiamo parlando di un altro 'caudillo', che uscì sconfitto dallo scontro con Maradona per l'egemonia nello spogliatoio).
 
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Marc, anche Maradona, in tutto e per tutto. Ai Mondiali in Messico, durante Italia-Argentina, prende da parte a brutto muso Bagni, che era diventato isterico per non ricordo quale motivo - rischiava di farsi espellere -, e gli impone di calmarsi (una cosa mai vista, perché l'Argentina si sarebbe giovata dell'allontanamento di Bagni); nel campionato 87-88, girone di ritorno, si carica letteralmente sulle spalle una squadra a pezzi (si arriverà all'ammutinamento contro Bianchi) e la porta comunque a giocarsi fino all'ultimo lo scudetto col Milan di Sacchi; ho negli occhi l'immagine in cui conforta Ferrara in lacrime, che lo abbraccia come e più di un fratello maggiore, dopo la vittoria della coppa UEFA a Stoccarda. Nonostante la sua nota idiosincrasia per gli allenamenti, non c'è stato mai un solo compagno che non gli abbia riconosciuto un carisma superiore. Anzi, uno c'è: Passarella (ma stiamo parlando di un altro 'caudillo', che uscì sconfitto dallo scontro con Maradona per l'egemonia nello spogliatoio).

Hai assolutamente ragione, io dicevo "in parte" perchè per quanto sia vero ciò che dici gli atteggiamenti di maradona erano spesso "irosi" mentre quelli di lothar erano "grintosi"e in questo lothar era più condottiero e meno "in*****so", anche ibra in un certo senso era come maradona ma incredibilmente più fastidioso e cattivo verso i compagni, e non lo chiamerei mai condottiero anche se aveva carisma da buttare. lothar non è mai stato "cattivo" ma sempre condottiero.

però tu e dave avete assolutamente ragione.
 

mourinhonumero1

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non mi esprimo sugli ultimi 3 nomi che hai fatto e su Passarella, ma gli altri...no dai, non c'entrano nulla con Matthaus...

Cambiasso ok, era un leader, grande personalitá e tutto, ma non era un generale come Matthaus

Zanetti non é mai stato un leader, era capitano per anzianitá e perché era un'immagine pulita, ma doti di leadership non ne ha mai avute

Baggio meno che mai, era proprio l'antileader per eccellenza :D
Grande artista e tutto, ma trascinatore no dai.

Zamorano...si, vero, aveva carica e cazzimma.
Ma a Lothar avrebbe chiesto il permesso anche per andare a pisciare, e se Lothar diceva no, piuttosto se la faceva addosso...con tutto rispetto ed affetto per Bam Bam
Puo' darsi. Che Baggio fosse bravo e risolutivo è un fatto, ma forse come leader col piglio giusto a farsi rispettare.... hai ragione.:ghigno:

Su Zanetti avrei qualche dubbio perchè in campo e negli spogliatoi pare fosse meno "buono" di quanto appare e piu' leader degli altri. Almeno stando ad alcune considerazioni fatte qua e la' da alcuni calciatori e allenatori come Stramaccioni per esempio.

Rivedendo un po' questi giocatori fa impressione davvero vedere la potenza impressionante di Brehme e la sua totale facilità nel calciare di destro o sinistro con la stessa potenza e precisione. Parliamo di 25 anni fa e di tecniche di allenamento, alimentazione e "cocktail Agricola" molto diversi. Nonostante tutto oggi uno come Brehme, esterno di difesa, con i due piedi molto buoni e la sua incredibile potenza fisica non mi pare di vederlo nel calcio attuale.
 
