La bandiera nerazzurra Sandro Mazzola ha parlato della scomparsa di Johan Cruijff e Libero accosta i due talenti : «Poco meno di cinque anni di differenza tra i due (classe 1942 l’italiano, 1947 l’anno di nascita dell’olandese) e due modi di rappresentare il pallone che sono stati spesso accomunati. Esperienze simili, a parte la carriera di allenatore che Mazzola non ha mai intrapreso, in quel mondo. Entrambi grandi giocatori: moderni, universali e di classe sopraffina. Poi dirigenti nelle squadre del cuore (Ajax e Barcellona per Cruijff, l’Inter e il Torino, la squadra di papà Valentino, per Sandro Mazzola).

Che tipo di calciatore era l’olandese?

«Un giocatore fenomenale, sapeva fare tutto in campo era di un’altra categoria. Uno di quelli che segnano un’epoca».

Lei con l’Inter lo ha sfidato una sola volta. Nel 1972 a Rotterdam nella finale di Coppa Campioni.

«Ho dimenticato quella partita. In verità fu proprio lui a fare la differenza mettendo a segno la doppietta che regalò il prestigioso il trofeo alla sua squadra».

Che ricordi ha di Cruijff e di quella partita?

«Eravamo alla fine del ciclo della grande Inter, mentre loro erano in piena ascesa. Il primo tempo fue quilibrato, ma nella ripresa furono cavoli amari per noi. Vedemmo i sorci verdi».

Chi marcava il numero 14 olandese?

«Il nostro allenatore (Invernizzi, ndr) aveva deciso che doveva essere Oriali. Gli ordinò di non lasciarlo un attimo, di stargli sempre addosso. Ad un certo punto però poi cambiò idea e optò per il raddoppio della marcatura. Fu tutto inutile, in quella finale Cruijff ci massacrò».

(libero)

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