Il confine tra un colpo di mercato e un fiasco colossale è talmente labile che sarebbe sbagliato dare meriti e colpe alla singola persona, senza considerare il contesto. Tutto ciò che circonda ora il mercato della nostra Inter non è certo colpa del solo povero Branca. L’acquisto di campioni azzeccati davvero per una squadra è una dote, ma di sicuro è un mestiere che necessita di tanto coraggio e di parecchia fortuna. Compri tanto o poco ma prima o poi, per la legge dei grandi numeri, qualcosa di buono deve accadere. L’arte di saper cedere invece, è come una linea di demarcazione, che separa nettamente gli operatori di mercato dotati di talento da chi è privo delle capacità adatte per gestire una società di calcio.

Quando vi è da cedere un giocatore è indispensabile saper sfruttare il momento propizio, capire quando, dove, a quale cifra l’operazione debba essere conclusa. Forse oggi tutti questi scrupoli mancano. E, allo stesso tempo, tutti queste affermazioni di mercato non vere, che quotidianamente compaiono sulla stampa, sono tiri mancini da evitare, per il bene dei tifosi e della squadra stessa.

Mantenere una condizione psicologica di vantaggio nei confronti dell’interlocutore, per il quale la cessione non dev’essere mai una condizione necessaria da sfruttare a proprio piacimento.

Il grosso problema dell’Inter 2011-2012, al momento a parer mio, sembrerebbero essere i pochi, pochissimi acquisti, inadeguati per mantenere lo standard qualitativo al quale la squadra ha abituato i suoi tifosi nelle ultime stagioni. Ma è un problema apparente, che vi è forse incapacità da parte di Marco Branca di gestire il fronte cessioni. Il dirigente è stato autore di grandi colpi in passato, Maicon, Julio Cesar e Cambiasso, ma non è mai stato in grado di farsi valere nelle operazioni in uscita. Ora il problema si sta riproponendo, però si è rievidenziato in una fase cruciale, in cui è necessario non sbagliare.

Compensi davvero dispendiosi non aiutano il caso, rendono un’eventuale cessione molto più complessa del dovuto. Tuttavia è evidente che esistono i margini per completare le operazioni necessarie, senza le perdite economiche che si riscontrano ogni anno in questo ambito. I casi Pandev, Muntari, Mariga sono stati gestiti in modo pessimo dalla dirigenza che ci ha perso, e non poco, svalutando il valore dei giocatori. Caso da esempio quello di David Suazo, per il quale si è dovuto aspettare la fine del contratto, con una minusvalenza pazzesca.

Il mercato è bloccato, le cessioni congelate, gli acquisti sempre più difficili. Forse non avete ancora guardato bene il calendario siamo al 10 agosto, forse non abbiamo più così tanto tempo per il beneamato mercato.

E l’ultima pensata fa ancor più male a ripeterla. La soluzione, adottata nelle ultime settime, è buttar su piazza i veri campioni di oggi. “Far cassa” con le grosse offerte per Sneijder ed Eto’o è davvero una tattica suicida, lasciatevelo pure dire.  Se come oggi Milito ci ha raccontato, l’obiettivo annuale è anche la Champions, è necessario tenerci ben stretti soggetti come i due campioni sopra nominati. E uando si decide di cedere un giocatore di tale portata è fondamentale avere un rientro in squadra di altrettanta forza. Ricordo lo scambio Ibrahimovi-Eto’o.

Noi tifosi siamo qui alla finestra ad osservare ciò che preferite fare, non vorremmo delusioni, anche se la paura ora è davvero tanta. Essere in grado di costruire un gruppo migliore, ecco il vostro obiettivo, e non riportarci a posizioni che non ci appartengono. Cedere sì, ma alle proprie condizioni e secondo le proprie esigenze.