during the serie A match between FC Internazionale and US Sassuolo at Stadio Giuseppe Meazza on May 12, 2018 in Milan, Italy.

La partita era fondamentale per ipotecare la qualificazione in Champions League e stabilire una distanza di sicurezza dalle inseguitrici, ma l’Inter cade rovinosamente in casa contro la Lazio. Dopo un buon approccio alla partita, il gol di Milinkovic-Savic al minuto 12 mette in crisi l’assetto e l’atteggiamento degli uomini di Spalletti, che non riescono più ad affondare con lucidità. I tiri in porta sono pochi, nel secondo tempo si ricorda solo il tentativo effimero di Nainggolan: la squadra ci prova, si impegna ma manca totalmente un’organizzazione nell’assalto. Adesso la situazione si complica, con una Lazio potenzialmente a -2, così come il Milan. Ecco le pagelle della pessima serata nerazzurra:

Handanovic 7 – Dimostra i suoi noti limiti nelle uscite sul gol di Milinkovic-Savic, poi però salva più volte il risultato. Rimedia a una leggerezza di Skriniar sullo stesso serbo, poi respinge un colpo di testa di Bastos da distanza ravvicinata (per la verità centrale) e si oppone al tiro a giro di Luis Alberto. Nel secondo tempo è straordinario nell’opporsi a Caicedo e, con un magnifico colpo di reni, a bloccare prima che arrivi Immobile a scaraventare in rete il gol dello 0-2. Se l’Inter continua a coltivare la speranza di pareggiare fino all’ultimo è merito suo.

D’Ambrosio 5 – Sbaglia in chiusura su Luis Alberto in occasione del primo gol, poi continua a soffrire Lulic e le ripartenze laziali per tutta la durata del match. Sbaglia spesso tecnicamente nelle uscite, con la solita massiccia dose di falli evitabili che hanno come unico risultato quello di far ripartire la Lazio. Candreva (dal 79′) 5 – Non era facile rimediare un’insufficienza in così poco tempo, ma lui ci riesce. Quando la palla gli arriva in posizione interessante, torna indietro e fa morire il pericolo. Poi, nel recupero, è l’uomo in più per la Lazio: se il finale di partita per gli uomini di Inzaghi è relativamente tranquillo, il merito è principalmente suo: commette tre falli nel giro dei 4 minuti di recupero ed impedisce all’Inter di creare ulteriori pericoli e di avvicinarsi alla porta difesa da Strakosha.

Miranda 6 – Stasera è lui l’uomo più sicuro della difesa nerazzurra. Concede poco, è sempre attento sulle palle alte e nella marcatura di Immobile. Fa il suo dovere senza affanni.

Skriniar 5 – Ad inizio partita sbaglia un gol semplice con la porta quasi sguarnita, ma non è questo il problema e non è questo il suo lavoro. Piuttosto, gioca probabilmente la sua peggior partita in nerazzurro: concede una palla gol a Milinkovic con una grave ingenuità, soffre costantemente l’uno contro uno con le punte laziali e sbaglia anche spesso e volentieri in fase di impostazione. Può capitare, l’importante è che ritorni subito il fenomeno che conosciamo.

Asamoah 7 – L’unico a crederci. Già nel primo tempo dà la scossa con un paio di percussioni e guadagnando dei calci di punizione pericolosi. Nel secondo appare tarantolato, rincorrendo il pallone con grande verve: emblematica l’occasione in cui recupera palla di prepotenza e serve Perisic di tacco. Proprio quell’azione scuote l’Inter per un potenziale arrembaggio finale. Ottima diagonale in chiusura su Immobile, che poteva essere letale.

Vecino 5,5 – Parte bene con alcuni palloni intercettati, poi dopo il gol si perde come molti dei suoi compagni. Poco lucido in impostazione, fa poco filtro. Chiude in un bizzarro attacco a due con Perisic: chiaramente, nonostante i gol importanti spesso segnati, lì non c’entra niente.

Brozovic 5,5 – Prova a dare ordine nei momenti più confusi della partita con la sua qualità, ma non gli riesce sempre bene. Ma è in fase difensiva che l’Inter risente delle sue corse e dei suoi tackle. Soffre tantissimo il confronto fisico con Milinkovic.

Politano 5,5 – Nel primo tempo fa davvero poco. Nella ripresa spesso riesce ad accentrarsi con successo ma i suoi tiri vanno sempre fuori dallo specchio, compresa una ghiotta occasione al volo: si fa coinvolgere colpevolmente dalla confusione generale.

Borja Valero 5 – Che la corsa non sia il suo forte è risaputo, ma stasera non riesce a metterci neanche la qualità. Quando prova il passaggio più complicato è insolitamente impreciso, e soffre tantissimo i contropiede della Lazio in fase difensiva, dove non riesce minimamente ad incidere. Non era la partita adatta a lui. Nainggolan (dal 74′) 6 – Prova a dare una scossa e lo fa con una percussione palla al piede dopo un buon dribbling su Leiva: gli manca la lucidità nel servire Candreva, probabilmente perchè voglioso di mettere la sua firma sul pareggio. Gioca inspiegabilmente da regista basso quando, negli ultimi minuti, ci sarebbe disperato bisogno di una sua conclusione da fuori.

Perisic 5 – La palla gli arriva spesso e volentieri: la Lazio, probabilmente per scelta, decide di lasciargli campo e di preoccuparsi di coprire bene l’area di rigore, complice l’assenza di un vero colpitore di testa come Icardi e Lautaro. La scelta di Inzaghi si rivela corretta, soprattutto per merito dello stesso Perisic. I suoi cross sono sempre imprecisi, scolastici e prevedibili. Nel primo tempo ha la possibilità di puntare l’uomo in uno contro uno e di segnare, ma le sue conclusioni sono deboli e centrali.

Keita 5,5 – Fa quel che può, ma la prova non può considerarsi positiva. Il senegalese non è abituato a giocare spalle alla porta, a proteggere palla: il suo mestiere è quello di puntare l’avversario nell’uno contro uno. Tutto sommato, però, quando ha la possibilità, prova una giocata leziosa e non riesce neanche a concludere in porta. Non si può dire, però, che non ci metta tutto l’impegno possibile ad interpretare il ruolo. Joao Mario (dall’83’) sv

All. Spalletti 4,5 – Se la squadra non ha un minimo di organizzazione nella ricerca del pareggio, molto del (de)merito è suo. L’approccio è tutto sommato positivo, ma alla lunga perde nettamente il confronto tattico con Simone Inzaghi, che riesce a portare avanti la partita che aveva preparato: palla all’Inter e contropiedi veloci. La scelta di schierare Borja Valero si rivela totalmente errata: il Gagliardini visto nel derby, con la riproposizione del centrocampo di quel match, sarebbe potuta rivelarsi scelta saggia. Non faremo il banale riferimento al “se c’era Icardi”, bensì un’altra riflessione. Portare avanti questioni personali e d’orgoglio, sulla pelle dell’Inter e di chi per l’Inter ha passione vera, è la vera nota di demerito. Vale per lui, e vale per tutti gli altri protagonisti di questa vicenda che, in quanto tifosi, ci sta facendo francamente vergognare.

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22 anni, laureando in "Scienze della Comunicazione" presso l'Università della Calabria. L'Interismo è qualcosa che scorre dentro senza freni, in maniera totalmente irrazionale. Condividere questo sentimento è magnifico, scrivere di Inter ancora di più.