Dopo la sconfitta di Cagliari e un avvio di stagione da dimenticare, per De Boer è il momento di dare una sterzata alla stagione interista perché in caso contrario sarebbe stato allertato Garcia, secondo Repubblica, ma anche altri nomi sono tenuti in considerazione come scrive Sorrentino:

I risultati lo condannano: se un allenatore perde la metà delle partite ufficiali (5 su 10, per l’esattezza), segna pochissimo (11 reti totali) e incassa troppo (15 gol), è la prova che la squadra proprio non va, che il manico non funziona e che quell’allenatore deve cambiare rotta altrimenti rischia il posto. È la legge del calcio. Per questo, e anche solo per rimettere in piedi una classifica orrenda dopo aver perso le prime due partite, domani l’Inter deve battere il Southampton nella terza sfida del girone K di Europa League. Una sconfitta o un pareggio faticoso aprirebbero la strada alla crisi vera e propria, con la caccia a un nuovo allenatore. Rudi Garcia è il nome più caldo, ha il profilo migliore: ha sicure qualità, conosce l’Italia, non pretende ingaggi mostruosi, ha molta voglia di rivalsa dopo che a Trigoria le cose finirono in quel modo. Ci sono voci di contatti avviati tra lui e l’Inter da tempo, fin dalle prime esitazioni di De Boer in settembre. Garcia, due campionati e mezzo alla guida della Roma dopo cinque stagioni al Lille, ha le caratteristiche per rimettere in piedi la baracca interista o almeno per prenderne le misure con minori affanni rispetto all’alieno De Boer, ma pretenderebbe almeno due anni di contratto, e la cosa potrebbe confliggere con l’idea interista di ingaggiare Diego Simeone a giugno 2017. Per questo rimane in ballo anche l’idea di un traghettatore d’esperienza: da qui il nome di Fabio Capello e quello, fresco, di Stefano Pioli. Ma di sicuro Frank De Boer, arrivato solo il 9 agosto, è a serio rischio se la squadra non sterzerà.

(Repubblica)

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