pagellone 2023/2024

Con il pareggio di Verona si è ufficialmente conclusa la stagione dell’Inter. Una stagione che ha visto l’arrivo della tanto desiderata seconda stella e ciò, inevitabilmente, significa annata da incorniciare. Ecco, puntuale come ogni anno, il pagellone 2023/2024 per quanto riguarda i ragazzi di Simone Inzaghi.

Portieri

Cominciamo a dare i voti dagli estremi difensori. Yann Sommer, Emil Audero e Raffaele Di Gennaro sono stati i tre guardiani della porta nerazzurra.

Yann Sommer 7: Il portiere svizzero è stata una piacevole scoperta. Arrivato per sostituire Onana, il portiere nerazzurro non ha fatto rimpiangere il collega uscente. Sicuro tra i pali, una buona tecnica di base e una leadership che, nel corso dei mesi è cresciuta esponenzialmente

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Emil Audero 6: E’ stato chiamato in causa in poche occasioni, alcune delle quali a campionato già vinto. Porta a casa la sufficienza per essersi fatto trovare, comunque, pronto nelle volte in cui è stato impiegato.

Raffaele Di Gennaro sv: Come sempre accade al terzo portiere rimangono solo le briciole lasciate dai primi due. Pochi minuti nella trasferta conclusiva. Porta a casa un clean-sheet

Difensori

Francesco Acerbi 7,5: Un’altra stagione super proseguita sulla stessa riga della scorsa, con tanti attaccanti annullati. La prestazione contro la Roma a San Siro, (con Lukaku letteralmente sovrastato), e il gol nel derby nella serata valsa lo scudetto i momenti che resteranno incastonati nella mente. Peccato che la carta d’identità presenterà  presto il conto.

Alessandro Bastoni 8: Totale. Difensore, braccetto, incursore. Fa tutto. E’ tra i giocatori maggiormente cresciuto in questi ultimi anni. Basto è diventato imprescindibile per l’Inter e la sua manovra. E’ tra i protagonisti, (con l’assist), per il fantomatico gol da terzo a terzo realizzato da Bisseck a Bologna.

Stefan De Vrij 7: Bentornato Stefan. Il difensore olandese sfodera una stagione degna di quella che è stata la sua storia calcistica.  Chiamato, spesse volte, a sostituire Ace, non lo fa rimpiangere, anzi, alimenta i dubbi verso un dualismo che ha fatto le fortune della carovana nerazzurra

Benjamin Pavard 7,5: Oui, c’est moi! Benji l’interista si cala alla grande nella parte. Si dimostra un muro che sa anche offendere in maniera elegante, basti pensare alla giocata balistica che favorisce l’autogol di Gatti in Inter Juventus. Costante nelle sue prestazioni, non trema nemmeno di fronte a giocatori con caratteristiche che potrebbero metterlo in difficoltà

Yann Bisseck 6,5: E’ stato l’oggetto misterioso della difesa nerazzurra. Dimostra padronanza dei propri mezzi ed una capacità difensiva apprezzabile per essere un ragazzo che ha il futuro tutto dalla sua parte. Mette a referto anche un paio di gol che impreziosiscono la sua stagione

Centrocampisti

Federico Di Marco 8: E’ la rappresentazione esatta di quella promessa fatta da bambino, una promessa che si è tramutata in uno scudetto vinto da protagonista con 5 gol portati alla causa della seconda stella. Imprescindibile con le sue sgroppate e i suoi cross

Carlos Augusto 7: Nel finale di stagione ha scoperto una seconda vita, quella da braccetto, con ottimi risultati che hanno contribuito a migliorare una stagione già, comunque, positiva da riserva di Dimash. L’esterno brasiliano ha convinto tutti alla Pinetina

Denzel Dumfries 6: Tra i giocatori di movimento con minutaggio adeguato, è stato, probabilmente, quello che ha inciso di meno nello scacchiere nerazzurro. Alla base del suo campionato c’è stata tanta incostanza. Prestazioni positive che si mescolano a prestazioni brutte. Non a caso, ad oggi, è il primo sacrificabile della rosa

Matteo Darmian 7: Esterno a destra perlopiù, braccetto quando serve. Matteo “onnipresente” Darmian ha fatto registrare un’altra stagione da giocatore utilissimo alla causa. Se non ruba l’occhio per chissà quali giocate, lo ruba per una costanza di rendimento da far invidia a chiunque. Quando poi riesce a trovare anche la via del gol strappa ancora più applausi

