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Werckmeister Harmonies

FrancescoSC

Interfan del mese
Interfan del mese
11.006
3.218
75
http://www.interfans.org/forum/showthread.php?155075-Serie-A-17°-Giornata

Li ha fatti tipo dalla prima alla 20sima giornata del campionato 2015-16
Tutti aperti da lui con la sua "introduzione"
Inter - Lazio 5-0

una passeggiata di salute, ancora in gol icardi e possibile rigore parato di handanovic a candreva sullo 0-0


Fu la famosa giornata del crollo interno contro la Lazio... e il primo gol dei biancocelesti fu di Candreva. :ghigno:

Direi che a ragion veduta non ha più scritto nulla :ghigno:
 

IceAgeKing

Fuoriclasse
14.122
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Inter - Lazio 5-0

una passeggiata di salute, ancora in gol icardi e possibile rigore parato di handanovic a candreva sullo 0-0


Fu la famosa giornata del crollo interno contro la Lazio... e il primo gol dei biancocelesti fu di Candreva. :ghigno:

Direi che a ragion veduta non ha più scritto nulla :ghigno:

Adoravo la sua prosa comunque
Bella proprio perché misto surreale/non sequitur

Indipendentemente dalla conoscenza calcistica
 

ambrose_sault

Esordiente
138
45
33
Che al sonno sia taciuta
qualsiasi pace
ed il dirompere scannato a vuoto
resusciti le ingrigite formazioni
di strati disattesi di emicranie
tra il flauto di un canto di morte
e gote annerite
allora, che vuoi fare?
venderti al nemico
od inimicarti gli angeli
che ti sorreggono il moccolo
mentre sei lì che sputi sangue
al sangue non più tuo
che fai?
segui l'istinto
od istintivamente non seguire
la carne bruciata inquina
più di qualsiasi plastica
credibile
al netto dei rifiuti ricevuti
sovente non smaltibili
filemaziche dizioni
accertano il senziente benestare
tra l'oasi impressa nel disastro
che spalma fiati incongrui
in questo benestare non servito;
tieniti allora
la tua bellezza morta
come un giacinto camuffato invano
per certi astanti senza
alcun disagio cui nutrire
le proprie dozzinali devozioni
implora inerte
le convenzioni che ti son dovute
e lacera bislacchi fuochi
che scaldano soltanto rimasugli
che al sonno sia negata
qualsiasi forma di rimprovero
perché insegnare è un verbo decaduto
ed attrezzare armi
non sapendo mirare
è dannazione eterna
ma guarderò per bene
il tempo che ho investito
ad innamorare lembi
consapevole ed ingenuo
nel disperato contempo
di certi temporali lì in arrivo
che fai? Ti ripari ancora
fuggendo dal mio amore per la pioggia.
autunno. Lo senti in bocca l'amaro che esaspera la necessaria resilienza al cospetto della luce. Eppure. Già le vedi le foglie depositate all'alba, stravolte dal vento che bestemmia scandinave fiorite. Ho preso la questione degli eterni paradossi di petto e non mi sono mai sentito mancare il respiro; sono stato complice delle nefandezze inenarrabili e le ho cicatrizzate nel vortice di un battito di mani inatteso; brandelli sgangherati di depotenziate processioni di sensi: vi ho dedicato le pisciate più immorali riempiendo le vostre gole mai sazie di nuove frontiere, ho creato i drammi più spietati affinché poteste interloquire a bassa voce negli obitori della mancanza di libertà. Eterno servilismo del non essere disposto a sacrificare il mio stesso sangue nero che mi corrode inventando feste oscene; l'arresa sistematica con la quale vi calpestate disonora il senso stesso del perdersi tra aranceti. Illuminati dalle musiche più mediocri, persi in vangeli balsamici e scritturati per farse becere; non resta che raccogliere le foglie morte di questo temporale , coprirsene e disfarsene in attesa di vuoti migliori.
 

ambrose_sault

Esordiente
138
45
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Il ricamo desolato dell'inverno sprofondava gli sguardi nel terreno già esasperato dalla pioggia di settimane. Miseria illuminata di bianco si protraeva di processione in processione scaraventando quei corpi lenti e smagriti nello stomaco melmoso del quartiere 106.


