Chi non risica, non rosica…“, dice il proverbio.

Il giorno dopo il pareggio contro la Sampdoria, tra i tifosi nerazzurri comincia a serpeggiare qualche mugugno per i punti buttati contro le piccole. Adesso sono 8, e cominciano a essere tanti. Passi il pareggio con il Cagliari, maturato grazie ad un gol fortunato di Nainggolan; passi il 3-3 a Torino, ottenuto giocando praticamente tutta la partita in dieci uomini; passi anche il pari di Bologna, quando ci sono volute due traverse e un Curci formato SpiderMan per fermare la banda Mazzarri. Ma l’1-1 interno con la Samp è un risultato da cerchiare in rosso, frutto di una prestazione che vola alla voce “cose da non fare”.

Mazzarri ha ammesso che è stata l’Inter più brutta della stagione, ma ciò che preoccupa i tifosi, al di là della scarsità di occasioni create (nel secondo tempo, si ricorda giusto il palo di Guarin), è l’atteggiamento mentale. Non siamo ancora una grande squadra, e non si pretende di esserlo quando c’è da ricostruire dalle macerie dello scorso anno. Tuttavia, non siamo nemmeno una di quelle provinciali che si barricano al limite dell’area a difendere l’1-0. Un’Inter che sia l’Inter ha il dovere di comandare sul suo campo, specialmente contro squadre di bassa classifica come la Samp. Nessuno pretende goleade e calcio champagne, questa è roba per altri. Ma vedere i ragazzi in nerazzurro all’angolo mentre il vessillo blucerchiato sventola su San Siro, come è successo ieri per tutto il secondo tempo, questo pare eccessivo.

Può ben darsi che si tratti di un caso singolo, e che da domenica si torni a vedere l’Inter quadrata che abbiamo ammirato in certe partite, ma il secondo pareggio consecutivo e il modo in cui è sopraggiunto raccomandano cautela.

P.S. Ieri si giocava Athletic Bilbao-Barcellona e al 90′, sull’1-0, c’erano seigiocatorisei dell’Athletic ad azzannare gli avversari sulla loro stessa trequarti. Il tifoso nerazzurro non chiede il tiki-taka azulgrana, ci mancherebbe altro, ma di certo, un po’ della pragmatica foga basca non guasterebbe.