Cari tifosi nerazzurri,
Stiamo assistendo nell’ultimo anno a un ringiovanimento della rosa che inizia lentamente a portare i suoi risultati. Risultati determinati, prevalentemente dalle “prodezze” di coloro che dovrebbero costituire “il futuro” di questa squadra: Coutinho, Castaignos e Alvarez. Giocatori che nelle loro prime uscite, hanno impressionato più che per la loro qualità, per la loro immaturità nel disputare un campionato difficile come quello italiano. Questi giovani, sono stati a mio avviso letteralmente “rapiti” dalle loro realtà, per poi essere lanciati nella bufera tattica e mediatica del San Siro e del mondo Inter. Senza alcun tipo di programma o di pianificazione, si sono caricati sulle spalle il momento negativo della squadra venendo bollati come “Pippe” o “Giovani bidoni”.

Non intendo dire che Alvarez sia il nuovo Kakà o che Castaignos sia il nuovo Trezeguet (come qualcuno ha già detto) ma questa situazione è l’emblema di una scarsa capacità organizzativa della società. Un giocatore giovane, un giocatore inesperto, soprattutto se viene da un campionato con ritmi diversi, ha bisogno essenzialmente di una chioccia (che non può essere soltanto l’allenatore) che con esperienza gli mostra qual’è l’atteggiamento tecnico-tattico migliore da assumere in campo. All’Inter questa cosa non c’è, perchè il “giovane” in questo caso, più che un talento da far maturare è un operaio che deve coprire ogni mancanza fisica dei senatori. Avete mai giocato una partita di calcetto con vostro padre e con i suoi colleghi di lavoro più “anziani”? Ecco, in quelle situazioni, la frase più comune che vi possono rivolgere i “nonnetti” che avete in squadra è “Giovanotto! Corri tu che c’hai quell’età, io non ho più il fiato di una volta..

Situazioni comprensibili in partite amatoriali, ma non quando i protagonisti sono i giocatori campioni del mondo in carica. Giocatori arrugginiti (non è necessario fare nomi) che “rifilano” nel vero senso della parola ogni tipo di responsabilità a coloro che sono ancora da svezzare. Non voglio attribuire però tutte le colpe del caso ai “senatori” perchè penso che anche il tecnico di turno sia in “concorso di colpa”. Puntualmente infatti, quando qualcosa non gira, chi è che viene sostituito? Il giovane. O Zarate chiaramente. Ed è anche di Zarate che voglio parlare, la sua età (ricordo che ha soltanto 1 anno in più di Alvarez) e la sua indisciplinata freschezza mi portano a considerarlo tra coloro che avrebbero bisogno di un supporto.

L’argentino, nonostante la sua scarsa visione di gioco e il suo famosissimo “egoismo” è spesso l’unico che prova a dare alla squadra un’accelerazione diversa. La sua imprevidibilità spesso oltre a sorprendere i movimenti dei compagni, sorprende anche se stesso. Ma è evidente che il giocatore ha soltanto bisogno di tanta disciplina. La disciplina però va di pari passo con la fiducia, quando hai un allenatore che il 90% delle volte tende a mandarti immediatamente in panchina dopo un primo tempo in cui non hai brillato, diventa difficile (soprattutto se sei un attaccante). Faccio un esempio più che recente per rendere l’idea: Siena-Inter. Inizio pessimo di Zarate, che perde diversi palloni, provando inutili giocate. Piano piano però, il giocatore comincia ad entrare in partita affacciandosi timidamente alla porta difesa da Brkic. Risultato: sostituito dopo 45′.

Altro esempio lampante del discorso che facevo prima sta nella sostituzione di Alvarez. Un primo tempo appena sufficiente, qualche spunto, qualche palla pericolosa e tanti retropassaggi. Ecco, Ranieri per tutto il primo tempo si è lamentato dei continui retropassaggi di Alvarez. Cosa facevano però Thiago Motta, Cambiasso e Stankovic in fase di costruzione? Indovinate un pò? Massì, solo retropassaggi! Risultato? Via Alvarez al 45′ (e ovviamente Stankovic in campo per 90′). E adesso però voglio proprio esagerare con gli esempi. L’ultima sostituzione è stata quella di Cambiasso. Risultato? Dopo 8′ gol vittoria di Castaignos e tutti a casa. Se queste sono solo coincidenze allora..

MG