Terminata la pazienza, in casa Inter ci si interroga sul futuro di Frank de Boer. Sono, infatti, tanti, i capi d’imputazione a carico del tecnico olandese. Pronti via e contro il Chievo si inventa una difesa a tre suicida, poi per due volte stravolge la squadra in Coppa, rimediando altrettante figuracce. Il suo integralismo lo porta a non volere alcun assistente italiano e che soprattutto conosca già il mondo Inter. Piace per la fermezza con cui tratta le patate bollenti Brozovic e Kondogbia, ma poi esagera perché il francese finisce in naftalina e sarebbe pur sempre un patrimonio da 35 milioni. L’approccio alle gare poi è sotto gli occhi di tutti. Dodici i match ufficiali, di cui nove iniziati a handicap. E ormai anche le sue scelte di formazione fanno storcere il naso, soprattutto in assenza di risultati. Dopo il k.o. con la Roma in Pinetina gli vengono tirate le orecchie perché ci ha messo un’ora a capire che la freccia Salah la poteva arginare solo Nagatomo e perché al momento di cercare la vittoria ha ignorato Eder o Gabigol per scongelare Jovetic, che poi ha provocato la punizione da cui è arrivata la sconfitta. Evidentemente confuso, contro il Southampton Frank ha virato sulla concretezza all’italiana. Risultato, squadra smarrita e salvata da un lampo nel buio di Candreva.

(Gazzetta dello Sport)

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