Dries Mertens e l’Inter: un matrimonio che si farà? Ancora non vi è certezza, ma i segnali sono positivi. L’accordo fra il belga e il Napoli per il rinnovo sembra ormai difficilmente ipotizzabile, con il giocatore che avrebbe manifestato la voglia – giunta a completa maturazione durante il periodo di lockdown – di avventurarsi in una nuova sfida, con una nuova maglia. Che potrebbe (dovrebbe) essere quella nerazzurra. Ma cosa può dare Mertens all’Inter?

Innanzitutto la voglia di Inter, quella che lo ha spinto a rifiutare le offerte di Monaco, Chelsea e di un ricco club cinese, ringraziandoli ma facendo presente di aver già detto sì all’Inter. Per spiegare la capacità del belga di creare un legame con i propri tifosi, basta riguardare due episodi, uno datato ed uno estremamente recente. Il primo è il soprannome Ciro che i tifosi napoletani gli hanno assegnato, a testimonianza del feeling creatosi con il giocatore, che ha fatto innamorare il popolo partenopeo a suon di gol e di magie per 7 anni. Il secondo è l’hashtag, lanciato solo qualche giorno fa su Twitter dagli stessi tifosi azzurri, che recita #MeritiamoUnFinaleDiverso. Un ultimo tentativo di convincere il proprio beniamino a restare all’ombra del Vesuvio. Mertens è infatti, a pari merito con Hamsik, il miglior realizzatore nella storia del Napoli, con 121 gol. E se la stagione dovesse ripartire, appare scontato che possa aggiudicarsi il primato in solitaria. Impiegato da ala nei primi tre anni al Napoli, Mertens è diventato un’ottima prima punta in seguito all’addio di Gonzalo Higuain e all’infortunio di Arkadiusz Milik, incrementando notevolmente il suo bottino in termini di reti. Addirittura 28 le reti nel 2016-17, anno di grazia insieme a quello successivo, in cui sfiorò lo scudetto da protagonista con Sarri. Già questo basta a rendere conto della duttilità, dello spirito di sacrificio e della massima disponibilità alle richieste del proprio allenatore. Proprio quello che Conte cerca. È facile immaginare un Mertens all’Inter in versione seconda punta, grazie alle caratteristiche fisiche, all’imprevedibilità e ai lampi improvvisi che caratterizzano il giocatore, nonostante i 33 anni appena compiuti.

EREDITÀ: LAUTARO NO, SANCHEZ SÌ

Già, proprio la carta d’identità di Dries gioca un ruolo importante nel definire la gerarchia nella quale il giocatore si inserirebbe a partire dalla prossima stagione. Come sappiamo, l’attacco dell’Inter potrebbe andare incontro a una cospicua rivoluzione. Il futuro di Lautaro Martinez sarà la bussola che consentirà all’Inter di orientarsi nel prossimo mercato. Bussola che, però, al momento punta più in direzione Barcellona che verso Milano. Al contempo, Sanchez certamente non sarà riscattato (a meno di un finale di stagione da protagonista assoluto, difficilmente ipotizzabile al momento), mentre Esposito potrebbe essere ceduto in prestito o comunque relegato al ruolo di quinta punta. Per questo, nel migliore dei casi gli interventi sul mercato nel reparto saranno due, più probabilmente tre. In questo senso, sostituire Lautaro con Mertens, considerando soltanto le doti tecniche attuali, non sembrerebbe una bestemmia. Se però consideriamo l’età dei giocatori, quindi la parabola che si prospetta loro, appare quanto meno improbabile che il belga arrivi per sostituire il Toro. L’argentino è nel pieno della sua ascesa, migliora di settimana in settimana, di mese in mese, con il suo cartellino che lievita; Mertens, come detto, ha 33 anni. Appare fisiologico, a quest’età, che sia in grado di reggere solo un altro paio di anni ai suoi (alti) livelli. Più probabile (e sensato) che l’Inter decida di puntare – nel caso di un addio del Toro – su Timo Werner, anch’egli in piena ascesa e derderoso di un’esperienza estera. L’integrità fisica e la brillantezza che Dries conserva nonostante una carta d’identità non più favorevole lo rendono invece il giocatore ideale per sostituire Sanchez, quindi diventare idealmente la terza punta nerazzurra. Un giocatore di sicuro affidamento che possa partire spesso da titolare, ma anche un preziosissimo jolly che Antonio Conte potrà tirare fuori dal mazzo-panchina. Proprio la panchina quest’anno si è rivelata punto debole della squadra nerazzurra, specie nel momento in cui gli infortuni sono diventati numerosi. Acciacchi che per fortuna non hanno colpito il tandem Lautaro-Lukaku, costretti a fare gli straordinari proprio per sopperire alla mancanza di alternative, con Sanchez quasi perennemente infortunato ed Esposito ancora vistosamente acerbo. Errori da non ripetere: se l’anno prossimo si vuole ambire davvero a tornare sul trono d’Italia serve un attacco completo, composto da almeno quattro punte affidabili, e più in generale una rosa che possa contare su un livello superiore rispetto a quello attuale.

COLONIA BELGA?

Mertens, quindi, potrebbe fare nuovamente coppia – stavolta in nerazzurro – con Lukaku. Un’accoppiata che ha già portato soddisfazioni alla Nazionale belga, che ha chiuso al terzo posto negli ultimi Mondiali. Ma la storia fra l’Inter e il Belgio potrebbe non finire qui. Una storia che in nerazzurro non ha molti precedenti: il più celebre fiammingo nella storia dell’Inter è stato Scifo. Stavolta, invece, a Lukaku e probabilmente a Mertens potrebbe unirsi Jan Vertonghen, in scadenza di contratto con il Tottenham e la cui candidatura potrebbe rafforzarsi in caso di addio di Godin. Ma c’è anche un altro potenziale parametro zero che Marotta e Ausilio stanno tenendo d’occhio, e che risponde al nome di Thomas Meunier, terzino destro attualmente al Psg che l’Inter tiene in considerazione per il ruolo. Per ultimo, un possibile ritorno: Radja Nainggolan con tutta probabilità non rimarrà al Cagliari, per impossibilità da parte dei sardi di sostenere il suo ricco ingaggio, specie alla luce della crisi economica post Covid-19. Ecco allora che, se non si trovasse una nuova destinazione al Ninja, la dirigenza nerazzurra potrebbe pensare ad un reintegro in rosa. Con la promessa di assumere un atteggiamento totalmente diverso rispetto all’ultima infelice esperienza. Ipotesi. L’unica semi-certezza, invece, è rappresentata dall’arrivo di Mertens.

 

 

23 anni, laureato in "Scienze della Comunicazione" presso l'Università della Calabria. L'Interismo è qualcosa che scorre dentro senza freni, in maniera totalmente irrazionale. Condividere questo sentimento è magnifico, scrivere di Inter ancora di più.