Dopo l’Hapoel e i 10 punti in 4 partite in campionato, annessa la grande prestazione vincente contro la Juventus, ritorna una brutta Inter e il lavoro e i progressi visti fin a ora scompaiono come se non fossero mai esistiti. Mancavano titolari come Joao Mario e Miranda e pure Icardi e Perisic, ma in campo c’era un’Inter di ottimo livello, un po’ sperimentale in mezzo ma sicuramente superiore allo Sparta Praga, giocatori appena discreti e pure con un nuovo allenatore. Invece secondo La Repubblica “è arrivata una figuraccia internazionale”.

La rosa dell’Inter è altamente competitiva, inferiore solo alla Juventus in Italia e a non moltissime altre in Europa. Eppure arriva a Praga, dopo risultati positivi in campionato compreso il 2-1 alla Juve di dodici giorni fa, e in un primo tempo di tregenda regala gol e palloni, sbaglia una quindicina di uscite palla al piede dalla propria trequarti, il tutto condito da un 2-0 che farebbe alterare anche il parroco-allenatore della squadra dell’oratorio. “Il problema dell’Inter negli ultimi anni è la psiche, ma anche il club e la capacità di darsi un ordine e una continuità di rendimento, è l’incapacità di creare una qualche sovrastruttura che preservi i giocatori dai cali di concentrazione, o che li induca ad averne il meno possibile, che li accompagni in un percorso di crescita, che li faccia diventare uomini e professionisti affidabili, che impedisca crisi esistenziali come quella che ha portato l’Inter 2016-2017 ad andare in svantaggio sette volte in otto partite”.

(La Repubblica)

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