Alla vigilia del suo 40esimo compleanno, il caso Totti potrebbe ri-esplodere all’improvviso. Colpa/merito della moglie Ilary Blasi, che questa mattina ha concesso un’intervista sensazionale alla Gazzetta dello Sport. La conduttrice televisiva ne ha avuto per tutti, sia per il tecnico giallorosso Spalletti che per il numero uno romanista Pallotta.

Queste le sue critiche, alle quali la Roma ha fatto sapere che non replicherà: “Io di calcio non capisco niente ma quella volta è stato surreale (riferimento all’intervista rilasciata da Totti nel corso della scorsa stagione alla Rai, ndr). Fantascienza, non ci poteva credere. E’ stato cacciato da casa sua, questa cosa non si fa. Io non lo avrei mai fatto, non mi sarei mai permessa una cosa del genere. Non parlo di scelte tecniche, quelle sono opinabili ma non si discutono. Francesco chiedeva solo rispetto ed era giusto, si poteva essere più delicati e Spalletti sicuramente non lo è stato, non l’ha saputo guidare in un percorso umano. Le persone le giudico anche da questo. Gli do un voto basso, molto basso. Francesco non ha mai chiesto di giocare, si è sempre seduto con umiltà ad aspettare. Non critico la scelta tecnica, di quello non mi impiccio, ma critico il comportamento umano e Spalletti è stato un uomo piccolo, punto. E’ la verità. Lui a parole ha detto anche delle cose stupende, a parole. Invece lo subisce”.

“Pallotta diceva che il corpo di Totti non fa più ciò che la mente dice? Famme sta’ zitta, se no succede un casino. Vorrei rispondergli: Sì, però anche la mente deve ragionà prima de parlà… Con i Sensi aveva un altro tipo di rapporto, era un figlioccio, ma quella era una conduzione più familiare, mentre questa più imprenditoriale. Futuro? Adesso per lui si sta per chiudere un ciclo, siamo giunti quasi al capolinea. Non solo perché finisce di giocare al calcio, se non è questa stagione, sarà la prossima, ma perché dovrà iniziare un’altra vita. Certo, quella adrenalina lì sarà difficile ritrovarla. Se temo che possa deprimersi? Francesco in questi anni ha pensato solo a giocare, adesso deve prendere in mano le redini di ciò che si è creato. È più consapevole che sta per cominciare la vita da grandi. I calciatori sono sempre tutelati, coccolati. Ora le cose cambieranno, e paradossalmente si godrà di più le giornate, anche perchè fa tanti sacrifici. Quando il ritiro? Se non fosse più a proprio agio, sarebbe il primo a deporre l’ascia di guerra. È intelligente. Anno più anno meno, ci siamo. Se alla Roma trovasse la porta chiusa e volesse andare all’estero? Io lo seguo. Usa o Arabia, è uguale, tanto sarebbe per poco tempo”.

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