Quando alla fine del campionato mancano 5 partite e la stagione si avvia alla conclusione con la qualificazione alla Champions League 2019-20 da guadagnare ancora sul campo, si avvicina l’estate che, nel mondo del calcio, significa mercato. Quella che attende Marotta Ausilio sarà la finestra estiva più importante nella storia recente dell’Inter: la netta sensazione è quella che a partire saranno due dei simboli degli ultimi anni nerazzurri, ovvero quel tandem tanto discusso che risponde al nome di Perisic-Icardi. Se infatti le ultime estati avevano visto gli uomini mercato dell’Inter mantenere i cosiddetti “big” ed ottenere delle entrate con i primavera e i giocatori di contorno, stavolta sembra che la strategia (forse per forza di cose) sia cambiata. Tuttavia, Wanda Nara continua a ripetere con sorprendente certezza che Icardi rimarrà all’Inter. La verità è una sola: un altro anno con Spalletti in panchina e il numero 9 in rosa non è ipotizzabile. Resta solo da capire se ne rimarrà uno solo oppure andranno via entrambi. Icardi può restare (forse) solo con l’addio di Spalletti.

E, in questo senso, l’Inter ha cominciato già da tempo quel lavoro di ricerca in vista del dopo-Icardi. Se cessione sarà, bisognerà sostituire un attaccante che nelle sue 6 stagioni in nerazzurro ha collezionato 123 gol, mostrando una costanza impressionante nelle realizzazioni anche in rapporto alla sua età. Già, la costanza, quella che è venuta a mancare a Icardi soltanto in questi ultimi, travagliati mesi. Con la speranza che si sblocchi nelle ultime 5 partite stagionali e recitare un ruolo da protagonista nel rush finale. Con il cartellino di Maurito che per ora ha dovuto registrare un calo, prende sempre più corpo l’ipotesi scambio e, in questo senso, sono due i nomi considerati più raggiungibili: Lukaku Cavani. Se, invece, l’operazione-cessione dovesse essere slegata da quella legata al nuovo arrivo, un nome proposto è stato quello di Dzeko. Andiamo così ad analizzare i pro e contro legati a quelli che potrebbero essere potenziali “numeri 9” nerazzurri, concentrandoci anche su una possibile convivenza in un’eventuale attacco a due con Lautaro Martinez.

ROMELU LUKAKU (44 presenze stagionali, 15 gol)

PRO – L’attaccante del Manchester United ha dalla sua l’età, visto che è coetaneo di Mauro Icardi. In carriera ha sempre segnato con regolarità, esplodendo all’Everton per poi approdare ai Red Devils. Il suo più grande punto di forza è la fisicità, con la quale riesce a tenere costantemente impegnate le difese avversarie, a regalare sponde per gli inserimenti dei compagni e ad andare in porta con grande prorompenza. In Serie A un attaccante dotato di tale forza fisica potrebbe rivelarsi devastante, come per esempio (con le dovute proporzioni) successe con Ibrahimovic o potrebbe succedere, per esempio, con Diego Costa. Proprio questo fattore potrebbe favorire una convivenza con Lautaro Martinez, che sarebbe libero di attaccare gli spazi scoperti. Il suo ciclo allo United sembra volgere al termine, e solo due giorni fa ha espresso il desiderio di provare un’esperienza in Serie A (“Sarebbe un sogno”). E, fra l’altro, ha aggiunto che il suo primo ricordo calcistico è segnato dal gol di Ronaldo in finale da Coppa UEFA contro la Lazio. L’Inter nel destino?

CONTRO – Se cerchi la tecnica, Lukaku non fa per te. Il belga non è quel tipo di attaccante (alla Higuain, per esempio) in grado di aiutare nella costruzione della manovra. Gioca sporco, di fisico, di voglia, di cuore. Quest’anno ha segnato meno rispetto agli anni passati, disputando la sua stagione più negativa (nonostante 15 gol) con i Red Devils. Un altro suo difetto storico è quello di essere poco incisivo nei big match e, in generale, nei match contro le grandi: in Inghilterra sono state spesso proposte delle statistiche riguardanti i suoi gol contro le altre “big 5”. Molto pochi.

EDINSON CAVANI (28 presenze stagionali, 22 gol)

PRO – Cavani è un top assoluto, un attaccante totale in grado di combinare tecnica e lampi di classe con cinismo e sostanza. I numeri non mentono: non ha mai fallito una stagione, segnando sempre tanto in relazione alle presenze, anche quando fu costretto a giocare da ala per lasciare l’area di rigore a Ibrahimovic. In più, l’attaccante del Paris Saint-Germain conosce benissimo il calcio italiano e soprattutto le difese della Serie A, con le quali si è trovato benissimo nei suoi 3 anni di Napoli: dal 2010 al 2013 ha realizzato complessivamente 104 gol in 138 presenze. Straordinario. E non ha mai disdegnato un ritorno nel nostro campionato.

CONTRO – L’uruguaiano ha compiuto da poco 32 anni e potrebbe avviarsi alla fase calante della sua brillante carriera. Soprattutto per quanto riguarda gli infortuni. Da sempre fragile fisicamente, quest’anno ha saltato ben 14 partite in campionato per svariati infortuni, ritornando in campo soltanto la scorsa settimana dopo 2 mesi di assenza. Da valutare.

EDIN DZEKO (35 presenze stagionali, 13 gol)

PRO – L’attaccante della Roma conosce ormai bene la Serie A, essendo al suo quarto anno in giallorosso. La sua stagione migliore resta quella 2016-17, due anni fa, da 40 gol e con Spalletti in panchina. La dote migliore del bosniaco è quella di saper giocare per la squadra, basti pensare a Inter-Roma della scorsa settimana. Tanti i momenti nei quali è stato in grado di far salire la squadra sfruttando il fisico e le sponde. E, in generale, è sempre stato assist-man: anche quest’anno, dal bilancio negativo, ha offerto ai compagni ben 8 assist.

CONTRO – Sicuramente l’età. Dzeko ha compiuto 33 anni ed il suo calo fisico, a differenza di Cavani, spesso si intravede e riconosce. Inoltre, se per l’uruguaiano e per Lukaku si è detto che non sbagliano mai completamente una stagione, per il bosniaco il discorso non vale. Tutti hanno ancora negli occhi il suo primo anno alla Roma: anno maledetto per lui, nel quale sbagliava anche gol a porta vuota. E, anche quest’anno, c’è un dato significativo: ha segnato il suo primo gol all’Olimpico in campionato soltanto 2 settimane fa, contro l’Udinese. Attaccante spesso incline, dunque, ad imbattersi in periodi di crisi e di blocco psicologico più che fisico.

ALTRI:

Negli scorsi giorni è stato paventato un possibile scambio con Insigne. Ruoli diversi, all’Inter serve prima di tutto un grande bomber; inoltre, in caso di partenza, appare molto più plausibile una destinazione estera. Specialmente con Raiola come neo-procuratore. Convince sempre meno, invece, lo scambio con Dybala. Sia per l’ipotesi (scellerata) di vedere Icardi con la maglia della Juventus, sia perchè la Joya appare in una fase di forte involuzione: quest’anno ha collezionato tante panchine. Di certo saranno giorni e mesi movimentati. Non ci annoieremo.

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22 anni, laureando in "Scienze della Comunicazione" presso l'Università della Calabria. L'Interismo è qualcosa che scorre dentro senza freni, in maniera totalmente irrazionale. Condividere questo sentimento è magnifico, scrivere di Inter ancora di più.