In casa Inter ci si interroga sul futuro di Erick Thohir. Chiaro, che la sua eventuale uscita cambierebbe l’assetto societario nerazzurro come scritto nel contratto che il giugno scorso ha sancito il passaggio delle quote di maggioranza del club dal tycoon al gruppo Suning. Thohir, che attualmente detiene il 31%, potrà vendere il proprio pacchetto il 30 novembre ad una cifra prefissata – si calcola una plusvalenza sui 50 milioni – oppure «scommettere» sull’Inter e uscire soltanto il 30 giugno 2017. Con il rischio, legato ai risultati più finanziari che sportivi del club, di incassare di più, ma anche di perdere qualcosa rispetto al fisso che gli sarebbe garantito se vendesse già questo autunno.

Le variabili da cui dipenderebbe l’incasso di Thohir non sarebbero tanto la benedetta qualificazione alla Champions League – che comunque rimane prioritaria per il progetto dei cinesi -, quanto il rapporto tra i costi e i ricavi del club e l’aumento delle stesse entrate (di ieri l’ingresso dell’olandese Copa, ditta specializzata in abbigliamento casual dedicato al calcio). Passaggio fondamentale anche in chiave fairplay finanziario, per non essere costretti a cedere giocatori.

(Gazzetta dello Sport)

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