Continua il momento negativo dell’Inter. Dopo la sconfitta maturata all’Olimpico con la Lazio, la squadra di Mazzarri allunga il filotto negativo perdendo al Friuli contro l’Udinese, una delle squadre meno brillanti del campionato e reduce dalla batosta interna con il Verona. L’1-0 finale, firmato dal fantasista bianconero Maicosuel, sbatte l’Inter fuori dalla Coppa Italia, al termine di un cammino non propriamente glorioso che aveva visto i nerazzurri confrontarsi con i modesti Cittadella e Trapani. Era dal 2002 che l’Inter non usciva agli ottavi: con questa sconfitta e i problemi in campionato, c’è il serio rischio che la stagione attuale possa arrivare competere, come negatività, con l’annus horribilis stramaccioniano.

Sia chiaro: l’Udinese ha meritato il successo per l’intensità che ha messo nella partita (a volte anche eccessiva, come testimonia il numero sconcertante di cartellini gialli mostrati durante la partita). La squadra di Guidolin ha avuto molte più occasione dei nerazzurri, che se possono recriminare per un rigore non concesso nel secondo tempo per un mani di Widmer, hanno molto da imputare soprattutto a se stessi. Poca intensità e soprattutto precisione a intermittenza da parte dei playmaker a centrocampo, in particolar modo Kovacic, autore di un’altra prestazione opaca, spiegano le difficoltà incontrate dalla banda Mazzarri. E non basta il rientro del Principe Milito dal primo minuto per dare peso ad un attacco che prevede un martire solitario sperso nelle nebbie della difesa avversaria.

Mazzarri schiera l’Inter con il 3-5-1-1 classico: in porta torna Carrizo; la linea a tre prevede Campagnaro, il rientrante Samuel e Andreolli; a centrocampo, spazio a Mudingayi davanti alla difesa, con Kuzmanovic e Guarin mezzali e Zanetti e Nagatomo sugli esterni. A fare da raccordo con Milito c’è Kovacic.

L’Udinese parte indubbiamente meglio, gestendo la partita e maturando le prime occasioni da gol: al 6′ ci prova Nico Lopez, ma il suo tiro finisce abbondantemente fuori. Due minuti dopo, un traversone di Badu su cui Widmer non arriva per un pelo mette i brividi al popolo nerazzurro. Al 14′ è ancora l’Udinese a scrivere la trama della partita: Maicosuel entra in area da sinistra ma allarga troppo la conclusione. Il primo sussulto nerazzurra arriva alla metà del primo tempo con un destro di Milito, troppo centrale per impensierire Kelava. Al 27′ una punizione di Maicosuel si spegne sul fondo, ma è nell’aria che l’Inter non stia vivendo uno dei suoi primi tempi migliori. Al 32′ arriva il decisivo gol del vantaggio: il talentino dell’Udinese Nico Lopez, con Carrizo in uscita, serve Maicosuel, che a porta spalancata non deve fare altro che spingere dentro. Il gol scuote l’assonnata compagine nerazzurra che ci prova prima al 37′, quando un cross di Kuzmanovic va a sbattere all’incrocio dei pali, poi al 39′, con un tiro di Nagatomo bloccato in due tempi da Kelava.

Nella ripresa Mazzarri dà spazio a Palacio togliendo Mudingayi. L’Inter passa al 3-4-1-2 e riesce a sospingere l’Udinese nella propria metà campo. La manovra è farraginosa, ma comunque più aggressiva e propositiva. Tuttavia, è ancora l’Udinese ad avere le occasioni più pericolose in contropiede, prima con Maicosuel, che lanciato in campo aperto salta Carrizo ma si trova in posizione troppo defilata per trovare la porta lasciata sguarnita, poi con Badu, che trova un corridoio centrale per l’inserimento ma conclude a lato. Nel frattempo, l’Inter recrimina per un tocco di mano di Widmer nell’area dell’Udinese sugli sviluppi di un calcio d’angolo: gli estremi per il rigore ci sarebbero tutti. Al 15′ Mazzarri opta per un nuovo cambio: fuori Zanetti e dentro Alvarez, con il passaggio a 4 della difesa e un notevole aumento del tasso tecnico per riuscire a scardinare l’ordinata difesa bianconera. Al 18′, tuttavia, è ancora l’Udinese ad essere pericolosa con un diagonale di Nico Lopez respinto da Carrizo. Al 25′ una bella trama dell’Udinese, di nuovo in contropiede, libera al tiro uno scatenato Badu; il ghanese conclude a lato, con Carrizo sulla traiettoria. Solo alla mezzora si ha un nuovo tentativo dell’Inter, con Milito che, servito in profondità, si libera in area con la sua classica, micidiale sterzata e serve Alvarez, disastroso nello sparare in curva. Al 43′ un ispirato Milito scucchiaia in area per l’inserimento puntuale di Guarin, ma il destro in allungo del colombiano termina abbondantemente fuori. L’ultimo sussulto è targato Nagatomo: il giapponese stringe al centro e tenta il destro da fuori. La sfera che si perde a lato sembra tanto la metafora di quest’Inter, ancora una volta bruttina, che scivola senza colpo ferire fuori dalla Coppa, l’ultimo obiettivo plausibile di questa stagione di transizione.