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È stato il primo a capire che Pellegrini per stare dietro al milan di Berlusconi stava facendo il passo molto più lungo della gamba e purtroppo ha abbandonato prima che la nave affondava del tutto
 
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Hai assolutamente ragione, io dicevo "in parte" perchè per quanto sia vero ciò che dici gli atteggiamenti di maradona erano spesso "irosi" mentre quelli di lothar erano "grintosi"e in questo lothar era più condottiero e meno "in*****so", anche ibra in un certo senso era come maradona ma incredibilmente più fastidioso e cattivo verso i compagni, e non lo chiamerei mai condottiero anche se aveva carisma da buttare. lothar non è mai stato "cattivo" ma sempre condottiero.

però tu e dave avete assolutamente ragione.

condivido quell' "in parte" del post di prima se riferito a Ibrahimovic, che aveva grande ascendente sui compagni, alzava l'asticella di ambizioni, attenzione e impegno con la sua esigenza e perfezionismo e quindi era anche lui una sorta di trascinatore in campo...ma in parte, appunto, perché per quanto io Ibra lo abbia venerato follemente, giocatore secondo me sublime e per certi versi unico, era uno stronzetto egoista.
Del gruppo e dei compagni gli fregava relativamente, era un vincente e voleva vincere, si, ma era anche il primo a scaricare le colpe sui compagni per toglierle a sé stesso quando conveniva...e un leader vero non fa questo.
Per cui Ibra non lo metterei in lista.

Maradona, beh no, lui era proprio anzi per me il generale in campo per definizione.
Del Maradona non-giocatore si puó dire quel che si vuole, ometto piccolo piccolo e perdente.
Ma quando giocava, in campo, era Napoleone.
Carica, carisma, leadership naturale, riprendeva i compagni, li incitava, li abbracciava, baciava, coccolava, faceva discorsi prepartita, era l'amico di tutti, aveva un gran cuore. E Tutti i compagni avuti da Maradona ti confermeranno questo.

Poi chiaro era un lazzarone, non gli piaceva allenarsi e tutto quel che sappiamo, ma in campo era davvero il generale che parte all'attacco con la spada alzata e tutti quanti dietro
Poi oltretutto, era addirittura...Maradona, voglio dire, giá solo per questo una sua parola e chiunque dei suoi si sarebbe lanciato nel vuoto senza contare 1 né 2, a sua richiesta.

Lothar era una cosa molto simile, come effetto, ma in modo diverso, come del resto incomparabilmente diversa puó essere la cultura ed il background di un latino rispetto ad un germanico o un nordico.
 
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È stato il primo a capire che Pellegrini per stare dietro al milan di Berlusconi stava facendo il passo molto più lungo della gamba e purtroppo ha abbandonato prima che la nave affondava del tutto

puó darsi, ma noi lo credemmo finito quando si ruppe il ginocchio, a 32 anni.
Ci avessimo creduto e lo avessimo fatto sentire importante come meritava, sono convinto che sarebbe rimasto, chissá
 
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Marc, anche Maradona, in tutto e per tutto. Ai Mondiali in Messico, durante Italia-Argentina, prende da parte a brutto muso Bagni, che era diventato isterico per non ricordo quale motivo - rischiava di farsi espellere -, e gli impone di calmarsi (una cosa mai vista, perché l'Argentina si sarebbe giovata dell'allontanamento di Bagni); nel campionato 87-88, girone di ritorno, si carica letteralmente sulle spalle una squadra a pezzi (si arriverà all'ammutinamento contro Bianchi) e la porta comunque a giocarsi fino all'ultimo lo scudetto col Milan di Sacchi; ho negli occhi l'immagine in cui conforta Ferrara in lacrime, che lo abbraccia come e più di un fratello maggiore, dopo la vittoria della coppa UEFA a Stoccarda. Nonostante la sua nota idiosincrasia per gli allenamenti, non c'è stato mai un solo compagno che non gli abbia riconosciuto un carisma superiore. Anzi, uno c'è: Passarella (ma stiamo parlando di un altro 'caudillo', che uscì sconfitto dallo scontro con Maradona per l'egemonia nello spogliatoio).

:giusto
 
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Puo' darsi. Che Baggio fosse bravo e risolutivo è un fatto, ma forse come leader col piglio giusto a farsi rispettare.... hai ragione.:ghigno:

Su Zanetti avrei qualche dubbio perchè in campo e negli spogliatoi pare fosse meno "buono" di quanto appare e piu' leader degli altri. Almeno stando ad alcune considerazioni fatte qua e la' da alcuni calciatori e allenatori come Stramaccioni per esempio.

