Se giovedì scorso erano affiorate tristezza e malinconia vedendo il piccolo stadio del Ludogorets, ieri sera ai tifosi nerazzurri è toccato lo scenario più triste: la Scala del Calcio senza i suoi meravigliosi spettatori. L’Inter, però, ha comunque onorato l’impegno europeo battendo il Ludogorets per 2-1 e guadagnandosi il pass per gli ottavi di finale, pur riuscendo a risparmiare uomini ed energie preziosi in vista del big match di domenica a Torino.

L’unico rischio è stato schierare Lukaku Barella, più che altro per mancanze di alternative. Per quanto riguarda il belga, manca la quarta punta cha sarebbe dovuta arrivare appositamente per l’Europa League dal mercato. Con Esposito ancora non al meglio causa recente infortunio e, in generale, ancora leggermente acerbo per la prima squadra, l’impiego di Lukaku è stato obbligato. Per fortuna, il risultato e la qualificazione – che ha preso presto la via nerazzurra – ha evitato al numero 9 i 90 minuti, limitando il suo impiego ad un’ora di gioco condita da un gol abbastanza fortuito. Barella, invece, è stato impiegato principalmente a causa degli infortuni di Sensi e Gagliardini, che presto dovrebbero rientrare.

NOVITA’ DIFESA A 4

La vera novità tattica della serata è stata senza dubbio la difesa a quattro. Questo dimostra che l’Europa League può rappresentare, oltre che una vetrina per gli uomini meno impiegati, anche una preziosa opportunità per sperimentare nuove soluzioni. Conte ha schierato un pacchetto arretrato composto da D’Ambrosio, Godin, Ranocchia e Biraghi: l’esperimento ha funzionato, pur con qualche sbavatura. C’è stato, infatti, anche spazio per la paura, che per fortuna è durata soltanto 5 minuti, il tempo intercorso fra il gol del Ludogorets e quello (abbastanza fortunato) di Biraghi. La vera nota lieta della serata è stata però rappresentata dalla splendida prova di Alexis Sanchez: 90 minuti e oltre di pura corsa, visto che il Nino Maravilla rincorreva gli avversari con una voglia pazzesca anche nei minuti di recupero, quasi a dimostrare che per lui la fatica non esiste.

PAGELLE INTER-LUDOGORETS

Il cileno è apparso molto pimpante, oltre a dimostrare di avere una qualità eccelsa. Un ottimo segnale da parte di un giocatore che negli ultimi anni ha subito un calo, dovuto alle sue responsabilità ma anche ad una enorme dose di sfortuna, come dimostra l’infortunio che lo ha tenuto fermo da ottobre e gennaio. Da Sanchez passeranno molte speranze da parte dell’Inter di andare avanti in tutte le competizioni.

OTTAVI: POSSIBILI AVVERSARIE

Domani alle 13 si terrà il sorteggio per gli ottavi di finale di questa Europa League. Sarà senza teste di serie, possibile quindi un “tutti contro tutti”. C’è già, quindi, il rischio di uno scontro tutto italiano con la Roma. Fra le altre avversarie più temibili per l’Inter di Conte ci sono sicuramente Manchester United, Siviglia, Bayer Leverkusen e Wolverhampton. Gli ostacoli più morbidi sono rappresentati invece dalle meno quotate Basaksehir, Linz, Copenaghen e Rangers. Guardando all’undici titolare, l’Inter è comunque la favorita per questa competizione. Tuttavia, i nerazzurri – come annunciato e dimostrato dallo stesso Conte – ricorreranno a massicce rotazioni in questa competizione. Impossibile, infatti, pensare di poter reggere a lungo ad alti livelli con gli stessi uomini giocando ogni tre giorni, ed in particolare al giovedì. C’è quindi da affidarsi alle seconde linee e, magari, puntare sui titolari nel caso in cui si dovesse arrivare a vedere vicino il traguardo della finale di Danzica del 27 maggio.

JUVENTUS-INTER SENZA PUBBLICO

Il comunicato ufficiale della Lega, riguardo al derby d’Italia di domenica sera, è arrivato proprio durante il secondo tempo: Juventus-Inter si giocherà a porte chiuse. La partita più attesa dell’anno, quella del grande ritorno di Conte allo Stadium, avrà quindi un grande assente: il pubblico. Un vero peccato, tanto grande quanto necessario in un momento di tale emergenza. Non ci resta che sperare che i ventidue in campo, ma soprattutto gli undici in maglia nerazzurra, riescano a sopperire a questa pesante assenza con le loro performance. Perché l’orgoglio di essere Interista può essere rivendicato ogni giorno, ma farlo davanti agli acerrimi rivali – che si vinca o che si perda – ha tutto un altro sapore. Solo così, anche il silenzio può fare rumore.

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23 anni, laureato in "Scienze della Comunicazione" presso l'Università della Calabria. L'Interismo è qualcosa che scorre dentro senza freni, in maniera totalmente irrazionale. Condividere questo sentimento è magnifico, scrivere di Inter ancora di più.