Il braccio canuto del Boia si sollevò in un gesto stancamente autorevole. I passi ritmati si congiunsero in un immobilismo cadenzato. Nell'attesa della Parola.


Gli entusiasmi debilitati vengono premiati sempre con il disincanto. Centinaia di labbra spettrali si rivolsero in direzione di quell'oscurità camuffata sorseggiando vicendevoli paralisi di respiri.


“Al tavolo della Legge non si banchetta con i cadaveri dei traditori”.


Il Condannato venne trascinato all'interno della recinzione. Non più un viso né un corpo, soltanto una forma piegata dalle spalle prive di qualsiasi opposizione alla forza di gravità.


A forza di esaltarne l'ovvietà, la bellezza svanisce nel corrimano della sopportazione; succede nelle migliori, spietate, buone intenzioni. Si lacera sul nascere l'incoscienza per piangerne il cadavere ormai privato del pericolo più dignitoso.
 

Numerodue

Bandiera
Moderatore
31.479
12.426
84
Fortunatamente io rispetto un regime di droghe piuttosto rigido, per mantenere la mente diciamo... flessibile.( Jeff Lebowski detto Drugo )
 

ambrose_sault

Esordiente
138
45
33
Werckmeister Harmonies


Il bambino che sputa nel piatto ha diritto ad una mensola di oggetti fracassati, giustamente rotti nell’evanescenza cristallina del cosiddetto ridotto a merda di cesso nel parco notturno e simili e di identica smorfia di bocca, bleah, quando il naso perfetto annusa e l’occhio coloratissimo di buoni propositi raggiunge nel perimetro orbitale. La cornea sia con te e con le tue strade di mani tese, abbracci e saluti, grassi saluti, sporchi di abbondanza, luridi di formalismi e salutami anche la tua sigaretta spenta a metà per la gradazione giusta e per invecchiare bene, e per invecchiare bene eccoti un biglietto per non ritornare più in questo spaventapasseri di quartiere dalle antenne rosicchiate da topi, dove madonne bagnate di mantelli celesti arzigogolano orgasmi metallici seppelliti in terreni calpestati da gambe sudate e sporche di viaggi interrotti.


Eccoti una speranza per non desiderare l’indesiderabile, eccoti una carta geografica bruciata agli angoli con il grande polo biecamente illuminato da una fatiscenza crepuscolare e animale, i tuoi coccodrilli da passeggio legati alle sponde del letto, i loro denti consumati e dondolanti, incastonate tra le loro unghie un tempo regali soltanto scorie, ora soltanto scorie, pezzi d’ossa, lavatrici prese a calci gettate da grattacieli dai piani di zucchero e nuvole.


Avrai una carta che dirà di te cose inutili, ti identificheranno stregone muto a recitare mancanza di applausi lamentosi nelle foreste in miniatura dei balconi cittadini, ti daranno una scopa per stramazzare al suolo materialismi dell’antisogno, i tuoi manicaretti domenicali ti faranno bene alle guance, alle ossa da uomo, ai seni da donna, ai fianchi da maglia non troppo lunga e il tuo ombelico sarà il centro dell’antiuniverso da dove tutti inizieranno ad esplorarti prima una sessualità, poi un gioco lavorativo alternato a fine settimana di pranzi al sacco sui prati di rugiada con formiche e minuscoli cromosomi dell’aria serena a rallegrare spasmi di non ansia e sarà questo il tuo segno di riconoscimento, un grande masso di pietra innalzato al centro di piazze ghiacciate, dove folletti dalle giunture elettronicamente controllate scaveranno per la sopravvivenza del tuo ricordo e saranno flash romantici o di velocità agguantata.


Saranno capsule ondeggianti a prendere il sopravvento nel lattice sulla pelle e lacci di scarpe di inestimabile scelleratezza a ricoprire d’argento millimetrico asfalti e praterie nella vendemmia silenziosa della moda del cielo in terra, la perfezione, l’estetismo matematicamente raggiunto, il calcolo esatto, la palandrana cospicua nel riscaldare freddezze di passioni scoperte.
 
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