Erano undici, eran giovani e forti, e sono…Campioni d’Italia! Un 3-2 in finale con la Lazio, e la primavera di Bernazzani si aggiudica il titolo di campione d’Italia, dopo la vittoria della Next Generation Series con Stramaccioni in panchina.

Tutto grazie alla classe di Bessa, alla grinta di Duncan, ai 100 polmoni di Romanò, all’opportunismo di Livaja e…Samuele Longo! Il Milito della Primavera, l’attaccante di razza che ha deciso le sorti di questa squadra. Si paragona a Torres, il bomber spagnolo, fresco di Champions League, che ora però non riesce nelle sue prestazioni a far fede ai suoi vecchi standard, ma due anni fa era uno dei più importanti attaccanti nel panorama mondiale: forza fisica, intelligenza, tecnica, elevazione, dribbling, intraprendenza, eccellenti doti balistiche e la giusta dose di egoismo. Mai paragone fu più azzeccato. Tutte caratteristiche che ha mostrato anche il nostro gioiellino in questa fantastica stagione. Fantastica anche grazie a lui.

Samuele Longo, si presenta quindi, come un attaccante completo, che farebbe comodo a qualsiasi allenatore, e in grado di integrarsi in tutti gli schemi di gioco. Chiaramente il suo meglio lo dà come prima punta, dove le doti fisiche e il dinamismo gli permettono di spadroneggiare nell’area di rigore, concretizzando i cross in rete, fare da sponda per gli inserimenti dei centrocampisti e giocare molto sul filo del fuorigioco. Inoltre è duttile. La sua velocità e la facilità nel saltare l’uomo gli consentono di giocare come esterno d’attacco, sia a destra che a sinistra. 4-3-3, 4-3-2-1, 4-4-2, 4-2-3-1, non esiste schema che non sia capace di interpretare al meglio. L’interlocutore ideale di Sneijder, e il partner perfetto per Milito.

Ha bisogno di esperienza, e il miglior modo sarebbe quello di andare a riscaldare i motori in quel di Genova, sponda rossoblu (il Genoa, che detiene già metà del suo cartellino), per poi fare ritorno alla Pinetina, pronto a far parte degli undici di Stramaccioni. Tutto ciò agevolerebbe anche la trattativa in atto con Preziosi per Destro: sarebbe lui la pedina di scambio (non la vittima sacrificale) per chiudere l’affare al più presto, così da disporre in un anno di entrambi i giocatori made in Inter, provenienti dalla nostra cantera insomma, e la prova che il progetto di Moratti prende forma.

Samuele Longo, 20 anni, e altrettanti di carriera che lo aspettano. Possibilmente, con una maglia nerazzurra addosso.