Non è stata una bella Inter quella vista a Cesena, ambiente caldo e voglioso di fare risultato per staccarsi dalla zona retrocessione. Uno stadio pieno e traboccante di tifo, in verità di tutte e due le squadre perché la presenza nerazzurra era molto importante a dimostrazione di quanto affetto ancora circondi questa squadra anche in un’annata storta.
La squadra: Perdere in un sol colpo Snejider e Stankovic per il centrocampo traballante di questa stagione non è cosa da poco ed infatti da subito si nota come questo 4-4-2 studiato da Leonardo sia poco efficace, Cambiasso resta molto basso e quasi si pesta i piedi con Thiago Motta in evidente debito di condizione mentre Pandev come sempre è costretto ad essere di nuovo inventato in un ruolo non suo, portando il prevedibile risultato di vedere ancora una volta il macedone in difficoltà estrema fino all’infortunio che lo porta ad uscire.
Un primo tempo brutto, con il Cesena che piazza tre palleggiatori che all’occorenza menano a metà campo affidandosi alle sfuriate offensive di due zanzare come Giaccherini e Jimenez, confidando nelle ormai note falle della difesa interista. Ed infatti dopo un’amen il trottolino bianconero si trova solo davanti a Castellazzi che è bravo a fermarlo. E il preludio al gol del Cesena che giunge all’inizio della seconda frazione con Lucio che molla Budan, Ranocchia che va a vuoto ed ennesimo gol subito ed evitabile.
Tutti si aspettano che esca il fantasma di Militoper cercare di ravvivare l’attacco ed invece si rompe Pandev e così Leo manda in campo Pazzini oltre a Mariga per Motta chiedendo sacrificio ulteriore al Principe ed a d Eto’o. Sarà la mossa decisiva.

Pazzini: La vittoria è tutta sua, va bene che la prima palla di Eto’o è splendida come la seconda di Maicon ma il ragazzo è sempre lì, è un pericolo costante e sfiora la rete diverse volte fino a trovare il pari con una girata fantastica e poi con un colpo di testa perentorio. Come nel suo stile il ragazzo esulta e non fa la minima polemica, si toglie solo il sassolino, ma è una mia interpretazione, di ribadire quello che aveva già accennato nei giorni precedenti,:” la squadra c’è, se i palloni arrivano io segno e scusate se lo scudetto è stato perso nel girone di andata”.

Il tecnico: Mai visto leonardo così distrutto. Se ci avete fatto caso, al momento di andare davanti le telecamere era sfinito, occhi lucidi e un volto che era l’emblema della sofferenza. Non deve essere facile per lui sentirsi confermato a parole, ma poi vedere come nelle dichiarazioni di Tronchetti Provera non si escluda un ritorno di Mourinho. Rimarrà? Le sensazioni e le notizie vanno tutte in quel senso ma la situazione è talmente fluida che non possiamo avere nè noi né lui alcuna sicurezza, certo è che questa situazione va risolta al più presto perché se deve essere lui il futuro bisognerà programmarlo e magari affiancargli qualcuno che sia un secondo di valore assoluto. Non vorrei che si ripetesse un errore fatto tante altre volte in tante squadre, cioè la conferma legata ai risultato ottenuti.

Mi spiego meglio, non vorrei che si volesse arrivare a vedere se porta la squadra al secondo posto e magari vincendo la Coppa Italia. Se si vogliono valutare i risultati in senso stretto si può vedere come la media punti del brasiliano sia superiore a quella di Mourinho dello scudetto precedente, ha solo quell’enorme e tremendo passaggio a vuoto di quella a suo dire è la “ settimana maledetta”. E’ davvero difficile valutare l’operato del brasiliano, ma se consideriamo che 5 elementi fondamentali dell’Inter del triplete, Maicon, Snejider, Milito, Chivu e Motta, in questa stagione hanno reso molto molto meno e che si è perso Samuel per strada molto presto, forse la sua stagione nerazzurra merita qualche attenuante.
I tifosi come chi vi scrive vorrebbero vedere un paio di colpi importanti in questa squadra ma la società dovrà al più presto chiarire se voglia tornare subito competitiva in Italia o anche in Europa, per competere in italia non manca molto, se invece si vuole avere la forza di competere con i top club europei in Champions gli interventi dovranno essere ben più radicali.

Leonardo Ciancarella

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