Rivedendo un po' questi giocatori fa impressione davvero vedere la potenza impressionante di Brehme e la sua totale facilità nel calciare di destro o sinistro con la stessa potenza e precisione. Parliamo di 25 anni fa e di tecniche di allenamento, alimentazione e "cocktail Agricola" molto diversi. Nonostante tutto oggi uno come Brehme, esterno di difesa, con i due piedi molto buoni e la sua incredibile potenza fisica non mi pare di vederlo nel calcio attuale.

Brehme...altro fenomeno, altro malinconico ricordo.

Peró, anche per un fatto di etá, sará che me lo sono goduto di piú e con piú assennatezza, ma se parliamo di terzini, piú di lui ho amato solo Maicon.
Che quando é stato all'apice, tra 2006 e 2010, é stato un qualcosa di mai visto, in quel ruolo.
 

Udeno

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puó darsi, ma noi lo credemmo finito quando si ruppe il ginocchio, a 32 anni.
Ci avessimo creduto e lo avessimo fatto sentire importante come meritava, sono convinto che sarebbe rimasto, chissá
Anche io ho questo ricordo, e provo quindi una specie di senso di colpa: perché l'ho vissuta come la naturale fine di un amore, tra un'Inter che doveva rilanciarsi e cambiar pelle dopo un campionato orrendo (via tutti i tedeschi!), e un giocatore che aveva dato tantissimo, e che avrebbe dovuto vivere il suo crepuscolo presso lidi domestici. Solo che questo crepuscolo l'ha portato a giocare la finale di Champions' 7 anni dopo (e a vincerla, finché è rimasto in campo). Abbiamo scelto per la separazione la via di una cinica e civile eleganza, quando invece avremmo potuto (come società e come ambiente, io stesso come tifoso), far valere le ragioni irrazionali del sentimento per continuare la strada insieme. Noi, l'Inter, lasciandolo andare abbiamo sicuramente perso qualcosa di importante. Ci sarebbe voluto un Moratti...
 

Brasillach

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mourinhonumero1

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Brehme...altro fenomeno, altro malinconico ricordo.

Peró, anche per un fatto di etá, sará che me lo sono goduto di piú e con piú assennatezza, ma se parliamo di terzini, piú di lui ho amato solo Maicon.
Che quando é stato all'apice, tra 2006 e 2010, é stato un qualcosa di mai visto, in quel ruolo.

Beh... è chiaro che abbiamo due età diverse io e te .... ho qualche ...ehm...mese in piu'....;).

A mio personalissimo avviso Maicon ha rappresentato un modello di terzino di fascia già noto, inventato da Facchetti, e proseguito poi con fior di campioni come Carlos Alberto, Dialma Santos, Burgnic o Cafu o, ai nostri giorni, Marcelo.

Maicon era un vero "pazzo", nel senso di anomalo, non nella norma, geniale, senza binari canonici, che ad un mondiale spara una bomba nella porta avversaria esattamente dalla linea di fondo e fuori area, senza manco un centimetro di porta davanti .... e con tre compagni in area pronti a ribadirla in rete. :eek:hhh

O quello che si fa la fascia destra a tutta birra e arrivato quasi sul fondo perde la palla per un inciampo e .... lui rincorre a tutta birra, in direzione opposta, quello che gliel'ha tolta, e gliela riprende ai limiti della nostra area. :eek:hhh

Maicon era quello che crossava col pallone a trecento allora che partiva altissimo e sembrava uscire dallo stadio, ma poi scendeva come un missile in picchiata sul dischetto del rigore ..... Ed era quello che in media due volte in una partita andava a coprire Lucio al quale partiva l'embolo e doveva scendere palla al piede per tutto il campo : lui lo incoraggiava, lo copriva e quando lucio ritornava dalla sfuriata, ogni volta, gli sollevava il pollicione di consenso.

Insomma Maicon era il "pazzo" che se si trovava sulla fascia sinistra non aveva bisogno di girarsi e cambiare piede, ma crossava di esterno destro preciso, molto preciso, in corsa..... ma come difensore, a mio avviso, era appena sufficiente, per via della assoluta assenza di rapidità nel breve, del passo lungo e della sua struttura erculea.

