Tante voci, tante incertezze tranne una: Frank de Boer sarà oggi in conferenza alla vigilia della partita con il Torino, perché se alcune decisioni possono aspettare, il campionato no. E neanche i punti. Dopo le ultime pesanti sconfitte, l’Inter dovrà provare a risollevare prima il morale – ormai a terra – di un ambiente in palese confusione e poi la classifica.

In attesa, quindi, di comprendere le proprie sorti, il tecnico parlerà della sfida di domani, in programma alle ore 20.45 al Meazza. Assisteranno al match anche dirigenti e parte della proprietà.

FcInter1908.it vi riporta live le parole di de Boer:

-Medel? Sarà multato?

Se sarà multato lo decide la società. Deve sapere che non è una cosa buona, un giocatore come lui con tanta esperienza ci serve, ma ne parleremo con la società. Dobbiamo aspettare per il ricorso, ma per una partita sicuramente sarà squalificato, non è stata una cosa molto intelligente.

-Che è successo a Banega? Questione tecnica? E Gabigol invece?

È una questione di tattica, non devo spiegare a tutti le mie decisioni. Sto bene con lui, ha giocato molto bene, ma abbiamo tanti buoni giocatori in questo momento, ho scelto Brozovic nelle ultime partite, nelle altre si può cambiare, per me non è un problema di giocatori, ma una questione tattica. Gabigol, come ho detto molte volte, deve capire che qui il calcio è diverso, deve accettare questo, non è facile e quando la squadra non sta in un buon momento non è facile per un nuovo giocatore. È un giocatore buono, sta lavorando duramente e si avvicina sempre di più a quello che ho in mente.

-Si sente supportato da Thohir?

Quando parlo della società mi riferisco anche a Thohir, Thohir è l’Inter, Suning è l’azienda che sostiene tutto, non dovevo citarlo per forza. Quando parlo di Inter parlo di Thohir, Ausilio, Zanetti, Suning.

-Cosa l’ha più ferita?

Non leggo molto i giornali in questo momento, vedo molto la televisione. Queste cose non servono per cambiare la situazione, le uniche cose che servono stanno qui. Ok, sappiamo che non è un buon momento, ma ho sempre detto che si lavora duramente. Leggere implica impiego di energie e io voglio queste energie però per la squadra.

-Scelta giusta venire in Italia?

Mi pace molto l’Italia, Milano, l’Inter. Mi sento rispettato dai tifosi, la vita qui è molto buona, ci sono condizioni perfette per vivere, ma anche per lavorare.

-Come giocherà domani?

Voglio vedere una squadra che sta molto unita e che giochi come noi vogliamo. Questo è molto importante per me. L’11 che giocherà non è importante, conta vedere una squadra con una sola idea: vincere, rispettando la filosofia di gioco, tutti con la stessa idea. Se facciamo così sarà un passo avanti.

-Gli avversari arrivano sempre prima sulla palla, perché?

Con l’Atalanta primo tempo molto brutto, non possiamo giocare più così. Dobbiamo capire che quando subiamo gol all’inizio questo ci dà problemi a livello mentale. Dobbiamo essere noi a segnare il primo gol. Ieri abbiamo parlato con i giocatori, abbiamo compreso le cose importanti per la squadra, che non si possono subire troppi gol. Questo sarà molto importante per la squadra.

-Col Southampton altro brutto primo tempo?

Con la palla non molto bene in quell’occasione, senza palla invece sì. Ho visto disciplina in 90 minuti, come con la Juventus. È una squadra molto forte il Southampton, si è pensato di stare più compatti nel primo tempo. Poi dopo il gol sono cambiate le cose.

-Partita di carattere o di piedi buoni?

È una squadra che vuole giocare, pressare altro, sono in un buon momento. Hanno attaccanti in un buon momento. Belotti, Ljajic sono in un buon momento, vengono a San Siro con molta fiducia, ma per me è un buon momento per cambiare la nostra situazione. Dobbiamo vincere domani. Sarà interessante, il Torino gioca 4-3-3, vuole pressare, è una squadra con la nostra stessa filosofia.

-Se avesse preso la squadra a giugno l’avrebbe costruita così?

Sì. Con una preseason di cinque/sei settimane per preparare il campionato puoi comprendere le difficoltà della squadra, ora invece le incontri a campionato in corso. Con il campionato in corso si sono coperti punti deboli da migliorare, questo è difficile, non abbiamo avuto tante amichevoli, questa è la parte più difficile, questi problemi si incontrano nel precampionato. Si possono anche risolvere prima dell’inizio del campionato, l’Inter ha voluto cambiare approccio, dominare delle partite, proporre calcio offensivo, ma ci vuole tempo. Man mano si può anche scoprire come sono i giocatori in realtà, magari io iniziavo con l’idea di questo giocatore molto bravo dal punto di vista difensivo, poi però si può cambiare opinione, fa parte del lavoro. Man mano si può scoprire la rosa perfetta per mettere in atto questa filosofia. Ora bisogna procedere di passo in passo e poi i pezzetti del puzzle andranno nel posto giusto. Gli ostacoli vanno superati, ovvio a campionato in corso è difficile. Abbiamo avuto solo due amichevoli e poi abbiamo 29 giocatori in rosa, alcuni sono delusi perché sono abituati a giocare, è difficile questa situazione, ci vuole tempo. Io ho accetto questa situazione all’inizio. Suning e dirigenza lo sapevano. Non è che questi problemi cambieranno da una settimana all’altra, un altro allenatore avrebbe la stessa esperienza, la situazione è questa. Noi speriamo di poter migliorare, ma anche che il Suning creda in questo progetto.

