Partita dai due volti quella dei nerazzurri questa sera al Meazza contro la Lazio. Per 45 minuti i nerazzurri si vedono dominati dalla squadra di Pioli che trova sempre praterie per poter ripartire velocemente e mettere in difficoltà i difensori nerazzurri, e non a caso il brasiliano Felipe Anderson mette a segno una doppietta. Nella ripresa Mancini si rende conto dei suoi errori tecnico – tattici e l’ingresso di Medel, ma soprattutto il gol di Mateo Kovacic dell’1 a 2 risvegliano l’Inter, che poi segnerà anche con Palacio e sfiorerà una rimonta incredibile. Alla fine la partita è terminata 2 a 2, un risultato che nel complesso ci sta tutto.

HANDANOVIC 6 La Lazio fa 2 tiri nello specchio della porta e li mette a segno entrambi. Oggi il portiere nerazzurro paga soprattutto gli errori dei suoi compagni di reparto

D’AMBROSIO 5.5 Ha qualche buono spunto offensivo, anche se i cross non sono sempre perfetti e lasca spesso colpevolmente scoperta la sua fascia di appartenenza in fase difensiva, lasciando praterie agli attaccanti biancoazzurri. Ottimo assist (forse non voluto) per il gol del pareggio di Palacio. (dal 91′ CAMPAGNARO s.v.)

RANOCCHIA 4.5 Durante la gara fa delle incursioni offensive che ricordano quelle di Lucio del dopo-Mourinho, e chi lo guarda ha sempre la sensazione che il pallone possa essere recuperato dai giocatori della Lazio in qualsiasi momento, anche se qualche buon intervento, per fortuna, gli riesce. E’ colpevole su entrambi i gol: prima lascia passare Felipe Anderson in area di rigore, poi si fa anticipare di testa da Lulic, dando avvio al contropiede laziale

JUAN JESUS 6.5 Il migliore del reparto difensivo, si lancia su ogni pallone con grinta  e risolve qualche situazione che poteva costare caro all’Inter

DODO’ 4.5 A sorpresa Mancini lo schiera titolare assieme a D’Ambrosio e Nagatomo ed ha il compito di alternarsi con il giapponese nella fase offensiva e difensiva. Oggi non gli riesce proprio nulla: dai cross, alle marcature fino alle posizioni in campo in fase di possesso e non. Consapevole di ciò, il tecnico nerazzurro lo sostituisce prima che finisca il primo tempo (dal 45′ pt MEDEL 6 il suo ingresso regala maggiore equilibrio alla squadra. e’ anche grazie a lui se nel secondo tempo l’Inter ha sofferto meno)

GUARIN 4 Riesce nell’ardua impresa di sbagliare ogni singolo pallone toccato e di buttare all’aria le poche occasioni che ha avuto di scagliare il pallone in rete. Esce al 76′ tra i fischi, ed applaude amareggiato il pubblico, certamente consapevole di aver giocato una partita disastrosa (dal 76′ BONAZZOLI 6 L’attaccante classe ’97 si mostra determinato e con personalità ed aiuta certamente il reparto offensivo negli ultimi minuti della gara. Scodella lui in mezzo all’area in occasione del pareggio dei nerazzurri)

KOVACIC 7 Nel primo tempo non offre una grandissima prestazione, come tutta la squadra del resto, ma, come i veri fuoriclasse, può tirare fuori dal cilindro una grande giocata in qualsiasi momento. Come fa al 21′ del secondo tempo: una sventola al volo che sorprende Marchetti. Da quel momento in poi guida la rimonta nerazzurra e sfiora il gol del 3 a 2 con un colpo di testa furbo e preciso.

KUZMANOVIC 6.5  Non ha grandi doti tecniche, lo sappiamo. Ma proprio per questo fa bene a non strafare e a svolgere il suo compitino in maniera precisa. A volte tenta anche il tiro, impensierendo il portiere laziale Marchetti

NAGATOMO 5 Corre su tutta la fascia cercando di fare sia fase offensiva che difensiva. Peccato che il tanto correre lo porti ad essere poco lucido in fase di cross e che spesso e volentieri nel primo tempo i vari Parolo, Anderson e Basta a turno lo abbiano messo in notevole difficoltà. La sua prestazione migliora leggermente nella ripresa, vista la minore spinta della Lazio e la maggiore fiducia acquisita dai nerazzurri dopo il gol di Kovacic

PALACIO 6.5 Nel primo tempo corre e si sacrifica tanto ma non ha spunti offensivo degni degli anni passati, un po come ha fatto per tutta questa stagione. Poi però nella ripresa il Trenza si veste da centravanti puro e mette in rete un pallone vagante che vale oro.

ICARDI 5 Non è certamente una prestazione positiva per l’argentino, che oggi lavora pochissimo con la squadra e spreca le poche occasioni che gli capitano sui piedi. Ci si aspetta molto di più da quello che dovrebbe essere il bomber nerazzurro.

ALL. MANCINI 5 La regola che recita “squadra che vince non si cambia” probabilmente il tecnico non la conosce ed infatti rivoluziona l’11 titolare posizionando un Dodò increscioso esterno (prima basso, poi alto) e togliendo uno come Gary Medel sempre molto utile in fase di copertura. La scelta, guarda caso, si rivela errata e Mancini corregge forse troppo tardi, sul 2 a 0 della Lazio e con un solo tempo davanti da giocare. Per fortuna poi il gol di Kovacic ha riportato fiducia e la partita si è rimessa sul binario giusto.