Foto Giuseppe Zanardelli/LaPresse 01 08 2020 Bergamo (Italia) Sport Calcio Atalanta vs Inter - Campionato italiano di calcio Serie A 2019/2020 - Gewiss Stadium Nella foto: Coach Antonio Conte Photo Giuseppe Zanardelli/LaPresse 01 08 2020 Bergamo (Italia) Sport Soccer Atalanta vs Inter - Italian Football Championship League A 2019/2020 - Gewiss Stadium In the picture: Coach Antonio Conte

Chi si aspettava un’Inter che lottasse per strappare un pareggio a Bergamo – e contemporaneamente sperasse in un mancato successo della Lazio a Napoli – è rimasto sicuramente spiazzato. La squadra di Conte si è presa il secondo posto in maniera netta, con merito, battendo un’Atalanta che – specie nel post lockdown – era apparsa una macchina da guerra, che aveva dominato i match in lungo e in largo, non lasciando respirare i propri avversari.

La medaglia d’argento nerazzurra rispecchia i valori e le prestazioni di questo campionato: l’Inter si è dimostrata spesso immatura per poter centrare il bersaglio grosso, ma non ha avuto nel complesso nulla da invidiare ad Atalanta e Lazio, piazzandosi meritatamente davanti alle squadre di Gasperini e Inzaghi. Ma la serata, a primo impatto estremamente positiva per i risultati sul campo, non è tutta rose e fiori. Perché subito dopo la partita Antonio Conte rilascia dichiarazioni pesantissime. E il tecnico passa dalla medaglia d’argento all’argento vivo, che è quello che mostra davanti alle telecamere.

Perfetti

Conte ha scelto il 3-5-2, lasciando fuori sia Eriksen che Borja Valero, privandosi quindi del trequartista e tornando al modulo con il regista e le due mezzali che per buona parte di stagione era coinciso con le migliori prestazioni dei nerazzurri. La fase difensiva, questa volta, è stata quasi impeccabile. L’Atalanta è una macchina da gol: basti pensare che ieri sera l’obiettivo dei bergamaschi era anche quello di arrivare a quota 100 gol in campionato, obiettivo raggiunto solo da top team quali Manchester City e Bayern Monaco. Conte, però, l’ha preparata benissimo e ha stravinto il duello tattico con Gasperini: Godin, De Vrij e Bastoni hanno disputato un ottima partita, ma fondamentali sono stati anche i ripiegamenti dei tre centrocampisti oltre che dei “quinti”, D’Ambrosio Young. Che hanno disputato una partita totale, andando anche a segno (il gol dell’inglese, in particolare, è una delizia).

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Da sottolineare, in positivo, la prova di Lautaro Martinez, che conferma di essersi destato dal torpore post-lockdown e regala giocate di classe, costringendo gli avversari a ricorrere alle maniere forti per fermarlo. Il Toro, adesso, sembra al 100% dentro l’Inter. Ed è una notizia importante con vista Europa League.

Difesa, attacco, gap…

Per dar merito agli enormi passi avanti compiuti dall’Inter in questa stagione, è necessario snocciolare qualche numero. La squadra di Conte chiude come miglior difesa del torneo (a quota 36). Quasi sempre, in Italia, chi subisce meno gol poi alza la coppa. Questa volta no, un po’ di rimpianto c’è, ma il dato non deve rimanere fine a se stesso. Inoltre, dopo il già citato attacco spaziale dell’Atalanta viene quello dell’Inter: 81 gol fatti. Tanti, davvero tanti, con ben 18 marcatori diversi entrati nel tabellino. A testimonianza di una manovra corale. L’Inter è la squadra che in questo campionato ha perso di meno, con sole 4 sconfitte (7 quelle della Juventus, per intenderci). Altra testimonianza della personalità che questa squadra ha acquisito è il dato dei punti ottenuti in trasferta, ben 43. Il secondo posto in classifica mancava, dalle parti di Appiano Gentile, dal lontano 2011: c’era Leonardo in panchina ed era l’Inter dei reduci del Triplete. E, a proposito di 2010, la squadra di Conte eguaglia quella di Mourinho in fatto di punti in classifica: 82, come dieci anni fa.

26, 33, 42, 32, 24, 29, 23, 21, 1. Non sono i numeri del Superenalotto, bensì i punti di distanza fra Juventus Inter dal 2011-12 – stagione del primo scudetto della serie bianconera – fino ad oggi. Ed è vero che questo solo punto di distanza potrebbe risultare falsato dal fatto che la Juventus abbia vinto il campionato con due giornate d’anticipo ed abbia perso a Cagliari e contro la Roma, ma c’è davvero chi non nota un miglioramento, una svolta in questa stagione dell’Inter? Il gap, almeno in fatto di punteggio, è ampiamente diminuito. Ma per Conte non basta, e la distanza rimane enorme. La voglia matta di colmarlo definitivamente, per ritornare a vincere, è probabilmente la molla che ha fatto scattare per l’ennesima volta Antonio Conte davanti alle telecamere. Ed è una bomba che sarà difficile disinnescare.

Conte-società, è rottura definitiva?

La comunicazione di Antonio Conte è da sempre caratterizzata da frecciate e bordate continue a chiunque gli stia intorno, che non siano giocatori o staff. Lo ha fatto alla Juventus, lo ha fatto al Chelsea, lo sta ripetendo all’Inter. Ma uno strappo del genere, francamente, era inimmaginabile. Perché quando il tecnico salentino dice che “questo secondo posto è solo mio, dei giocatori e del mio staff, di nessun altro, non siamo stati protetti”, si tratta di parole pesantissime e sanciscono, nostro malgrado, una frattura difficilmente risanabile. Non è dato sapere a chi si riferisca Conte, specialmente quando aggiunge “Spalletti nel febbraio 2018 aveva denunciato delle situazioni, oggi non è cambiato ancora nulla”. Di certo, nel mirino ci sono proprio tutti: SuningMarottaAusilio. E l’allusione di Conte, come quella di Spalletti all’epoca, è di qualcuno che all’interno della società lascia trapelare delle notizie che dovrebbero rimanere fra le mura di Appiano Gentile. La critica di Conte non si può ridurre al mercato passato (che, si è capito, non lo ha soddisfatto) o a quello futuro, ma è qualcosa di globale, di strutturale, è rivolta al mondo Inter, che deve “diventare più forte” per poter vincere. Il confine fra parole di addio o critiche costruttive per migliorare è molto labile. Solo il tempo ci dirà qual è stato il vero senso delle bordate di Conte, che di certo hanno lasciato un segno importante.

Conclusioni

L’Inter chiude il campionato come meglio non poteva, vincendo a Bergamo e chiudendo con numeri importanti. Adesso lo sguardo è diretto verso la Germania e l’Europa League, perché fra tre giorni è già tempo di gara secca, contro il Getafe, per un obiettivo importantissimo. Le bordate di Conte, a prescindere dal contenuto sul quale si può essere o meno d’accordo, non sono state l’ideale a livello di tempistica. E potrebbero scatenare due diversi effetti: o fare esplodere l’ambiente, o compattare ulteriormente i giocatori intorno alla sua figura. Di certo, dopo la campagna europea, sarà tempo di grandi riflessioni.

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