O quello che batte una punizione dal limite a 150 all'ora, la barriera respinge e lui al volo la ri-spara a 400 all'ora nell'angolino in alto a destra...... Ok, ci vuole anche un po' di buona sorte, d'accordo : ma se non hai quel pizzico di follia da pensare di ritirare al volo un missile su rinvio della barriera.... quel gol non lo puoi fare, perchè rischi la figuraccia colossale.:giusto:giusto:giusto

Personalmente come terzino che difende, che morde e che non fa passare "manco il sole" (come diceva Boscov....) il piu' forte che io abbia mai visto negli ultimi 50 anni è stato senza dubbio Vogts, seguito dal gobbo Gentile. Parlo di marcatore sull'uomo. Poi i grandi difensori che gestiscono la linea difensiva e tutto il resto sono altri, come l'inglese Terry per esempio. Ma siamo sempre sulle opinioni personali ovviamente.:D
 

Udeno

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A mio personalissimo avviso Maicon ha rappresentato un modello di terzino di fascia già noto, inventato da Facchetti, e proseguito poi con fior di campioni come Carlos Alberto, Dialma Santos, Burgnic o Cafu o, ai nostri giorni, Marcelo.

Personalmente come terzino che difende, che morde e che non fa passare "manco il sole" (come diceva Boscov....) il piu' forte che io abbia mai visto negli ultimi 50 anni è stato senza dubbio Vogts, seguito dal gobbo Gentile. Parlo di marcatore sull'uomo. Poi i grandi difensori che gestiscono la linea difensiva e tutto il resto sono altri, come l'inglese Terry per esempio. Ma siamo sempre sulle opinioni personali ovviamente.:D
Beh, credo che Burgnich rientri nella tipologia di marcatori laterali che hai esemplificato citando Vogts; il celebre goal in Italia-Germania era fuori di ogni logica, come ebbe a sottolineare il buon Brera. Burgnich, a un livello superiore, mi pare di poterlo assimilare al milanista Anquilletti, per chi ricorda il calcio di quei tempi. Quanto a Maicon, rischiando un po' perché non ne ho una conoscenza più che superficiale, penso si possa definire l'erede di Carlos Alberto, come tipologia di terzino di spinta: il goal di Italia-Brasile, sull'imbeccata di Pelè che temporeggia aspettando l'inserimento, è del tipo di quelli che poteva segnare Maicon. Hai comunque caratterizzato splendidamente il nostro folle terzino verdeoro.
 

mourinhonumero1

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Beh, credo che Burgnich rientri nella tipologia di marcatori laterali che hai esemplificato citando Vogts; il celebre goal in Italia-Germania era fuori di ogni logica, come ebbe a sottolineare il buon Brera. Burgnich, a un livello superiore, mi pare di poterlo assimilare al milanista Anquilletti, per chi ricorda il calcio di quei tempi.
Burgnich è stato il marcatore laterale, come dici tu, o il terzino (impropriamente stopper) arcigno sull'uomo. Ma a mio avviso, in questa categoria ipotetica, Vogts è stato il piu' forte di tutti. Fermo restando poi che entrambi non è che restassero attaccato alla loro metà campo. Ogni tanto si sganciavano, ma non con la frequenza di Maicon o Dialma Santos o Carlos Alberto o Marcelo.

Burgnich era un ottimo tempista sugli anticipi ed aveva tanto mestiere nel contatto fisico. Ma non era, a mio avviso, un mastino insuperabile, e godeva della straordinaria seconda battuta di uno come Guarneri, forse l'unico stopper della storia del calcio mai espulso (a mia memoria....), e di Picchi, un maestro indiscusso del suo ruolo di libero.

Quanto a Maicon, rischiando un po' perché non ne ho una conoscenza più che superficiale, penso si possa definire l'erede di Carlos Alberto, come tipologia di terzino di spinta: il goal di Italia-Brasile, sull'imbeccata di Pelè che temporeggia aspettando l'inserimento, è del tipo di quelli che poteva segnare Maicon. Hai comunque caratterizzato splendidamente il nostro folle terzino verdeoro.

Esatto, è quello che dicevo.

