Roberto Mancini ha ricordato Cruijff e, in particolare, la partita tra Sampdoria e Barcellona del 1992, quando il club blaugrana era allenato dal fenomeno olandese.

Non fu facile scendere in campo a Wembley sapendo che affrontavi la squadra allenata da un mito come Cruijff. Conservo un bel ricordo di quella partita, anche se alla fine uscimmo sconfitti. Segnò un’epoca anche come allenatore, vincendo la prima Coppa Campioni del Barcellona con Guardiola playmaker e costruendo le basi di quello attuale. Lui rappresentava un punto di riferimento per tanti di noi. Io l’ho visto giocare in Tv nella fase conclusiva della sua carriera, all’epoca poi se ne vedevano meno di partite, era un giocatore incredibile. Giocava ovunque, ha anticipato il ‘falso nueve’ di cui oggi molto si parla, è stato sicuramente un precursore. Iniziava l’azione, la terminava, era uomo assist. Sapeva fare tutto. Adattarsi al calcio italiano? Non scherziamo, non avrebbe avuto problemi. Campioni come lui, tecnici, rapidi, scaltri non hanno epoca né luogo“, afferma Mancini.

(Fonte: Panorama.it)

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