Una delle mie teorie preferite riguardo al calcio è questa: le partite durano 90 minuti, ma ne bastano due per indirizzarle. Sono pienamente d’accordo con questa tesi, e ritengo che le analisi debbano essere affrontate a partire da uno o due momenti di svolta della gara. Per Inter-Bologna ho scelto il cambio Kondogbia/Gnoukouri.

Ripercorriamo i fatti con ordine. L’avvio è stato traumatico per i nerazzurri, che dopo un quarto d’ora si sono ritrovati in svantaggio e in balia dei giocatori rossoblu, veloci e forti tecnicamente. Il gol di Destro è nato da un errore di presunzione di Kondogbia e da una sbandata difensiva di Ranocchia e Santon. Al 28′ abbiamo il momento “fatale”: De Boer, stufo di un centrocampo incapace di fare filtro e gestire il pallone, toglie Kondogbia dopo neanche mezz’ora di gioco. Troppo forte la scossa data dal tecnico olandese alla squadra perché non seguisse una reazione decisa. Non parliamo solo da un punto di vista prettamente tecnico, anche se il subentrato Gnoukouri ha portato tutt’altro ordine in mezzo al campo, con giocate più semplici e meno forzate, rispetto al maldestro Kondogbia (che tra i vari palloni aveva perso anche quello del vantaggio bolognese). La svolta però è stata soprattutto a livello mentale. De Boer ha fatto vedere ai giocatori che non importa chi tu sia, se sei stato pagato 30mln oppure sei una giovane promessa: se sei funzionale al gioco o quantomeno provi ad esserlo giochi, se fai di testa tua, vieni sostituito indipendentemente dal minuto sul tabellone o dal nome dietro la maglia. Ora sta a Kondogbia avere la giusta reazione è dimostrare di poter meritare un posto da titolare.

La svolta non ha tardato ad arrivare. Con una gestione palla più veloce e imprevedibile l’Inter è riuscita ad alzare il ritmo di gioco e a imporsi sui giocatori rossoblu. Il pareggio è inevitabilmente arrivato, ma è mancato il colpo del 2-1. Le occasioni ci sono state, si è visto il solito lavoro di pressing alto e gestione intelligente del pallone, ma il gol vittoria non è arrivato. Sono però arrivati tanti segnali positivi, a partire da Gnoukouri, passando per Miangue e arrivando a… Ranocchia. Del giovane centrocampista abbiamo già parlato ampiamente, e possiamo dire che un’alternativa in più in mezzo non farà sicuramente male. Riguardo al terzino classe ’95, alla prima da titolare ha offerto una prestazione di ottimo livello, facendosi notare in entrambe le fasi e mettendo in evidenza un piede ben educato. Ranocchia invece, dopo una partenza ai limiti dell’horror, ha saputo raddrizzare la sua gara (aiutato anche da San Siro, pronto ad applaudirlo a ogni contrasto vinto) e ha dimostrato di essere un discreto difensore quando gioca concentrato. Poco importa il gol sbagliato all’ultimo: un difensore deve prima pensare a non prenderli e poi a farli.

In conclusione, è vero che l’Inter ha perso due punti, ma probabilmente sono più le note positive che i veri e propri rimpianti, e la squadra di De Boer sembra già pronta per il prossimo match.