Siamo nettamente nel periodo più difficile della stagione e dell’intera gestione Spalletti. Se lo scorso anno i risultati negativi erano comunque arrivati a certificare, come una tassa, la solita crisi invernale, quest’anno la situazione appare più drammatica. E le ragioni sono diverse. Si intravede uno scollamento generale che nella stagione passata non c’era: la voglia di andar via di Perisic, di Candreva, di Miranda, i noti problemi comportamentali di Nainggolan. Ed anche, se non soprattutto, la situazione relativa a Mauro Icardi. Già, perchè è in momenti come questi che il tifoso Interista si aspetterebbe una dichiarazione, un segnale, un “metterci la faccia” da parte dell’uomo più rappresentativo della storia recente nerazzurra, a Milano dal 2013 e capitano dal 2015. La situazione che l’Inter sta vivendo non è accettabile, si sta ampiamente toccando il fondo e si rischia addirittura la catastrofe, che in questo caso è rappresentata dall’esclusione dalla prossima Champions League. E allora ecco, ci aspetteremmo un piglio da leader che un capitano dovrebbe assumere. La sola risposta che abbiamo ricevuto, però, è stato soltanto un post Instagram con una frase, tra l’altro non di matrice dell’argentino, che in questo momento appare soltanto un contentino agli occhi degli Interisti. In questo periodo sono stati diversi a metterci la faccia, su tutti Handanovic e Ranocchia, due del nucleo storico nerazzurro. Icardi no: ancora una volta, spiace dirlo, il capitano si è trincerato dietro un triste silenzio, anzi dietro un misero post sui social.

La disillusione del popolo Interista

E questa situazione fa ancora più male se rapportata a ciò che Icardi per questa squadra era diventato nella fase iniziale di questa stagione, fino alla sosta natalizia. Oltre ai gol, che l’argentino aveva sempre realizzato, faceva intravedere degli atteggiamenti da campione, aiutando la squadra, prendendosi le responsabilità sulle spalle nei momenti più difficili, come contro il PSV, quando fu veramente l’unico a provare a portar l’Inter agli ottavi di Champions. Invece no, proprio nel momento in cui sembrava che il numero 9 stesse per diventare definitivamente un top player, è stato capace di far ricredere in negativo l’ambiente nerazzurro. In primis con le faccende extra-campo, ben note a tutti. Mentre la società si districava nel caso-Nainggolan, sua moglie ha pensato bene di sollevare un polverone relativo all’aumento dell’ingaggio del suo assistito. Tralasciando le ragioni, se vogliamo anche giuste (perchè, almeno fino a quel momento, Icardi meritava un ingaggio più sostanzioso), le modalità e le tempistiche sono state clamorosamente sbagliate, dando adito a chi vuole male all’Inter di poter parlare di caso-Icardi, instillando le prime crepe nell’ambiente e, probabilmente, anche nello spogliatoio. E da quel momento in poi Icardi non ha più segnato su azione (di lui si ricordano solo i due rigori realizzati contro la Lazio), abbandonando anche quell’atteggiamento positivo che lo aveva contraddistinto fino a Natale. Proprio lui che, anche nei periodi più neri, era riuscito a rappresentare un barlume di speranza agli occhi dei tifosi nerazzurri con i suoi gol, ieri è diventato faccia della disfatta. Prima con due gol clamorosamente sbagliati per mancanza di concentrazione, poi, ancora una volta, nascondendosi dietro un silenzio francamente deludente.

No, Mauro, noi la amiamo sempre. Quando vince e quando perde. Piuttosto, da uno come te, diventato ormai simbolo del mondo Interista, ci aspetteremmo più attaccamento e personalità. Vorremmo vedere, da te per primo, quella voglia di reagire e di rialzarsi. Vorremmo vederci trascinatore. Cosa che ancora non sei. Ma che, se ne avrai voglia, potrai ancora diventare.

COMMENTA SUL FORUM

22 anni, laureando in "Scienze della Comunicazione" presso l'Università della Calabria. L'Interismo è qualcosa che scorre dentro senza freni, in maniera totalmente irrazionale. Condividere questo sentimento è magnifico, scrivere di Inter ancora di più.