La mattina del 30 maggio 2019 i tifosi dell’Inter si sono svegliati apprendendo l’ufficialità di ciò che ormai si sapeva da tempo: Antonio Conte è il nuovo allenatore dell’Inter.

Sui social e sul forum è un susseguirsi di prese di posizione: c’è chi esulta per avere sulla nostra panchina un allenatore tra i migliori al mondo, e c’è chi invece non lesina commenti durissimi su questa scelta della società, ricordando il passato juventino del mister leccese.

Già, perché Antonio Conte è legato in maniera strettissima a quella Juve che per noi cuori nerazzurri rappresenta l’antitesi dei valori sportivi in cui crediamo fermamente. Giocatore dei bianconeri per 13 stagioni, 5 delle quali con i gradi di capitano, e poi allenatore nel post Calciopoli. Conte ha riportato lo scudetto a Torino dopo la serie B, inaugurando la striscia di vittorie poi proseguita da Allegri.

Gli ingredienti ci sono tutti per considerarlo uno dei “nemici storici” della beneamata, altro che allenatore!

Tutto questo sarebbe vero e confermato fermandosi però ad una visione parziale della carriera sportiva di Conte, si perché lui stesso ha sempre messo davanti alla sua juventinità il fatto di essere un professionista. Eloquenti in questo senso le parole che pronunciò in una conferenza stampa ai tempi in cui sedeva sulla panchina dei bianconeri: “Sono un professionista e sarò il primo tifoso dell’Inter se un giorno l’allenerò, o di qualunque altra squadra”.

In questo senso c’è una netta distanza tra lui e il fantasma di Marcello Lippi, ricordato a più riprese dai detrattori del nuovo mister interista. Lippi infatti ebbe a dire della sua esperienza a Milano, anni dopo: “All’Inter non ero ben visto perché difendevo la mia juventinità, questo per loro non andava bene. Ad Appiano non feci molto bene, nessuno accettava il mio modo di giocare”. Anche l’ultima frase è eloquente della differenza tra l’esperienza del viareggino e quella che il nostro nuovo tecnico si appresta a vivere da noi, nel senso che il modo di giocare di Conte è ben noto, ed avrà tutto l’appoggio da parte della società che l’ha scelto per tornare a primeggiare. Non a caso il presidente Zhang ha voluto come AD proprio Beppe Marotta, che con Conte ha già lavorato con ottimi risultati ai tempi della Juve.

Personalmente sono piuttosto fiducioso di ciò che potrà accadere nel prossimo futuro dell’Inter. Conte ha dimostrato il suo valore come tecnico oltre il passato bianconero, guidando prima la Nazionale Italiana fino agli Europei del 2016 con risultati tecnici bel oltre le aspettative di una squadra sicuramente inferiore ai tanti avversari con in quali invece ha giocato assolutamente alla pari, e poi al Chelsea per due anni vincendo la Premier League al primo colpo e la FA Cup il secondo anno.

Adesso è il momento dell’Inter.

Conte non è così ingenuo da non sapere che per lui questa non sarà un’avventura come un’altra. Il tifoso nerazzurro ha dimostrato un attaccamento ai colori che non ha eguali, (basta vedere le presenze a San Siro dell’ultimo campionato per farsi un’idea) e ha la pretesa di vedere una squadra, intesa nel suo complesso – giocatori, guida tecnica, dirigenza – che dà tutto per l’Inter. La vittoria deve essere una conseguenza del lavoro, da conquistare sul campo col sudore e con l’impegno, con l’abnegazione e lo spirito di appartenenza.

Un ex allenatore della Juventus di qualche anno fa è transitato sulla nostra panchina comprendendo tutto questo in maniera viscerale: Giovanni Trapattoni. Il mitico Trap, dopo anni di vittorie in bianconero, arrivò all’Inter diventandone il condottiero fino al glorioso “scudetto dei record” conquistato al termine dell’indimenticabile stagione 1988/89. Nessun interista si sogna di contestare a Trapattoni la sua “juventinità” (Lippi docet).

Al tifoso interista interessa la storia dell’Inter. Tocca a Conte adesso farne parte, dando tutto per i nostri colori, fino alla vittoria.

Noi saremo sempre a sostenere l’Inter e chi lotta con noi avrà il nostro supporto incondizionato.

FORZA INTER!

Impiegato tecnico di professione, cantante e chitarrista rock per passione. Amo stare con i miei figli, leggere, scrivere, fotografare e fare qualsiasi cosa possa dare sfogo alla creatività. Nel cuore porto da sempre i colori nerazzurri: per me c'è solo l'Inter!