Tajon Buchanan 6+: Arriva in sordina. Il suo compito è quello di sostituire numericamente Cuadrado. Mette in luce tanta qualità nonostante venga impiegato a sinistra e non a destra, (ruolo più congeniale). Il premio? Il gol siglato al Frosinone

Juan Cuadrado sv: Pochi scampoli di campionato. L’infortunio al tendine d’Achille priva l’Inter di un elemento che avrebbe potuto accrescere la pericolosità. Andrà via senza aver lasciato, veramente, il segno. Peccato

Davy Klassen sv: Oggetto misterioso. Pochi scampoli di gara. Un apporto veramente misero alla causa che non da la possibilità di esprimere un giudizio sul classe 1993 olandese. Lascia senza aver lasciato il segno

Stefano Sensi sv: La sua avventura all’Inter è finita qualche anno fa. Stefano risulta importante come uomo spogliatoio. Come Klassen fa registrare un minutaggio scarso

Kristian Asllani 6,5: Calhanoglu gli lascia poco spazio, se non a campionato finito. Quel poco che ha, però, Kristian, lo sfrutta a dovere mostrando personalità da vendere. Il futuro è dalla sua. Andarsi a rivedere il lancio per Di Marco in Inter-Roma a San Siro. Il resto è storia

Davide Frattesi 7+: L’uomo dei gol pesanti. Minuti? Pochi rispetto ai titolari. Numero di gol? 6. Gol non banali, gol che sono pesati nell’economia delle sfide, (oltre il 90′ con Verona e Udinese), e più in generale del campionato. Una “riserva” così è un lusso per molti. Meriterebbe più spazio e sicuramente ne avrà

Nicolò Barella 7,5: Gol a Napoli da cineteca. E’ l’emblema massimo della sua stagione. Una stagione che ne ha testimoniato la maturità, nella gestione dei cartellini, e la crescita da tutto campista. Motorino Nicolino è pronto anche per l’europeo

Henrikh Mkhitaryan 8: Giocatore totale. Una classe ed un’intelligenza da vendere a chi ne necessità. L’armeno è paragonabile ad un vino pregiato: più invecchia e più diventa buono. In mezzo a tanta corsa e tanta disciplina tattica trova il tempo per piazzare qualche gol importante, (si veda la doppietta nel derby)

Hakan Calhanoglu 8,5: Sarebbe da 9 ma tale voto è riservato al Mvp stagionale. Dopo Lautaro, però, c’è Calha. Infallibile dal dischetto, 10 su 10 in campionato, è diventato anche un regista per palati fini. Doveva sostituire Brozovic, non sappiamo se è più forte, ma sicuramente non l’ha fatto rimpiangere. Calha lo sai perchè….canta San Siro. Cantiamolo anche noi! Tutti in piedi per il turco

Attaccanti

Alexis Sanchez 6: Una stagione da comprimario e visto il minutaggio non ci si aspettava di più dal Nino meraviglia. Il gol contro la Juve di due anni fa ci fa ancora godere.

Marko Arnautovic 5,5: complice qualche infortunio, non lascia il segno. Davanti ha avuto due ‘mostri’ come Lautaro e Thuram, ma da terzo attaccante e per gli 8m spesi, ci si aspettava di più. Bene come anima spogliatoio. Probabile partente ‘forzato’ in estate.

Marcus Thuram 8: Un po’ Lukaku ed un po’ Dzeko. Spacca difese e rifinitore. 2 in 1. La prima stagione italiana è un successo con un rendimento importante che va oltre ciò che testimoniano i gol, (13). D’altronde se siam venuti fin qua, è per vedere segnare Thuram

Lautaro Martinez 9: Mvp dell’Inter e del campionato. Il capitano si prende il trono dei bomber, con 24 gol, ed entra nella storia dalla porta principale. Capitano, nella stagione della seconda stella, e goleador della squadra e della competizione. Il rinnovo potrebbe essere un altro gesto d’amore verso un popolo che lo ha eletto a suo capostipite.

Allenatore

Simone Inzaghi 9: Aveva un conto aperto con il passato. Doveva dimostrare di essere cresciuto e saper gestire una competizione a tappe come il campionato. Simone Inzaghi si prende la seconda stella in faccia al Milan e cicatrizza una ferita ancora aperta e ancora dolorosa, che si portava dentro da due anni. Se questo scudetto merita una faccia, di sicuro si potrebbe scegliere la sua

Demetrio Bruno
Scrivere è bello. Farlo parlando della propria squadra del cuore credo sia la massima aspirazione per chiunque sogni di fare questa professione.