È arrivato da due mesi e mezzo in quel ruolo che da troppo tempo era gestito un po’ ad interim una volta da Ausilio, un’altra da Antonello, un’altra ancora da Gardini, sempre con la costante percezione di avere una falla proprio lì, dove altre società invece piazzavano l’uomo forte, il referente della proprietà, colui che comanda nella stanza dei bottoni: ora quel ruolo ha un nome ben preciso, ed è quello di Beppe Marotta.

Due mesi e mezzo dicevo, non moltissimi in termini assoluti, ma già abbastanza per capire che Zhang ha davvero consegnato le chiavi operative della società a colui che ha guidato la ricostruzione (vincente) della Juventus post Calciopoli.

Accolto da molti tifosi interisti come l’uomo della provvidenza e da altri come una figura non gradita (per usare un eufemismo) visti i suoi trascorsi bianconeri, Marotta non ha messo tempo in mezzo per dimostrare di avere personalità e polso fermo nella gestione dei casi che si sono presentati alla sua attenzione in questo periodo.

Nainggolan

Il belga è stato il vero colpo dell’estate scorsa del mercato nerazzurro, ma la prima parte della stagione si è rivelata un flop, a causa di alcuni infortuni e di un comportamento non sempre esemplare da parte del giocatore. Dopo alcuni audio circa una sua volontà di tornare a Roma, poco prima di Natale si verifica l’ennesimo ritardo agli allenamenti. Marotta non fa una piega e si decide per una multa e la sospensione del Ninja per la partita contro il Napoli. Da quel momento Nainggolan non fa più un passo fuori dal seminato e dalla successiva partita con l’Empoli, nella quale gioca una buona mezz’ora, inizia un processo di miglioramento continuo che lo sta riportando ai livelli di rendimento che tutti si aspettano da lui.

Perisic

La sessione invernale del mercato, porta con sé la grana di Ivan Perisic che chiede la cessione in Inghilterra. Peccato che l’offerta che l’Arsenal fa all’Inter non sia gradita a Marotta, il quale non arretra di un millimetro e fa valere il contratto in essere col giocatore che viene chiamato ad onorare il suo impegno con l’Inter. Dopo qualche gara passata in panchina, adesso un ritrovato Perisic è tornato a dare il meglio di sé per la causa nerazzurra, risultando decisivo negli ultimi risultati positivi della squadra di Spalletti.

Icardi

Senza dubbio il “caso Icardi” è quello in cui si è evidenziata l’indiscussa leadership di Marotta all’interno della società. Dopo le ripetute stucchevoli dichiarazioni a briglia sciolta di Wanda Nara nelle sue comparsate televisive e sui social a proposito della richiesta di rinnovo da parte dell’attaccante argentino, il 13 gennaio la società pubblica un comunicato shock in cui rende nota la decisione di togliere la fascia di capitano ad Icardi per passarla a Samir Handanovic.

Una mossa clamorosa che mette Maurito e la moglie/agente a nudo, con l’attaccante che si autoesclude di fatto dalla squadra, lamentando problemi ad un ginocchio (che la società ha fatto visitare non riscontrando niente di particolare), e Wanda Nara che finisce in lacrime in televisione con Marotta in diretta telefonica che non le lascia completare il solito teatrino unilaterale nel quale la bionda moglie/procuratrice/soubrette finiva per coinvolgere il marito, la società e gli altri giocatori dell’Inter.

 

L’Inter prima di tutto

La vicenda di Icardi è ancora lontana dall’essersi conclusa, ma anche in questo caso Marotta ha dato il segnale forte che la società, l’Inter, viene prima di tutto, prima di qualsiasi giocatore, prima anche dello stesso (ex) capitano.

Tutte queste vicende, affrontate con piglio finalmente deciso, hanno finito per compattare la squadra, che ha ottenuto quattro vittorie consecutive ed un pareggio, quello con la Fiorentina di domenica scorsa, che non è andato giù all’Inter per come è maturato. Gli errori dell’arbitro Abisso, come ben sappiamo, hanno infatti penalizzato fortemente i nerazzurri. Anche in questo caso Marotta si è fatto sentire, prima direttamente con l’arbitro e poi con dichiarazioni chiarissime nelle quali ha evidenziato il danno subìto dalla squadra. Dichiarazioni che non sono passate inosservate, visto che il fischietto di Palermo è stato fermato dall’AIA per un mese e non arbitrerà più l’Inter fino a fine stagione.

Piaccia o meno, Marotta si è presentato impugnando saldamente ed in modo inequivocabile le redini del comando. Una figura come la sua all’Inter serviva come il pane, al fine di riportare il nome della società, dell’Inter, sopra tutto e sopra tutti, a partire dallo spogliatoio, passando per i media, fino ai vertici della Federazione e della politica del calcio a tutti i livelli, nazionali ed internazionali.

“Voglio riportare l’Inter al vertice del calcio che conta e realizzare i sogni di milioni di tifosi nerazzurri”, così ha parlato il presidente Zhang qualche giorno fa da Nanchino durante le premiazioni annuali di Suning. L’uomo che dovrà pilotare la società verso questo obiettivo è lui: Beppe Marotta.

PARLIAMONE SUL FORUM

Impiegato tecnico di professione, cantante e chitarrista rock per passione. Amo stare con i miei figli, leggere, scrivere, fotografare e fare qualsiasi cosa possa dare sfogo alla creatività. Nel cuore porto da sempre i colori nerazzurri: per me c'è solo l'Inter!