Ci siamo. Dopo aver acquistato Stefan De Vrij, Kwadwo Asamoah, Lautaro Martinez e Radja Nainggolan, l’Inter preleva dal Sassuolo Matteo Politano. L’attaccante, classe 1993, è giunto ieri pomeriggio a Linate ed è pronto a firmare il contratto che lo legherà ai nerazzurri (diritto di riscatto permettendo) fino al 2022 e guadagnerà quasi 2 milioni a stagione. Contrariamente a quanto si diceva nei giorni scorsi, la società nerazzurra ha prelevato Politano in prestito oneroso (7 milioni) con diritto di riscatto fissato a 20 milioni di euro. Nell’affare sono stati inseriti anche i giovani Odgaard, il quale potrà così garantirsi un maggior minutaggio in campo, e l’attaccante Adorante, valutati complessivamente 7 milioni. Con il suo acquisto, l’Inter si ritrova numericamente a posto sulle fasce: Candreva e Perisic titolari e Karamoh e Politano come riserve; è noto, tuttavia, che Ausilio stia ancora trattando l’ala destra Malcom con il Bordeaux. La questione ora è: quale sarà il  ruolo di Politano nell’Inter del prossimo anno?

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Quel precedente con Skriniar

In molti erano convinti che l’interesse per il giocatore (insieme a Suso) non fosse altro che una tattica per convincere il Bordeaux a cedere il suo gioiellino ad una condizione favorevole all’Inter. Tuttavia, dopo l’accelerata degli ultimi due giorni, risulta evidente che la società punterà anche su di lui per il prossimo anno. Il suo non lo si può definire come un colpo mediatico: la notizia del suo arrivo ha destato non poche perplessità, per via della squadra di provenienza e della sua carriera. C’è chi ha storto il naso perché la sua prima buona stagione è stata appunto con la maglia del Sassuolo a 25 anni. Qui sono necessarie delle precisazioni: il calciatore ha disputato quest’anno la sua terza stagione in serie A (tutte con la maglia del Sassuolo) e ha avuto un miglioramento graduale in termini di reti segnate ed assist procurati. Nel suo primo campionato (2015/2016), Politano ha disputato 28 partite, segnando 5 reti e fornendo due assist vincenti ai compagni; l’anno successivo, su 3 competizioni disputate dai neroverdi (Serie A, coppa Italia ed Europa League), mette a segno 8 goal e 8 assist in 42 gare totali disputate. Nello scorso campionato, quello che potremo definire come l’anno in cui si è messo definitivamente in mostra nel calcio italiano, Politano ha messo a segno 11 reti e fornito 5 assist in 39 gare tra campionato e coppa. Un’ottima stagione a cui poi ha fatto seguito la convocazione nella nazionale di Mancini. Non mancano i tifosi ottimisti sull’avventura dell’ex Sassuolo in maglia nerazzurra, ricordando quanto accadde lo scorso anno, quando venne acquistato Skriniar, divenuto subito la colonna della difesa interista ed ora incedibile salvo un’offerta folle.

Ala destra, sinistra o…punta?

Una delle caratteristiche di Politano è la sua duttilità: nato calcisticamente come un mancino a cui piace partire da destra per accentrarsi e calciare, in questa stagione è stato utilizzato principalmente come ala sinistra e finanche come punta. Per ben 16 volte, tra campionato e coppa, i mister Bucchi e Iachini hanno scelto di schierarlo in quella posizione, nella quale è andato a segno 2 volte; sulla destra, suo ruolo originario, è stato schierato 5 volte, è riuscito segnare una sola volta (coppa Italia). Come punta, invece, è stato schierato 12 volte ed è la posizione in cui sono giunti naturalmente più goal ed assist: 8 reti e 2 assist per i compagni. Il motivo è presto detto: dalla 15° giornata, col cambio in panchina tra Bucchi (esonerato) e Iachini, il modulo iniziale col quale gli emiliani giocavano (4-3-3) è stato modificato in un più prudente 3-5-2 e Politano ha dovuto adattarsi a quel ruolo.

Un altro dato curioso sul giocatore riguarda le squadre a cui ha segnato: Juventus, Spal, Crotone, Napoli, Milan, Benevento (2), Fiorentina, Sampdoria ed Inter. Un bottino niente male, tenendo conto della diffidenza inspiegabilmente riservata a chi riesce ad esprimersi ad alti livelli nelle squadre di provincia.

Riserva perenne o jolly?

In vista della prossima stagione, le idee di Luciano Spalletti sembrano abbastanza chiare: sulla fascia destra, il titolare non sarà più Antonio Candreva. Reduce da una stagione difficile per via delle zero reti segnate e delle troppe prestazioni negative, l’esterno ex Lazio sicuramente partirà dalla panchina e, qualora arrivasse un’offerta sui 20 milioni, il tecnico di Certaldo lascerà andare il giocatore senza rimpianti. A quel punto nel ruolo rimarrebbero i soli Politano e Karamoh e, forse, il giovane Malcom; per l’ex Sassuolo sulla carta sembrerebbe che non ci sia spazio ma non lo si deve dare per scontato, avendo come “rivali” un 19enne reduce da una stagione di ambientamento ma ancora acerbo tatticamente e molto impreciso davanti alla porta ed un 20enne con buone doti tecniche ma che si deve ancora adattare ai ritmi della serie A. Pensando a quanto successo lo scorso anno con Skriniar, perché non pensare che la stessa cosa possa capitare a Politano?

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