L’Inter recupera la partita rinviata, per la tragica alluvione, e recupera anche una posizione più consona in classifica. Con la vittoria sul Genoa ci siamo finalmente allontanati dall’orrenda zona B guadagnadoci un sesto posto, purtroppo però siamo ancora lontani dalla qualità del passato. E’ scesa la febbre, sembra sia ritornata la salute della squadra, ma bisogna stare al caldo le ricadute sono dietro l’angolo!!

E’ proprio in momenti simili che è neccaria concentrazione maggiore che nelle precedenti sfide. Mister Ranieri è stato il migliore in campo ieri sera al Marassi. Ha azzeccato entrambi i cambi; con puntualità ha sostituito gli uomini giusti, Alvarez per Faraoni e Forlan per Milito. Il primo serve un assist sontuoso per Nagatomo e becca anche un gran palo dalla distanza, il secondo invece entra e mostra sprazzi della sua classe, giustificando un passato glorioso. Coraggioso anche nella scelta di piazzare largo a sinistra Poli, sin da subito dimostra di avere ragione. Un’Inter che si sta riprendendo ciò che è suo e grazie a un Mister, all’inizio pareva un po’ stretto ed insopportabile a troppi, che oggi è in grado di mostrare quanto vale la sua squadra, la costanza e l’ impegno quotidiani che tutti ci mettono, che illumina al meglio i miglioramenti avvenuti negli ultimi trascorsi.

Però, ancor oggi, nonostante le vittorie contro Fiorentina e Genoa, al nome Udinese tremano le gambe. La squadra vistasi al Meazza il 3 dicembre è apparsa quasi l’opposto di quella che si è mostrata ieri sera a Genova. Eravamo sprofondati nella vergogna, Isla con un gol aveva deciso il match e ci aveva sotterrandoci completamente. Poi finale incredibile: Zanetti atterra Armero in area, espulsione e rigore. Chi non ricorda, ed a oggi, come non associare i due avvenimenti, pur così diversi, sempre uniti dal fatto che compiuti dagli stessi protagonisti. Essere fiduciosi degli undici scesi in campo ieri, apparsi migliori, ma non perfetti, apparsi vincenti, ma non incisivi e perseveranti alla vittoria come una volta?

Basteanno questi pochi gol a far permanere la voglia di vincere e di riscattarsi cancelland, quindi, completamente questa piccola ma orrenda fase che ci ricorda alla stampa italiana come la Juve di una volta. Contemporaneamente, fra tutte queste perplessità, si evidenziano degli ottimi giovani. Ragazzi scattanti, lucidi, che offrono risposte degne di essere ascoltate e riascoltate.  Alvarez, Faraoni, Poli e Obi ieri sera hanno aiutato professionisti che si stanno riprendendo la parte alta della classifica e, intanto, si guadagnano la fiducia del mister, dei tifosi e dei compagni per permanere sempre più come titolari. Basteranno queste giovani leve per accendere una miccia pronta a far esplodere la rabbia e la grinta interista che tutti noi tifosi desideriamo di nuovo vedere?

Milito horror show, questa è un’altra storia ancora. Occhi smarriti, sguardo vitreo, alla sostituzione il volto di Diego Milito è stato davvero indimenticabile. Entra Diego Forlan, passaggio doveroso per mister Ranieri, una prestazione quasi da dimenticare.         Peccato perchè il Marassi era il luogo ideale per sbloccarsi, l’unico stadio d’Italia in cui avrebbe avuto sostenitori in entrambe le tifoserie, dove la pressione stava a zero. Eppure il nostro Principe, come in favola senza lieto fine,  fatica nel farsi trovare pronto; il gol lontanissimo, una rete quasi maledetta che non fa entrare a lui nessun pallone. Anche ieri, come già in occasione delle partite contro Atalanta e Cska, ha avuto l’ennesima occasione ma l’ha nuovamente sprecata. Dopo un miracolo di Frey sul colpo di testa di Samuel, il rimbalzo del pallone lo fa capitolare sui piedi di Diego che veramente da meno di cinque passi riesce a sparare un tiro in bocca al portiere Genoano, regalandogli, così, la possibilità di compiere due parate in pochi secondi. La panchina era incredula, lui con le mani nei capelli, disperazione, perplessità, domande esistenziali per comprendere che cos’è questa sfortuna. Ma la squadra lo sostiene, rimane al suo fianco, gli passa palloni importanti e a volte rinuncia al tiro per permettergli di segnare. Dove sei Principe? Torna da noi!!!

Un bello spettacolo, ma qui nessun big bang.  Contro una squadra senza uomini da gol in campo, nostalgici del loro Milito, è stato abbastanza semplice emergere e portar a casa tre punti. Sperando di ritrovare al Manuzzi di Cesena la stessa squadra, motivava e vogliosa di gol, la fiducia è doverosa per dar tutti insieme un calcio alla parola crisi. CREDIAMOCI!!