Carrizo 6: ha l’ingrato compito di sostituire una sicurezza come Samir Handanovic, prima mezz’ora da spettatore privilegiato poi iniziano i problemi: gol e qualche uscita sbagliata. Nella ripresa non deve sbrigare pratiche troppo complesse e si merita la sufficienza piena.

Rolando 6.5: la sua baldanza fisica gli consente di fare la differenze sui calci piazzati e la sua temerarietà lo porta a trovarsi nel posto giusto al momento giusto (Rafael gli mette sui piedi la parata su Palacio). Non corre troppi rischi in marcatura su Toni. 

Ranocchia 6: sempre puntuale nel raddoppiare quando gli esterni veronese si scambiano posizione, ottima intesa coi compagni di reparto. Dopo le recenti critiche, questa prestazione è manna dal cielo. Non perfetto sul gol di Martinho.

Juan Jesus 5.5: rischia poco quando nella sua zona scende Iturbe, a volte lo sfida in velocità facendo prendere un malore ai tifosi assiepati in tribuna, di fatti Mazzarri lo riprende e lo intima di giocare con più serietà. Passano due minuti, sbaglia un’uscita e il Verona fa gol. 

Jonathan 7: con il gol alla Fiorentina è resuscitato, da oggetto non identificato a perno sicuro sulla fascia. Mazzarri crede parecchio in lui e viene ripagato dal gol e da tanta corsa. Qualità e quantità. Ideale per qualsiasi allenatore. Nel secondo tempo limita l’azione perché entra in riserva.

Guarin 6.5: la sua forza fisica è esaltante, corroborante. Sa spezzare il centrocampo avversario come un cracker: deve imparare, però, a gestirla con più attenzione. Rischia di trovare il gol con un bel tracciante verticale a inizio secondo tempo.

Cambiasso 7.5: esegue il primo tiro della formazione nerazzurra dopo cento secondi, è propositivo in fase di spinta. Batte i calci d’angolo vincenti, stasera veste i panni dell’assist-man anche se non si risparmia un gol da predatore d’area. Gara perfetta e il Meazza lo tributa con un’ovazione. 

(dal 63’ Kuzmanovic 5.5: il cambio non è azzeccatissimo e la qualità del centrocampo nerazzurro scende. Addirittura si insinua il dubbio di una rimonta clamorosa.)

Kovacic 5.5: Mazzarri gli dà una seconda chance ma il giovane croato, prodotto della sempre fiorente fucina della Dinamo Zagabria, lascia perplessi. Ha doti da fenomeno ma, probabilmente, il ruolo alla “Hamsik” non è il suo futuro. Ci auguriamo di sbagliarci.

(dal 79′ Taider sv: entra in campo quando c’è bisogno di fare legna e difendere il 4-2 dalle scorribande di Iturbe e compagnia cantante.)

Nagatomo 5.5: una leggerezza quando Iturbe lo punta in velocità, stranamente lo prende in castagna. Ha il compito più di curare la difesa che di servire palloni dal fondo. Colpisce un palo che porta al gol del 3-1 ma non dà grande impressione di solidità. 

Alvarez 5.5: torna dal primo minuto, ha una gran voglia di giocare e l’idea di questi primi 45’ è che Mazzarri abbia fatto bene a puntare su di lui. Nella ripresa non va oltre al compitino. Deve recuperare forma fisica e capacità elastica. 

Palacio 7: come sempre parte largo come un bandolero stanco per poi accentrarsi, non sa nemmeno lui se ha partecipato al gol del 2-0… ma l’ha fatto! Si becca un giallo perché non sente il fischio del fuorigioco ma questo non scalfisce la sua prestazione. Ovazione pure per lui. 

(dal 64′ Belfodil 5: ha l’occasione di riscattare una prima parte di esperienza nerazzurra dolorosa ma non ripaga la fiducia. O è in fuorigioco o commette fallo. Assente, Palacio è tutt’altra cosa ma non è una grande scoperta. A partita finita si fa espellere ingenuamente)