La sessione di mercato si avvicina, Babbo Natale è già passato, e adesso non resta che sperare in Babbo Thohir per dare una scossa ad una squadra che, negli ultimi tempi, ha dato segnali di stanchezza e, diciamolo papale papale, di inadeguatezza in certi reparti. Prendiamo oggi in esame il reparto arretrato nerazzurro, 21 gol presi finora in 17 partite.

Samir Handanovic 6 L’avvio di stagione sembrava all’altezza delle prestazione dello scorso anno, quando il Batman nerazzurro fece una splendida figura nel rottame stramaccioniano, nonostante i 57 gol presi. Nelle ultime partite, tuttavia, qualcosa si è inceppato e Samir, che ha sempre compensato un’endemica deficienza nelle uscite con la reattività tra i pali, non dà più la stessa sensazione di sicurezza. Aridatece Julione?!…

Juan Pablo Carrizo 5,5 – Tre presenze per lui quest’anno, ha avuto il suo scampolo di riflettori in occasione dell’espulsione di Handanovic contro il Toro e nella successiva sfida contro il Verona. Si è presentato benissimo, parando a freddo un rigore a Cerci, ma ha compensato in negativo con una frittata sulla punizione di Bellomo all’ultimo respiro. Sarebbe un 6, mezzo voto in meno per i 2 punti persi in Piemonte.

Luca Castellazzi s.v. – Ha ancora la maglia numero 12, ma ormai si limita a godersi le partite dalla panchina e a contare i giorni che mancano alla pensione.

Luca Maniero s.v. – Classe ’95, è aggregato alla prima squadra. Di lui si parla bene; diamogli tempo.

Marco Andreolli s.v. – Appena due presenze, una in Campionato e una in Coppa Italia. Poco, troppo poco. Il figliol prodigo, tornato in nerazzurro dopo tanto peregrinare, rischia di ritrovarsi con la valigia in mano.

Hugo Armando Campagnaro 6,5 – Capolavoro del mercato nerazzurro (è vero, una volta arrivavano Eto’o e Sneijder, ma i tempi sono quelli che sono…). Arrivato a parametro zero, in virtù della sua conoscenza degli schemi di Mazzarri è stato l’elemento più solido della retroguardia nerazzurra. Ostenta una discreta sicurezza che lo porta anche ad impostare da dietro senza sfigurare. E’ il leader del reparto difensivo.

Cristian Chivu s.v. – Si ingrassa grazie al lauto stipendio percepito, ma difficilmente lo rivedremo in campo. La speranza è che con la nuova dirigenza episodi del genere non si ripetano.

Isaac Donkor s.v. – Altro giovane promettente, ha esordito in Coppa Italia contro il Trapani. Ha mordente, staremo a vedere.

Jonthan Cicero Moreira   7 – E’ quasi magia Johnny. Un tempo, neanche troppo lontano, quando toccava palla veniva voglia di mettere la testa sotto la sabbia come gli struzzi. Adesso è arrembante, propositivo, dinamico. Non è il Maicon dei tempi migliori e può certamente migliorare in fase difensiva, ma è stato una piacevole sorpresa in questo avvio di stagione.

Juan Jesus 6,5 – Gesù è in crescita. Fisicamente non si discute, è un mastino dotato di buona resistenza e di grande forza. Quest’anno è migliorato nell’uno contro uno e a livello di concentrazione, limitando le spaventose baggianate che punteggiavano le sue prestazioni nella scorsa stagione. Se la pianterà di azzardare sortite alla Lucio e prenderà ripetizioni dall’altro eroe del Triplete, suo compagno di squadra, per acquistarne la solidità, potrà diventare uno degli interpreti migliori nel suo ruolo.

Yuto Nagatomo 7 – Il piccolo Samurai si esalta con il modulo di Mazzarri. Già 4 gol per lui in Campionato, in media uno ogni 4 partite, roba che nemmeno un centrocampista offensivo. Nagatiello regge bene la fascia grazie alla sua capacità di corsa ed è apparso in costante miglioramento nell’uno contro uno, sia in fase offensiva che difensiva.

Alvaro Pereira 4 – Apocalypto è oggettivamente inguardabile, e non solo per l’aspetto fisico. Ha corsa, è vero, ma non possiede un minimo di intelligenza tattica, è tremendamente scomposto negli interventi (pare un Muntari in buona fede), i piedi sembrano ferri da stiro ed è privo dell’eleganza che uno vorrebbe sempre vedere da un calciatore in Serie A. Ad essere buoni, verrebbe da dire che è inutile, ma la verità è che è proprio deleterio. 11 milioni di applausi a Branca.

Andrea Ranocchia 5 – Potenzialmente un campione, il ragazzo è troppo psicolabile per una squadra del blasone dell’Inter. Basta che si trovi davanti un minimo di concorrenza (Rolando) e le sue sicurezze si sbriciolano.  Quando è stato preso, era un ottimo, giovane difensore con un’unica pecca: amnesie temporanee di breve durata. Dispiace dirlo, ma sotto questo aspetto non è migliorato.

Jorge Rolando 6 – Non è un fuoriclasse, ma è senza dubbio più efficace di Ranocchia. Con Campagnaro e Juan forma una cerniera difensiva, se non ermetica, quanto meno solida.

Walter Adrian Samuel s.v. – L’età e gli infortuni stanno minando alle fondamenta quel Muro che nessun avversario era riuscito ad abbattere.

Dos Santos Wallace 5,5 – Lo Special One l’ha impacchettato e spedito a Milano per farlo crescere. Il ragazzo ha tanta corsa, ma è terribilmente acerbo. Difficile che possa dare un apporto particolarmente rilevante di qui a fine stagione, quando tornerà a Londra.

Javier Adelmar Zanetti 5,5 – Che dire? Il Capitano è tornato dopo 6 mesi di infortunio a 40 anni, un’impresa da 10. La lunga sosta, tuttavia, sembra aver lasciato qualche ingranaggio inceppato nell’uomo bionico. Come si è visto contro il Milan, quando ha provato un paio delle sue sortite, le devastanti arature del Tractor, quelle che facevano venire la pelle d’oca ai tifosi nerazzurri, sembrano ormai avere il freno a mano tirato.

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