È stato a un passo dall’addio ma alla fine è rimasto a Milano. Matias Vecino ha vissuto un gennaio particolare, qualche incomprensione con Conte e il futuro sembrava ormai segnato. Invece il centrocampista è rimasto e da bocciato è diventato uomo in più dell’allenatore nerazzurro. “Era fuori dal progetto. Un separato in casa, tanto da non essere convocato per la partita col Cagliari il 26 gennaio scorso. Conte, non è un mistero, non lo vede(va). Questione di feeling caratteriale e di qualche comportamento mal digerito“, sottolinea la Gazzetta dello Sport.

Sta di fatto, e non è un mistero, che Matias Vecino sia stato molto, molto vicino a lasciare l’Inter, con tanti cari saluti alla sua garra charrua. Poi qualcosa è cambiato, non è arrivata “quell’opportunità” di cui aveva parlato Marotta (tradotto: Vidal) e forse nemmeno l’offerta giusta (20 milioni). Succede. Si chiamano sliding doors. Il risultato? L’uruguaiano dei gol pesanti è rimasto in nerazzurro. Ma non solo. È tornato eroe. Nel recente derby, nel secondo tempo, ha mostrato muscoli e garra, è andato in gol riguadagnando fiducia e considerazione. Insomma, oggi Conte, in vista della supersfida con la Lazio all’Olimpico di domenica, non può fare a meno di lui. Di uno con le sue qualità, una su tutte: quella di farsi trovare sempre al posto giusto, nel momento giusto. Come quel 20 maggio 2018, quando, sempre contro i biancocelesti, una sua incornata regala la Champions all’Inter. E senza quel gol, probabilmente, la recente storia del club nerazzurro sarebbe stata diversa. E meno lucente“.

(Gazzetta dello Sport)

 

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