-C’è qualcosa che non rifaresti?

Ho sempre la stessa filosofia. Abbiamo dimostrato che in molte partite abbiamo giocato come vogliamo, a anche se non per tutti i 90 minuti. Ma contro Bologna, Juventus, Cagliari ho visto l’Inter che voglio vedere sempre. Ovviamente dobbiamo cambiare, in questo momento non possiamo permetterci errori. È questione di tempo. Con 20 nuovi giocatori non è stato facile, molti sono delusi perché non giocano e non è facile, solo in 11 si gioca. Contiamo tutti, ma solo in 11 si scende in campo. È così.

-La partita col Torino potrebbe non bastare?

Non voglio pensare a queste cose, ma voglio pensare a come possiamo preparare al meglio la squadra per la partita. Sono sempre molto positivo. Ho fiducia nella squadra e nell’Inter affinché si possa cambiare questo momento. Sapevamo che sarebbe stato un progetto difficile e in un momento difficile bisogna stare vicini all’allenatore e io ho avvertito questa cosa, è quello che io sento.

-Si sente protetto e la società vicina?

Sì, i dirigenti stanno sempre qui, parliamo sempre delle cose in campo e fuori dal campo. Mi sento in un ambiente buono. Loro hanno le loro opinioni, io le mie, quindi per e non è un problema. Sento la fiducia della società, del Suning e questo è molto importante ora, non solo per me, ma anche per la squadra che crede in questo progetto.

-Ha in pugno lo spogliatoio?

Sì, sicuramente. Ho fiducia nella squadra, sappiamo che dobbiamo migliorare molto rispetto all’ultima partita. Ma possiamo cambiare, solo in questa partita abbiamo giocato molto male. Non è possibile giocare come nel primo tempo.

-Un allenatore si rende conto quando la situazione sfugge?

Il primo tempo contro l’Atalanta per me è stato il peggior tempo da quando sono qui. Ero molto arrabbiato con i giocatori, infatti, non erano i giocatori che io conosco. Abbiamo cambiato l’atteggiamento nel secondo tempo e ho visto giocatori con più coraggio con la palla e abbiamo controllato la partita molto meglio, anche se non del tutto. Dopo il gol solo l’Inter per me poteva vincere la partita. Sull’1-1 è stato difficile, contro l’Atalanta a Bergamo l’inter ha vinto l’ultima volta nel 2012, era difficile, ma comunque non sono contento del primo tempo disputato, è stato brutto. Vogliamo vedere l’Inter che ha iniziato questo progetto, non solo per i primi 45 minuti, per 70 minuti, ma per tutta la partita.

-Ci sarà la possibilità di cambiare? Cosa le hanno detto?

Sappiamo che non sarà facile questa direzione, non si è vinto alcun titolo in questi ultimi anni, hanno ragione. Vogliamo cambiare, la società, il Suning sanno questo e hanno detto che siamo in un momento difficile, ma hanno fiducia che stiamo facendo il meglio per l’Inter. Per me è molto importante. Quando abbiamo iniziato il progetto sapevamo sarebbe stata difficile.

-Situazione difficile. Che voglia avrebbe di prendersi una rivincita?

È sempre così, sono un po’ stanco di parlare di questa cosa. Per me non serve, sono importanti i giocatori, la squadra, mi interessa come possiamo cambiare. È un momento difficile per me, l’Inter, la squadra. Con la società, la squadra, lo staff tecnico dobbiamo stare uniti per cambiare questa situazione. È solo questione di tempo, possiamo cambiare. Lo so che è molto difficile, nel calcio non hai molto tempo, è così, ma io posso solo essere molto concentrato per il match con il Torino.

-A breve inizierà la conferenza.

Queste le sue parole a Inter Channel:

-Situazione non normale? Come hai vissuto questi giorni?Siamo in una situazione delicata, è normale perché abbiamo perso partite consecutive n campionato, l’Inter è un gran club e questo non dovrebbe essere possibile, possiamo cambiare questa situazione, l’unica cosa che possiamo fare è lavorare molto duramente, con staff, giocatori, società, tutti e poi uscire da questa situazione.

-Ripartire con il Torino per risalire la classifica?No, ovviamente. Sono il primo tempo contro l’Atlanta è stato brutto, nel secondo tempo siamo cambiati molto e questa è l’Inter che voglio vedere. Possiamo giocare meglio, contro il Cagliari molti hanno detto che è stata la migliore ora vista in questi anni. Siamo in un momento difficile, ma abbiamo ancora molte cose positive per poter guardare avanti.

-Cambio obbligato ora perché Medel è squalificato?Giochiamo sempre in 11, difficile comunque, ma qualcuno deve giocare nella posizione di Medel o dovremo cambiare sistema, sicuramente ci saranno 11 giocatori in campo.

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