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Il New York Times getta ombre su Psg e Uefa
Gli acquisti milionari di Neymar e Mbappé? Grazie a sponsorizzazioni gonfiate per aggirare il fair play finanziario. E le autorità hanno chiuso un occhio

Gli acquisti record

Come ha fatto il Psg ad acquistare, nell’estate 2017, Neymar e Mbappé, spendendo in totale 400 milioni? Come ha fatto a spendere così tanto senza infrangere i regolamenti europei in tema di fair play finanziario? La risposta arriva dal New York Times: una sponsorizzazione iper-valutata e un occhio (quasi due) chiuso dalla Uefa. “La Uefa si è arresa senza lottare” è il titolo dell’inchiesta del NYT a firma di Tariq Panja. Che attraverso alcuni documenti entrati in suo possesso ha potuto ricostruire il caso passo dopo passo.Nell’estate 2017, il Psg acquista Neymar dal Barcellona per 222 milioni di euro. Poi Kylian Mbappé dal Monaco per 180 milioni: i due acquisti più costosi nella storia. La Uefa apre un’inchiesta, che dura un anno. Ma le conclusioni, a giugno 2018, danno ragione al club parigino: ha agito secondo i termini del FFP (il financial fair play), facendo risultare un debito di appena 24 milioni tra ricavi e costi (dunque entro i 30 milioni stabiliti dai regolamenti). Ma a quanto risulta al NYT, la decisione è frutto di artifici.Nel mirino, alcune sponsorizzazioni chiaramente legate alla proprietà qatariota. In particolare, quella del Qatar Tourism Authority, del valore di 100 milioni a stagione. Yves Leterme, ex primo ministro belga e investigatore finanziario della Uefa, incarica la società Octagon Worldwide, specializzata in marketing sportivo, di analizzare l’accordo, e dà al Psg la facoltà di avvalersi di un altro consulente. La Octagon dà alla sponsorizzazione, definita “nebulosa” dal New York Times e pressoché invisibile, una valutazione inferiore ai 5 milioni di euro. La Nielsen, cui si affida il Psg, sostiene invece che valga 100 milioni. Leterme, invece di chiedere un terzo studio, prende per buona la valutazione della Nielsen. Anzi, nei documenti che arrivano sul tavolo di Cunha Rodrigues – presidente del comitato giudicante del FFP – la valutazione fatta da Leterme eccede addirittura le cifre indicate dal Psg. In tal modo, il debito del Psg è inferiore ai 30 milioni, quindi la commissione giudicante non può prendere provvedimenti nei confronti del Psg, nonostante alcuni suoi membri definiscano “ragionamento assurdo” la conclusione di Leterme. Cunha Rodrigues, tuttavia, è convinto che il report sia “viziato” e chiede una nuova investigazione. Ma il Psg annuncia un appello, sostenendo che Cunha non ha appigli per contestare la decisione di Leterme e che lo stesso Cunha non ha revisionato i documenti entro i 10 giorni previsti dai regolamenti. Il Tas, a marzo 2019, ha dato ragione al Psg: caso chiuso, nell’incredulità di Cunha Rodrigues e di altri membri della Camera di giudizio sul Fair Play finanziario. “Dopo una valutazione legale realizzata anche con l’appoggio di pareri esterni, quanto a ciò che sostiene l’articolo la Uefa è arrivata alla conclusione che in effetti c’erano forti argomentazioni a supporto dell’interpretazione presentata dal club”, ha risposto la Uefa al NYT.

I rapporti Qatar-Uefa

Senza troppo girarci intorno, il New York Times punta il dito sulle fortissime relazioni tra i proprietari qatarioti del Psg e la Uefa, ricordando che il presidente del club, Nasser Al Khelaifi, siede nel comitato esecutivo della Uefa ed è anche presidente di BeIn Media Group, il broadcaster che versa centinaia di milioni in diritti televisivi.

(Gazzetta.it)
 
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