Il quotidiano romano il Messaggero fa il punto della situazione sulle difficoltà dell’ Inter: Bergamo bassa per l’Inter, ancora una volta. La Beneamata cade sul campo dell’Atalanta e spalanca sempre più il vaso di Pandora di un inizio di stagione da cancellare: la terza sconfitta consecutiva in campionato e un solo punto ottenuto nelle ultime quattro partite sono inequivocabili sintomi di crisi.

La panchina di de Boer, così, è sempre più traballante: sarebbe un gioco del destino se ad allontanare

l’olandese fosse il tiro mancino di Gasperini, che sulla stessa panchina era durato novanta giorni. Una lunga e infinita rivincita, quella di Gasp: che, una volta abbandonato il nerazzurro milanese, ha battuto la sua ex squadra quattro volte su quattro, nelle partite giocate tra le mura amiche. Prima con il Genoa (tre volte su tre), ora con l’Atalanta, che sta vivendo un grande momento di forma: 10 punti nelle ultime quattro gare nonostante il trittico terribile (NapoliFiorentinaInter) e sorpasso centrato ai rivali di giornata.

D’altronde, il successo atalantino non è una novità così clamorosa: negli ultimi otto scontri a Bergamo, l’Inter ha vinto solo una volta e perso tre, compresa quella di ieri.

GASP SE LA RIDE – Un 2-1 che l’Atalanta costruisce e merita: i milanesi sono macchinosi, prevedibili, non fanno gioco e stanno a guardare per tutto il primo tempo. Che i padroni di casa chiudono in vantaggio con un 1-0 che sta persino stretto: a fare la differenza è una capocciata sottomisura di Masiello, su azione da corner, al 10’, prima di qualche altro tentativo bergamasco. La squadra di De Boer? Frastornata, nell’angolo. L’intreccio scritto da Gasperini è lo stesso utilizzato anche contro il Napoli: pressing a tutto campo, squadra aggressiva e, per non guastare, un gol in apertura a incanalare la storia sulla strada migliore.

All’ Inter servirebbe un colpo straordinario, che in effetti arriva, al 6’ della ripresa, con il siluro dell’ex desaparecido Eder su una punizione da trenta metri: partita di nuovo in equilibrio, anzi no. Perché è l’Atalanta che continua a fare la partita, sfiorando la rete con Konko e Pinilla e rischiando solo sull’occasionissima di Perisic. Ma il killer dell’ Inter, insieme a Gasp, è un’altra vecchissima conoscenza, Mauricio Pinilla, che a 2’ dalla fine trasforma il rigore del 2-1, con il sesto gol da avversario.

L’incubo interista, così, continua dopo il 90’. Sono ore decisive per il futuro di de Boer, che nel dopopartita commenta così: «Abbiamo regalato il primo tempo, giocando con paura, non so perché: nella ripresa è stata un’altra partita e avremmo anche potuto segnare il secondo gol. La panchina? Sento ancora la fiducia, so che possiamo fare meglio: io posso solo lavorare tanto, non so se mercoledì ci sarò. Non è bello perdere tre partite consecutive, ma sono sicuro che possiamo migliorare molto e il secondo tempo è la conferma». Ma, intanto, è notte fonda”.

(Fonte: Matteo Spini, Il Messaggero 24/10/16)

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