Da sottolineare, per qualcuno che magari non lo sapesse, che il calcio anni 60 prevedeve delle "regole" tattiche precise, col libero e due stopper (uno centrale di difesa e l'altro il cosiddetto centromediano metodista.....) ed i terzini che per nessun motivo dovevano superare la loro metà campo. Don Helenio invento' il terzino fluidificante con Facchetti, e furono in parecchi allora, compreso Gianni Brera, che sbertucciarono un po' Herrera. Rimangiandosi pero' tutto dopo qualche mese.
 

Udeno

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Burgnich è stato il marcatore laterale, come dici tu, o il terzino (impropriamente stopper) arcigno sull'uomo. Ma a mio avviso, in questa categoria ipotetica, Vogts è stato il piu' forte di tutti. Fermo restando poi che entrambi non è che restassero attaccato alla loro metà campo. Ogni tanto si sganciavano, ma non con la frequenza di Maicon o Dialma Santos o Carlos Alberto o Marcelo.
Vogts era veramente un 'cagnaccio', o mastino: era l'opposto della regale nonchalance di Beckenbauer, che spesso non riteneva dignitoso mescolarsi con le baruffe 'volgari' della partita. Forse lo ricorda un po' il primo Vierchowood, che giocava anche sull'out (ma dal punto di vista tenico Vogts aveva qualcosa in più). Sì, anche a me non vengono in mente altri nomi di terzini marcatori che possano essergli pari. E tuttavia, se ci pensi, sono passate alla storia due azioni che hanno visto Vogts soccombere nel duello con fior di fuoriclasse: penso a Crujff che lo punta e lo salta in Germania-Olanda (rigore per gli orange, causato da non ricordo chi), e a Keegan, che lo punta nella finale di Coppa Campioni del 1977, finendo atterrato in area. Duelli veramente epici, di attaccanti che dovevano misurarsi coi migliori difensori-marcaori della storia.
 

mourinhonumero1

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Vogts era veramente un 'cagnaccio', o mastino: era l'opposto della regale nonchalance di Beckenbauer, che spesso non riteneva dignitoso mescolarsi con le baruffe 'volgari' della partita. Forse lo ricorda un po' il primo Vierchowood, che giocava anche sull'out (ma dal punto di vista tenico Vogts aveva qualcosa in più). Sì, anche a me non vengono in mente altri nomi di terzini marcatori che possano essergli pari. E tuttavia, se ci pensi, sono passate alla storia due azioni che hanno visto Vogts soccombere nel duello con fior di fuoriclasse: penso a Crujff che lo punta e lo salta in Germania-Olanda (rigore per gli orange, causato da non ricordo chi), e a Keegan, che lo punta nella finale di Coppa Campioni del 1977, finendo atterrato in area. Duelli veramente epici, di attaccanti che dovevano misurarsi coi migliori difensori-marcaori della storia.
Era anche un gioco un po' diverso, nel senso che il mastino come Vogts o Burgnich o Gentile poteva attaccarti a scivolone, tentare di recuperare palla e rischiare pure di essere superato perchè dietro doveva avere per forza un altro (lo stopper centrale o il libero).

Oggi non è piu' cosi', e Murillo per capirci, pessimo centrale interista, sta quasi sempre per terra come ultimo uomo che tenta di carpire la palla all'attaccante nelle coperture di contropiede. Ma il difensore di oggi gioca spesso nelle difese a tre, e li non puoi intervenire a scivolone se dietro non hai nessuno. Devi stare addosso all'attaccante, tenerlo per la maglietta, spingerlo, toccarlo, abbracciarlo .... ma mai intervenire in caduta o a scivolone se sei ultimo uomo. Devi restare in piedi. E "ultimo uomo" lo sono spesso i mastini di oggi.

Allora in una gara importante poteva succedere che Burgnich avesse dietro uno o due difensori in copertura, ed intervenisse a vuoto contro il fortissimo attaccante. Poteva succedere. Ma francamente erano davvero pochi i casi in cui ad un Burgnich o Vogts lo prendevi di infilata ...... ma proprio pochi. Ma succedeva, come succede oggi lo stesso, ma con tattiche molto diverse.

:D