Dal maxi pranzo domenicale servito sul prato di San Siro al cospetto di oltre 71.000 commensali, l’Inter, e soprattutto i suoi tifosi, ne escono con sentimenti contrastanti perché, se oggettivamente la prestazione della squadra altro non può dirsi che nel complesso abbastanza positiva, di certo il solo punto raccolto in casa non può far saltare di gioia l’ambiente nerazzurro visti anche i successi di Juventus e Roma contro Benevento e Fiorentina ed il pareggio del Napoli (n.d.a. la Lazio non ha giocato a causa dell’impraticabilità dell’Olimpico) a Verona contro il Chievo.

La squadra, sempre sostenuta da una marea nerazzurra, ha di certo provato in molteplici occasioni ad indirizzar per il verso giusto la contesa ma un Icardi insolitamente impreciso e poco concreto ha vanificato i buoni cross di Candreva e Perisic, arrivati sempre e comunque da fiammate e mai da un continuo e ragionato gioco anche a causa delle molteplici palle perse da Gagliardini a metà campo e ad un Borja Valero per larghi tratti del match oscurato dalla marcatura a uomo di Rincon. Il solo Vecino a centrocampo ha fornito un contributo costante e positivo alla squadra. In difesa Skriniar si conferma per l’ennesima volta assolutamente impeccabile, al contrario del suo compagno di reparto Miranda, colpevole sul goal di una marcatura su Iago Falque più a vista che in maniera effettiva ed efficace ed in generale di parecchie disattenzioni ed imprecisioni.

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Dunque si arriva alla pausa nazionali, l’ultima dell’anno solare in corso, con 30 punti a referto, frutto di 9 vittorie e 3 pareggi in 12 partite, ed il terzo posto momentaneo in solitaria (in attesa dei recuperi di Roma e Lazio con Sampdoria ed Udinese) ma pure con quel latente velo di rammarico per l’aver lasciato sul campo 4 punti che potrebbero risultare preziosi (n.d.a. le mancate vittorie contro Bologna e Torino) in un campionato come quello attuale dove il gruppo di testa va a velocità pazzesche.

È verissimo che siamo ad inizi novembre e che si è giocato a malapena un terzo del torneo ma è altrettanto vero che in questa corsa ai posti Champions League nessuno può permettersi di sbagliare. Juventus, Napoli e Roma come da pronostico sembrano per il momento di altra categoria rispetto a noi che più verosimilmente dovremo fare a sportellate da qui a fine stagione con la Lazio per un quarto posto che significherebbe il primo passo concreto (n.d.a. la qualificazione nell’Europa che conta) verso la ricostruzione di un’Inter che possa tornare un giorno ad essere in linea con il suo glorioso passato.

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