Le parole pronunciate qualche giorno fa da Massimo Moratti hanno acceso i sogni di molti tifosi nerazzurri. Sia chiaro, sognare – specie in un periodo del genere – è un toccasana, operazione necessaria e funzionale alla sopravvivenza perché non soggetta ad alcun divieto. Detto questo, è necessario mettere in evidenza i motivi per cui, ad oggi, o almeno per il prossimo mercato (del quale ancora le date sconosciute), l’operazione Messi-Inter è pura utopia. Nello stesso tempo, non è detto che un giorno il sogno nerazzurro per eccellenza – sul mercato – non sia destinato a realizzarsi.

CALCIO E CRISI

Non esiste momento – e mercato – più sbagliato per immaginare un colpo del genere, che diventerebbe sicuramente il più oneroso della storia del calcio. La crisi economica conseguente all’emergenza Covid-19 toccherà ovviamente anche il calcio, sia di casa nostra che in tutto il mondo. Le perdite saranno molto vaste, a partire da merchandising e sponsor, passando da ricavi da botteghino (si prospettano mesi di partite a porte chiuse) e finendo con l’ipotesi peggiore, quella di una non ripartenza e quindi del conseguente danno relativo ai diritti televisivi. Marotta, un paio di settimane fa, aveva parlato di un mercato che verrà improntato principalmente sugli scambi. Ed in questo senso, è impossibile immaginare un affare Messi-Lautaro, pur con tutta la stima del club blaugrana per il Toro argentino. Insomma, sarebbe stata già una possibilità ai limiti della fantascienza, ma pensare a Messi all’Inter nell’estate 2020, nel mercato e nell’anno solare che sarà ricordato come “quello del Coronavirus”, appare molto più che inverosimile.

CONTI NERAZZURRI

Lionel Messi guadagna 40 milioni netti all’anno, nel suo contratto è presente una maxi clausola – puramente simbolica – di 700 milioni di euro oltre alla possibilità, per la Pulce argentina, di potersi svincolare al termine di ogni stagione con un preavviso di qualche mese. Prima del virus, il principale problema di Messi e del Barcellona era trattare un rinnovo contrattuale portando da 40 a 50 milioni l’ingaggio annuo. L’emergenza sanitaria, unita al caos societario in casa Barça, con il presidente Bartomeu che appare sempre più solo, hanno bloccato per il momento ogni trattativa. Da qui, probabilmente, lo spiraglio che Moratti ha intravisto per sognare il passaggio di Leo all’Inter. La situazione dei ricavi nerazzurri, tuttavia, nonostante sia in costante crescita dall’arrivo di Suning, non può ancora sostenere un contratto da 50 milioni a stagione ed un’operazione complessiva che si tradurrebbe in centinaia di milioni. L’Inter è al momento quattordicesima nella classifica ricavi europea stilata ogni anno da Deloitte, con ricavi pari a 365 milioni annui. Vero che la Juventus, nell’estate 2018 – quella dell’acquisto di Cristiano Ronaldo – era poco sotto i 400 (numeri tutto sommato vicini a quelli nerazzurri di oggi), ma i bianconeri venivano da anni “tranquilli” da un punto di vista finanziario. L’Inter, fino all’anno scorso, e per tanti anni, è stata soggetta a pesanti limitazioni imposte dalla UEFA per il rispetto del Fair Play Finanziario. La Juventus, inoltre, dall’arrivo di CR7 deve essere sempre più attenta a far quadrare i conti, sempre più al limite. La prossima crisi dovuta al Covid-19 mette i bianconeri in una situazione ancora più difficile. La prima mossa, infatti, è stata “tagliare” gli stipendi di questa stagione per “salvare” l’esercizio 2019-20 e spalmarli sul prossimo. Il gesto eroico ed esemplare dei giocatori della Juventus che molti giornali hanno dipinto non è altro che una mera agevolazione nei confronti della propria società per far quadrare i conti nella stagione 2019-20. Morale della favola: è difficile per chiunque sostenere tali stipendi (quello di Ronaldo è di 30 milioni, quello di Messi arriverebbe come detto a 50), serve un’oculatezza gestionale veramente perfetta. E, specie in questo momento, sarebbe difficile anche per le superpotenze europee permettersi lo stipendio di Messi.

MERITARSI MESSI

Dopo aver snocciolato qualche numero in maniera grezza e generale, concentriamoci sull’aspetto puramente sportivo. Messi è uno dei migliori giocatori della storia del gioco, forse il migliore. È sicuramente il giocatore più importante nella storia del Barcellona (ne fa parte da 20 anni, contando la Cantera), ne è diventato un simbolo, è già una leggenda vivente, e proprio per questo è molto difficile che decida un giorno di lasciare il club. L’ipotesi più verosimile è che termini la carriera in Catalogna. Ma se proprio el diez dovesse lasciare il Barça, perché – in questo momento storico – dovrebbe scegliere proprio l’Inter? Bisogna mettere da parte il cuore e l’irrazionalità, quella che da tifosi nerazzurri ci farebbe rispondere: “Perché è la squadra più bella del mondo, con i tifosi più caldi del mondo”. Su questo noi Interisti siamo tutti d’accordo, ma Messi, non essendo Interista di nascita, ha bisogno di qualche motivazione in più dal punto di vista sportivo. L’Inter di oggi è una squadra che ha partecipato alla Champions League per la seconda volta consecutiva dopo sei lunghi anni di assenza, ed entrambe le volte è uscita nella fase a gironi, complici sorteggi veramente sfortunati. Per quanto riguarda la Serie A, il terzo posto attuale rappresenterebbe il miglior risultato dal 2011 ad oggi. Veramente troppo poco, se si ambisce ad un sei volte Pallone d’Oro e ad un quattro volte campione d’Europa.

Fermo restando che in questa sessione di mercato è impensabile pensare a colpi del genere – non per l’Inter ma per tutto il calcio europeo – i nerazzurri di Antonio Conte dovranno mostrare netti e costanti miglioramenti. D’altronde, come afferma il tecnico salentino, “siamo all’inizio di un percorso”. Solo se il percorso sarà virtuoso, se i risultati andranno nella direzione di un miglioramento costante, se la bacheca (intatta da nove lunghi anni) ricomincerà a riempirsi consistentemente, l’Inter di Suning – proprietà forte e solida – potrà assistere ad importanti benefici anche dal punto di vista finanziario, posizionandosi stabilmente nell’élite del calcio europeo. Prerogativa necessaria per sognare il migliore in assoluto.

 

 

 

 

23 anni, laureato in "Scienze della Comunicazione" presso l'Università della Calabria. L'Interismo è qualcosa che scorre dentro senza freni, in maniera totalmente irrazionale. Condividere questo sentimento è magnifico, scrivere di Inter ancora di più.